L’Incidenza Marginale Della Gambata Nello Stile Libero Veloce

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

September 25th, 2018 Italia

Articolo di Loretta Race

Puoi leggere l’articolo in inglese qui

Odi i set di lavoro di gambe?

Detesti il fatto che hai l’impressione che le gambe stanno prendendo fuoco durante lo stile libero veloce?

Non sei il solo a pensare che infondo le gambe non sono tutto.

Di recente è stato pubblicato uno studio eseguito in una piscina dove venivano ricreate artificialmente le onde per creare resistenza (resistance pool).

La ricerca è stata eseguita presso l’Università di Tsukuba ed il Tokyo Institute of Technology. Si è scientificamente stabilito che nello stile libero veloce i cosiddetti calci possono portare benefici marginali nella velocità.

L’incidenza marginale della gambata

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Biomechanics  questa estate.

Questa ricerca giapponese ha scoperto che le gambate veloci hanno effettivamente fornito una forza propulsiva quando si nuotava ad una velocità relativamente bassa. Parliamo di 1,1 m al secondo, che equivale ad un tempo di 1:30.91 sui 100 metri.

Tuttavia, quando la velocità aumentata a 1,3 m al secondo, ovvero 1:16,92 /100m, i movimenti delle gambe hanno ostacolato il flusso di acqua e prodotto resistenza equivalente al cubo del rapporto di velocità.

Come tali, hanno determinato che l’azione principale dei calci è consentire ai nuotatori di mantenere una posizione del corpo orizzontale nello stile libero. I movimenti delle gambe possono generare una resistenza significativa quando la velocità supera un certo livello.

Si legge sul “Journal”:

 “anche se movimenti degli arti superiori e inferiori aumentano la resistenza rispetto alla condizione passiva, l’effetto della gambata/calcio sulla resistenza può dipendere dalla velocità di nuotata”.

Qui di seguito vi è una tabella dalla relazione completa. Si vede come il coefficiente di resistenza aumenta in tutto lo stile libero veloce.

Grafica per gentile concessione di Science Direct.

Hideki Takagi, un professore di ingegneria dello sport presso l’ Università di Tsukuba, ha detto:

“Il miglioramento del tempo si ha quando le gambe non dondolano”.

Per migliorare le prestazioni dunque occorre lavorare con la parte superiore del corpo, in modo da catturare più acqua.

È possibile leggere lo studio del Journal of Biomechanics nella sua interezza qui.

 

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per caso, …

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