Gli Atleti Riuniti A Londra Sono Pronti Ad Organizzarsi

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

December 20th, 2018 Italia

Articolo in inglese a cura di Braden Keith

Ieri vi avevamo riportato i contenuti della riunione della ISL tenutasi a Londra.

Dopo un incontro a porte chiuse, gli atleti si sono riuniti di nuovo ieri, mercoledì 19 Dicembre.

Hanno dichiarato che c’è “un sacco di lavoro da fare” per formalizzare, ma hanno espresso un impegno per unificarsi come gruppo.

L’ungherese  Katinka Hosszu, campionessa olimpica, è stata la prima atleta a parlare. Il discorso si è incentrato sulla minaccia di sospensioni da parte della FINA.

Il cambiamento di tono era evidente nella sua risposta.

“Vogliamo essere uniti. Questo è il punto. Se uno di noi per qualche strana ragione viene sospeso, dobbiamo poi trovarci uniti. La nostra discussione non riguarda i divieti”.

Il tema dei divieti e boicottaggi

Dal tono della risposta, si comprende che si vuole spostare la conversazione al di là di divieti e boicottaggi.

Su questo punto si è espresso il capo del consiglio consultivo della Lega Internazionale Nuoto (e il suo finanziatore) Konstantin Grigorishin.

Il tema delle sospensioni e boicottaggi era un tema caldo nelle menti degli atleti. Grigorishin ha espresso la sua opinione. Gli atleti hanno una posizione di forza che non ha bisogno di fare affidamento sul boicottaggio per esprimersi.

E così sono stati fatti i primi passi verso un’associazione di atleti, almeno per i 30 olimpionici presenti.

Su consiglio degli esperti presenti (tra cui avvocati e un professore della Cornell University, Rachel Aleks), la parola ‘Unione’ non è quella che sarà utilizzata.

La nascita dell’Associazione di Atleti

Come Aleks ha spiegato nel corso della riunione, a causa della natura internazionale, il gruppo non sarebbe una ‘unione’.

Piuttosto sarebbe un ‘associazione’ che fa affidamento sul loro valore di talenti unici.

Il messaggio è che la loro influenza è data dal loro valore intrinseco all’interno dello sport come atleti.

L’idea che che i nuotatori non sono sostituibili come qualsiasi altro lavoratore, hanno un valore intrinseco e personale.

La differenza rispetto alle altre forme di associazione già viste nel corso degli ultimi anni, è che questa associazione  ha il sostegno finanziario di Grigorishin.

Grigorishin sosterrà sia la messa in rete degli atleti necessaria per formare l’organizzazione, sia le competenze necessarie per trasformare la spinta emotiva del progetto in una vera e propria associazione.

Grigorishin ha anche offerto di gestire finanziariamente l’organizzazione nelle sue fasi iniziali e dare supporto nelle negoziazioni, a nome degli atleti.

Il sostegno finanziario di Grigorishin, principalmente nel sostegno delle cause pendenti, sembra aver dato agli atleti la fiducia che è mancata nei precedenti tentativi.

Ma l’ISL è irremovibile sul punto che questa associazione e la lega stessa sono due progetti completamente diversi, che anche se connessi, sono autonomi.

Le reazioni degli atleti

Gli atleti hanno accolto con molta emozione le fasi iniziali dei lavori. Dopo hanno intavolato le discussioni circa il da farsi.

Non ci sono state decisioni formali (anche se Cameron van der Burgh ha raccolto molto supporto per un ruolo di leadership), piuttosto gli atleti hanno stilato un programma per portare avanti questo progetto.

“Abbiamo fissato obiettivi chiari su quello che vogliamo realizzare”.

Queste le parole dell’americano olimpionico Tom Shields. “Stiamo discutendo su chi potrebbe essere coinvolto in questo progetto, quale gruppo vorremmo rappresentare e da chi vorremmo essere rappresentati. Poi da lì vorremmo comunicare la leadership.”

Gli atleti hanno sottolineato che è fondamentale nelle prime fasi costruire una rete di comunicazione tra gli atleti efficace.

Ha dichiarato Ryan Murphy: “Penso che la cosa più difficile per qualsiasi organizzazione di atleti sia probabilmente la difficoltà nelle comunicazioni. Quello che abbiamo cercato di fare oggi è (determinare) i passaggi di ciò che deve accadere. Così sappiamo quali sono i passi da fare. Ora si tratta di capire come ci accingiamo a comunicare quando non siamo tutti seduti nella stessa stanza, cercando di farlo attraverso i rappresentanti provenienti da diversi continenti. Una volta che abbiamo fissato tali rappresentanti, tutto dovrebbe essere in grado di muoversi abbastanza rapidamente.”

 

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per caso, …

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