Le Regole D’Oro Per Una (Quasi) Perfetta Swim Mum

Ditemi la verità.

Quando avete iscritto vostro figlio al suo primo corso di nuoto non vi aspettavate affatto tutto ciò che ha comportato.

Magari all’inizio lo accompagnavate in piscina con i tacchi ed il tailleur con ancora l’agenda piena di appuntamenti. Del resto, cosa sarà mai lasciarlo in piscina e riprenderlo un’ora dopo?

Poi sono arrivate le gare, gli allenamenti quotidiani che durano molto più di un’ora. L’attesa infinita fuori dallo spogliatoio ci spinge a chiederci se lì dentro devono fare la doccia a turno. Non so i vostri, ma mio figlio trascorre nello spogliatoio 40 minuti ed esce sempre (e sottolineo semprecon i capelli bagnati.

Via tacchi e tailleur, trucco ed agenda.

Bisogna razionalizzare il tempo e diventare qualcosa di più dell’adulto munito di patente che ti scarrozza in giro per piscine.

Se siete soltanto all’inizio di questa avventura, mettetevi comode.

Magari siete sedute in piscina e state guardando l’allenamento mentre leggete questo articolo.

1. IMPARARE IL GERGO

Iniziamo dalle basi.

Come Swim mum (ma vale anche per i papà) dovete imparare i termini base del nuoto.

Cose semplici, ma necessarie, quantomeno per non creare imbarazzo proprio a vostro figlio. Distingure la rana dalla farfalla o la vasca lunga dalla corta è un buon inizio. Ripassate anche le frazioni di secondo, perché in questo sport contano i centesimi.

2. LIMITATE LE URLA DURANTE UNA GARA

So che è difficile mantenere un certo ritegno quando nostro figlio sta gareggiando.

Posso però assicurarvi che le urla dalla tribuna non si sentono in acqua.

Frasi del tipo:

  • metti le gambe
  • spingi
  • vai campione

vi fanno solo apparire come dei maniaci di protagonismo agli occhi degli altri genitori. Per di più, accanto a voi ci sarà con molta probabilità un altro genitore che magari, in silenzio, sta filmando la gara e che si ritroverà il video intriso delle vostre urla disumane.

3. NON COMMENTARE LA PERFORMANCE

Se la gara va male resistete alla tentazione di esporre a vostro figlio il commento tecnico.

Nella migliore delle ipotesi non siete in grado di dare alcun suggerimento efficace. Nella peggiore, vostro figlio ha già avuto il confronto con il suo vero allenatore e non ha alcuna voglia di sentire anche la vostra.

Non dite nulla.

Andate in macchina e fategli scegliere la musica da ascoltare sulla via del ritorno.

4. VESTITEVI COMODE

Le vere swim mum non si presentano alle gare in tacchi o abiti appariscenti. Tuta, scarpette ed una t shirt anche d’inverno, perchè in piscina fa caldo, sempre.

Noi siamo lì non per sfilare o attirare l’attenzione. Ci siamo per tirare fuori dalla borsa cibo, acqua e cioccolata.

5. I COSTUMONI NON FANNO IL CAMPIONE

Il costume da gara non renderà automaticamente vostro figlio un campione.

Ma come? Una media di 300 € investiti e non vi sarà alcun ritorno?

La realtà è che queste “tutine” non sono foderate d’oro e non hanno nemmeno un motore turbo che si aziona alla prima bracciata.

Triste ma vero.

Il costume da competizione ha tante caratteristiche che aiuteranno la performance, che lo faranno sentire sicuro ed a proprio agio in gara, ma il risultato della gara dipenderà sempre ed unicamente da lui.

Per tutti i vostri dubbi su questo meraviglioso indumento, vi rimando all’articolo dedicato, che potete leggere cliccando qui.

6. Non aspettatevi un ritorno del vostro investimento.

Come vi ho preannunciato al punto 5, non aspettavi un ritorno nel vostro investimento.

Il nuoto è uno sport impegnativo anche dal punto di vista finanziario: la retta della piscina, l’attrezzatura da cambiare ogni anno, i costumi, le trasferte, il costo delle gare.

Di tutto ciò non vi tornerà indietro nulla nelle tasche. I nuotatori “ricchi” sono davvero pochi.

Tutti i nuotatori però sono felici di ciò che fanno e credetemi, vostro figlio non smetterà mai di ringraziarvi per aver contribuito a fargli vivere le esperienze più belle della vita.

Citando una famosa pubblicità di una carta di credito, ci sono cose che non hanno prezzo.

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE Giusy Cisale ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto …

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