La LEN lancia l’accusa: l’Europa merita di più

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

September 27th, 2017 Italia

La LEN (Lega Europea del Nuoto) in seguito all’elezione dei vertici FINA e di diversi comitati che governano le sei discipline acquatiche rappresentate, lancia il monito nei confronti delle attribuzioni dei seggi.

Il Presidente in carica Paolo Barelli, nel comunicato, parte dall’analisi della supremazia Europea negli sport acquatici in quanto a medaglie ottenute, finali e capacità organizzative, sottolineando il lavoro incessante di tecnici, atleti e Federazioni Nazionali.

Questa supremazia “in campo” non rispecchia secondo la LEN il peso specifico dell’Europa all’interno della FINA.

Analizzando i dati relativi ai seggi assegnati, vengono rilevate delle ingiustizie.

Secondo Paolo Barelli la problematica non riguarda soltanto i meriti sportivi di un continente piuttosto che di un altro, ma il futuro degli sport acquatici sul palcoscenico mondiale. Le Federazioni Nazionali europee investono molto sui propri atleti e sull’organizzazione degli eventi di risonanza mondiale e meriterebbero un proporzionale adeguamento all’interno degli organi della Federazione Internazionale.

I dati riportati nelle tabelle allegate al lungo comunicato della LEN (clicca qui per visionarle), manifestano una obiettiva lacuna nell’attribuzione dei seggi, sulla quale si potrà discutere e lavorare.

Se si analizzano i risultati degli ultimi Mondiali di Budapest, i dati che emergono sono i seguenti:

L’Europa ha ottenuto:

– il 46% delle medaglie in palio

– il 49% dei finalisti

– il 55% delle medaglie vincenti delle Federazioni Nazionali

Nonostante questi dati ad oggi l’Europa rappresenta il 25% dei seggi disponibili in FINA, mentre ben il 22% dei seggi è stato assegnato all’Asia che ha avuto il 19% delle medaglie e il 18% dei finalisti. L’Oceania ha avuto l’11% dei seggi a fronte del 5% di medaglie; l’Africa ha ottenuto quasi il 16% dei seggi, con appena il 2% delle medaglie e meno dell’1% dei finalisti.

Si pensi sul punto che la Svezia (paese di Sarah Sjostrom) non ha alcun seggio nel comitato Nuoto.

Alcuni altri esempi sottolineano la non corrispondenza tra l’attribuzione dei seggi ed i risultati ottenuti:

  • Il Sud Africa ha 11 Membri con due medaglie e 7 finalisti
  • L’Egitto ha 5 Membri nonostante abbia un solo atleta con finale e medaglia
  • Il Kuwait ha 4 Membri senza finalisti
  • L’Argentina ha 4 membri, zero finalisti
  • L’Oman ha 3 membri senza finalisti
  • L’India ha 3 Membri, pur non avendo finalisti

A ciò si aggiunga che l’Europa ha ospitato 4 delle ultime 5 edizioni dei Mondiali FINA (Roma 2009, Barcellona 2013, Kazan 2015, Budapest 2017) e si è mostrata subito disponibile ad ospitare gli eventi dopo il ritiro delle città ospitanti originariamente scelte da altri continenti, “salvando” le sorti della FINA.

Riassumendo, la posizione della LEN nei confronti della FINA è chiara: quest’ultima dovrebbe essere più riconoscente nei confronti dell’esperienza, delle competenze e delle capacità organizzative dei rappresentanti europei. I comitati della FINA costituiscono una parte essenziale di una struttura che dovrebbe garantire un buon funzionamento nella preparazione, organizzazione e esecuzione di eventi di rilevanza mondiale, e mantenere un elevato livello di tutte le aree.

 

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Avvocato civilista con un'innata passione verso la scrittura. Dalla fobia dell'acqua all'amore incondizionato verso di essa. Dal 2015 scrittrice di nuoto, prediligendo le emozioni che l'acqua trasmette. Atleta Master stileliberista, Ufficiale di Gara nuoto della Federazione Italiana Nuoto,  ma soprattutto "Swim Mum".

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