Respirazione Bilaterale Nello Stile Libero E’ Davvero Utile?

Gary Hall Sr oggi condivide con noi alcune osservazioni sulla respirazione.

Delle migliaia di nuotatori che sono venuti al Race Club, ad una percentuale molto alta di loro viene insegnata la respirazione da entrambi i lati. Questa viene chiamata spesso respirazione bilaterale. Osservando i nuotatori  d’élite vediamo però che pochissimi di loro respirano da entrambi i lati.

Questo porta alla domanda:

Dovremmo insegnare ai giovani nuotatori a respirare da entrambe le parti, e se sì, perché?

Di seguito riportiamo tutte le giustificazioni che vengo prese come motivo per far utilizzare la respirazione bilaterale. Ragioni che non hanno supporto scientifico.

1. MIGLIOREREBBE L’EQUILIBRIO.

Ho sentito diversi allenatori spiegare che lo fanno per l’equilibrio, ma cosa significa?

Equilibrio di cosa?

In acqua, un nuotatore pesa molto poco, quasi zero. Il raggiungimento dell’equilibrio nel modo tradizionale di pensare l’equilibrio a terra non si applica. I nuotatori sono sospesi dalla loro galleggiabilità e dalla densità dell’acqua e non cadranno da nessuna parte.

Ci deve essere un po’ di equilibrio nella propulsione poiché le mani e i piedi che generano la propulsione lo fanno da un lato o dall’altro della linea mediana del corpo del nuotatore. Se tutta la propulsione provenisse da un solo lato, il nuotatore tenderebbe a virare verso l’altro lato.

La respirazione da entrambi i lati non influenza però significativamente la propulsione del nuotatore.

Questa spiegazione dunque non convince.

2. Sviluppo dell’equilibrio muscolare

Ho anche sentito gli allenatori parlare di sviluppare l’equilibrio muscolare sostenendo le tecniche di respirazione bilaterale.

È vero?

I nuotatori spingono più forte o scalciano più forte sul lato del respiro che sul lato non respiratorio?

Se così fosse, i nuotatori d’élite che respirano da un solo lato dovrebbero generare forza più grande da una parte piuttosto che dall’altra. Ma così non è.

3. INFORTUNI AD UNA SPALLA

E per quanto riguarda l’infortunio alla spalla?

La respirazione da un lato provoca più stress sulla spalla di un nuotatore e porta a una maggiore possibilità di infortunio?

Se è così, non ho visto i dati a sostegno di questo.

I problemi alla spalla sono comuni a tutti i nuotatori, ma spesso si verificano in entrambe le spalle, non in una sola.

Anche se il problema alla spalla è su un lato, è dovuto alla respirazione su un lato o a una cattiva meccanica di trazione

O per qualcos’altro?

4. Strategia di gara

Qualcuno a sostegno della respirazione bilaterale porta la possibilità di vedere entrambe le corsie che ti stanno accanto.

Ma questo non migliorerebbe la prestazione, anzi. La maggior parte degli allenatori preferisce che i loro nuotatori prestino più attenzione a ciò che fanno durante la gara, piuttosto che cercare di intravedere gli altri in gara.

Posso capire come sia importante avere la capacità di respirare da entrambe le parti durante una gara in acque libere, poiché le condizioni possono dettare che un nuotatore respiri da una parte o dall’altra. Ma non in piscina.

SVANTAGGI DELLA RESPIRAZIONE BILATERALE

Allenando i nostri nuotatori a respirare bilateralmente, che è uno schema 1:3, un respiro ogni tre bracciate, stiamo allenando i nuotatori in modo ipossico.

Nelle gare più lunghe dei 200 metri, la maggior parte dell’energia del corpo è fornita dal sistema aerobico. In genere nelle competizioni sportive su terra di durata oltre i 2 minuti, la frequenza respiratoria tipica è di 50-60 respiri al minuto. Quasi un respiro ogni secondo. Questo sembra essere il ritmo ideale. Respirare più velocemente di così si traduce in uno scambio d’aria inefficiente, e respirare più lentamente di così semplicemente non fornisce una quantità adeguata di ossigeno e non libera il corpo da una quantità sufficiente di CO2.

Se un nuotatore gareggia al ritmo di 90 cicli al minuto, che spesso si raggiunge, la respirazione ogni tre bracciate si traduce in un ritmo respiratorio di 30 respiri al minuto. Molto al di sotto del normale ritmo fisiologico. Di conseguenza, un nuotatore che respira bilateralmente finirà per rallentare.

Quando insegniamo ai nuotatori a respirare in stile libero al Race Club, spesso scopriamo che nuotano meglio e più velocemente respirando da una parte piuttosto che dall’altra. Questo potrebbe essere il risultato di una migliore meccanica di trazione (maggiore propulsione) o di una minore resistenza o entrambe le cose. Il nostro compito è quello di capire da che parte del nuotatore respira meglio. Per le gare di 200 metri o più, incoraggiamo i nuotatori a respirare ad ogni ciclo.

Vostro,

Gary Sr.

Gary Hall, Sr., Technical Director and

Head Coach of The Race Club(courtesy of TRC)

 

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Per gentile concessione di Gary Hall Sr., dieci volte record mondiale, atleta Olimpico, allenatore e co-fondatore del Race Club , partner di SwimSwam

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Carlo Alberto Tevarotto
1 month ago

Non sono d’accordo. Non siamo solo efficienza. Soprattutto ai bambini bisogna insegnare più cose possibile. Poi da grandi il discorso cambia. Tutto il resto è ricerca di avere un atleta robot

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE Giusy Cisale ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto …

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