Grazie Fede.

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

November 30th, 2021 Italia

Ogni spettacolo ha un inizio, una scena principale e una fine.

Cala il sipario e allo spettatore restano sentimenti contrastanti; solo quando li avrà elaborati potrà dar loro un nome.

Questo è lo spettacolo del nuoto, e l’attrice protagonista è Federica Pellegrini.

La Pellegrini non è solo l’emblema del nuoto in Italia. È costume, è moda, è stile. Negli anni 2000, gli adolescenti imitavano il suo taglio di capelli – “Voglio i capelli come Federica Pellegrini“, dicevano, e ogni parrucchiere italiano sapeva esattamente cosa fare.

Quando sei in Italia, “sport” è “calcio”. Ma anche se è difficile trovare una persona per strada che sappia dirti cos’è il Trofeo Sette Colli, davvero ovunque in Italia ti diranno chi è Federica Pellegrini.

Quel primo podio olimpico, ad Atene nel 2004, ha accolto una ragazza con gli occhi spalancati e le unghie dipinte di nero. Era arrivata per i suoi primi giochi olimpici pochi giorni dopo aver compiuto 16 anni.

Nelle semifinali dei 200 metri stile libero, ha stabilito un record nazionale di 1:58.02. In finale, ha pagato per la sua inesperienza. Dalla corsia esterna, Camelia Potec della Romania ha toccato prima, e Pellegrini chiuso secondo in 1:58.22.

Camelia Potec, questo pomeriggio era con lei nella sua ultima vasca.

Atene era  solo un assaggio di ciò che Federica avrebbe in definitiva significato per lo sport nel suo paese.

È arrivata a Pechino nel 2008 con l’allenatore che l’ha accompagnata per due anni, Alberto CastagnettiMentore, guida e luce nel cielo notturno.

Dopo essersi piazzata solo quinta nei 400 metri, ha raggiunto la finale dei 200 metri. Aveva strappato il record del mondo alla nuotatrice francese Laure Manaudou, sua acerrima rivale, nelle eliminatorie.

In finale, ha vinto l’oro con un altro record del mondo, 1:54.82.

Passano quattro anni e la vita mette davanti al cammino di Federica quella che resta una delle pagine più dolorose della sua storia.

Due mesi dopo aver trionfato ai Mondiali di Roma 2009, con due medaglie d’oro e due record del mondo nei 200 e 400 stile libero,

Federica perde Alberto Castagnetti.

È morto dopo un’operazione al cuore.

Nel 2010 inizia ad allenarsi con il francese Philippe Lucas, che la porta ai Mondiali 2011 a vincere il doppio oro nei 200 e 400 stile libero.

Nel 2012, le speranze di medaglie alle Olimpiadi di Londra erano tutte su di lei. Ma quell’edizione dei giochi sarà ricordata per l’assenza di medaglie nel nuoto per l’Italia.

Dopo Londra, Federica ha deciso di prendersi una “stagione sabbatica”. Ma il tempo non si è fermato, nemmeno per Federica, e quattro anni dopo sono arrivate le Olimpiadi in Brasile.

IL PRIMO PENSIERO SUL RITIRO

A Rio è arrivata la sconfitta che brucia di più. Nella finale dei 200 stile libero, arriva quarta e dice: “Basta”. La sconfitta le fa pensare al ritiro.

Ma le prime dimissioni raramente sono quelle definitive. Un anno dopo, ai campionati del mondo 2017 a Budapest, è tornata come regina indiscussa dei 200 stile libero, vincendo un altro campionato del mondo. Questo era il suo primo titolo mondiale in sei anni, ma non sarebbe stato il suo ultimo.

Ha chiuso un cerchio – torna all’oro, torna a vincere.

A Budapest, Federica ha voluto salutare tutti e trovare la sua strada fuori dalla piscina.

Sono passati altri quattro anni.

Federica è tornata e vuole chiudere la sua carriera a un’Olimpiade. La sua quinta Olimpiade.

Conserva ancora l’anello che sua madre, Cinzia, le ha regalato prima della sua prima Olimpiade e senza il quale non ha più gareggiato.

Conserva quel gesto ogni volta prima del fischio d’inizio:

mano alla testa, mano al cuore.

Perché puoi essere il più grande campione italiano che sia mai esistito, ma devi sempre ricordarti chi sei: La testa e il cuore che devono camminare insieme, anche nella finale olimpica.

Di tutti i soprannomi che potevamo inventarci, l’abbiamo chiamata “La Divina”. Eppure Federica ha i piedi ben piantati a terra.

Ogni volta che diceva basta, sapeva che non era un addio.

È cambiata, e abbiamo visto una ragazza di 15 anni diventare una donna che a 33 anni ha offerto al mondo la sua ultima performance.

Federica Pellegrini è la prima e unica donna italiana a vincere un oro olimpico nel nuoto.

È stata la più giovane atleta italiana a vincere una medaglia olimpica.

La donna di maggior successo nei 200 metri stile libero, di cui detiene il record mondiale dal 2009.

È l’unica atleta ad aver vinto otto medaglie consecutive nella stessa gara in otto diverse edizioni dei campionati mondiali di nuoto.

Quando entra in una piscina si trascina dietro un’ondata di tifosi urlanti.

È grazie a lei che le piscine si riempiono di ragazze che vogliono essere come la Pellegrini.

Se l’America ha un prima e un dopo Michael Phelps, l’Italia avrà un prima e un dopo Federica Pellegrini.

Il 2021 sarà ricordato come l’anno dell’addio al nuoto di Federica Pellegrini.

Possiamo dire ai nostri figli ed ai nostri nipoti di averla vista in acqua, di averla conosciuta.

Grazie Fede.

 

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE Giusy Cisale ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto …

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