2025 EUROPEAN SHORT COURSE SWIMMING CHAMPIONSHIP
- 2-7 Dicembre 2025
- Lublino (POL)
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La prima sessione serale degli Europei di Lublino inaugura ufficialmente il programma delle finali, dopo una mattinata che ha già evidenziato un livello tecnico elevato e una significativa profondità in tutte le distanze. La giornata si completa con le prime assegnazioni di medaglie nei 400 stile libero e con le semifinali dei 50 farfalla, 100 rana e 200 dorso, oltre alle finali delle staffette 4×50 stile libero.
Questo il programma di stasera:
SEMIFINALI E FINALI – ORE 19:00
- 400 metri stile libero femminili – FINALE Simona Quadarella, Anna Chiara Mascolo
- 400 metri stile libero maschili – FINALE
- 50 metri farfalla femminili Silvia Di Pietro, Sara Curtis
- 50 metri farfalla maschili Simone Stefanì, Michele Busa
- 100 metri rana femminili Irene Burato
- 100 metri rana maschili Nicolò Martinenghi, Simone Cerasuolo
- 200 metri dorso femminili
- 200 metri dorso maschili Lorenzo Mora, Christian Bacico
- 4×50 metri stile libero femminile – FINALE Italia
- 4×50 metri stile libero maschile – FINALE Italia
400 STILE LIBERO FEMMINILI – FINALE
- WR: 3:50.25 – Summer McIntosh (CAN), 2024
- WJR: 3:50.25 – Summer McIntosh (CAN), 2024
ER: 3:54.52 – Mireia Belmonte (ESP), 2013- EJR: 3:58.91 – Isabel Gose (GER), 2019
CR: 3:54.85 – Camille Muffat (FRA), 2012RI 3’57”59 Federica Pellegrini del 06/03/2011 Ostia
PODIO
- ORO Isabel Gose (GER) 3:54.33 RECORD EUROPEO
- ARGENTO Simona Quadarella (ITA) 3:56.70 RECORD ITALIANO
- BRONZO Freya Colbert (GBR) – 3:56.71
La finale dei 400 stile libero femminili inaugura il programma serale con un livello tecnico d’élite, confermando la profondità già emersa nelle batterie. Al mattino Isabel Gose aveva guidato il turno con 3:56.90, mentre Simona Quadarella aveva chiuso in 4:00.25, seguita dalla compagna Anna Chiara Mascolo, autrice del personale in 4:02.87.
La gara prende forma fin dalla prima vasca, quando Minna Abraham imposta un ritmo aggressivo, rapidamente raccolto e rilanciato da Freya Colbert, leader ai 150 metri con un’impostazione molto pulita nella gestione del passo. Quadarella resta stabilmente nel gruppo di testa, nuotando una prima metà gara controllata e solida.
La struttura della finale si definisce a metà gara: Gose, Colbert e Quadarella formano il trio destinato al podio. La tedesca aumenta il ritmo in maniera progressiva: ai 250 metri passa davanti con un margine che sfiora il mezzo secondo, consolidando un’azione sostenuta e precisa nelle subacquee.
Negli ultimi 100 metri Gose accelera ulteriormente e imposta una progressione irresistibile che la porta a toccare in 3:54.33, prestazione che consente alla tedesca di siglare Record Europeo e Record dei Campionati. Il confronto con il suo 3:56.90 del mattino evidenzia una crescita significativa nella seconda parte di gara e un controllo superiore degli ultimi 150 metri.
Freya Colbert chiude terza in 3:56.71, confermando la solidità mostrata in batteria e mantenendo fino all’ultima vasca la posizione d’argento.
La grande notizia per l’Italia è l’argento di Simona Quadarella, che nuota un eccellente 3:56.70, tempo che abbatte il precedente primato italiano di Federica Pellegrini e rappresenta una risposta di alto profilo in un contesto tecnico di livello mondiale. Rispetto al 4:00.25 delle batterie, Quadarella produce una gara molto più aggressiva, costruita con un ritmo centrale incisivo e un finale in progressione che le consente di rimanere stabilmente in zona medaglia.
Chiude ottava Anna Chiara Mascolo in 4:08.62, dopo aver speso molto al mattino per qualificarsi con il nuovo personale.
400 STILE LIBERO MASCHILI – FINALE
- WR: 3:32.25 – Yannick Agnel (FRA), 2012
WJR: 3:37.92 – Matt Sates (RSA), 2021- ER: 3:32.25 – Yannick Agnel (FRA), 2012
- EJR: 3:36.57 – Grigorii Vekovishchev (RUS), 2025
- CR: 3:33.20 – Danas Rapsys (LTU), 2019
- RI 3’36”63 Gabriele Detti 07/04/2019 Riccione
PODIO
- ORO Jack McMillan (GBR) 3:36.33
- ARGENTO Lukas Märtens (GER) 3:36.57
- BRONZO Daniel Wiffen (IRL) 3:37.02
La finale dei 400 stile libero maschili rispetta le attese della vigilia e offre una gara compatta, veloce e tatticamente sofisticata, con tutti gli otto finalisti raccolti in meno di due secondi fino a metà gara. Dopo un turno mattutino che aveva già evidenziato una profondità rara nel mezzofondo europeo, il livello si alza ulteriormente nella sessione serale.
Lukas Märtens imposta subito un ritmo sostenuto dall’esterna della corsia 1, passando ai 100 metri in 51.60, tallonato dal polacco Krzysztof Chmielewski, fresco specialista dei 200 farfalla. A 150 metri il distacco tra i finalisti è inferiore al secondo, un dato che descrive la densità della gara e la qualità della distribuzione del ritmo.
A metà gara prende forma la progressione di Dan Wiffen, che vira per primo in 1:47.02, spingendo forte nella quinta vasca e tentando l’allungo decisivo. La risposta arriva da Jack McMillan, che resta agganciato e riduce il margine fino al minimo possibile, appena 0.01 ai 300 metri.
Nel finale la gara si trasforma in un tre porzioni: McMillan, Wiffen e Märtens si giocano i metalli nel rettilineo conclusivo. A 50 metri dal termine Märtens è terzo a meno di un decimo, ma trova un ultimo 50 devastante in 26.65 che gli permette di superare Wiffen e portarsi all’inseguimento di McMillan.
Il britannico mantiene il controllo nelle ultime bracciate e chiude in 3:36.33, nuovo primato personale e crono che lo consacra come #2 performer britannico di sempre. Si tratta inoltre della prima medaglia della storia della Gran Bretagna nei 400 stile agli Europei in vasca corta.
Märtens è argento in 3:36.57, autore di una gestione gara di altissimo profilo e di uno dei migliori finali dell’intera serata. Dan Wiffen, per buona parte leader della gara, conquista il bronzo in 3:37.02, resistendo al rientro del tedesco Johannes Liebmann, che chiude quarto in 3:37.29, realizzando il Record Mondiale Juniores — un risultato che conferma la crescita del classe 2007 e la solidità del sistema di SchwimmClub Magdeburg.
In quinta posizione Victor Johansson con 3:37.92, vicino al record svedese siglato in mattinata; seguono Zalan Sarkany(3:38.03), Duncan Scott (3:38.14) e Krzysztof Chmielewski (3:38.58) a completare una finale di altissimo valore.
50 FARFALLA FEMMINILI – SEMIFINALI
- WR: 23.72 – Gretchen Walsh (USA), 2025
- WJR: 24.55 – Claire Curzan (USA), 2021
- ER: 24.38 – Therese Alshammar (SWE), 2009
- EJR: 25.21 – Martine Damborg (DEN), 2024
- CR: 24.50 – Sarah Sjöström (SWE), 2021
- RI 25″03 Silvia Di Pietro 06/11/2021 Kazan
FINALISTE
- Beryl Gastaldello (FRA) – 25.00
- Martine Damborg (DEN) – 25.06 EJR
- Angelina Köhler (GER) – 25.06
- Roos Vanotterdijk (BEL) – 25.06
- Maaike de Waard (NED) – 25.09
- Silvia Di Pietro (ITA) – 25.10
- Louise Hansson (SWE) – 25.16
- Anna Ntountounaki (GRE) / Neza Klancar (SLO) – 25.25
Sara Curtis 12ª in 25.58, fuori dalla finale
Le semifinali dei 50 farfalla femminili confermano la densità tecnica già emersa in mattinata, con un livello estremamente compatto nelle prime posizioni. Beryl Gastaldello impone il miglior tempo di ingresso in finale con 25.00, segnale di solidità e continuità rispetto alle batterie, dove aveva già mostrato un’ottima gestione della vasca unica.
Alle sue spalle si registra il dato tecnico più rilevante della sessione: Martine Damborg, classe 2007, scende nuovamente forte e firma 25.06, tempo che eguaglia il miglioramento del suo Record Europeo Juniores già stabilito al mattino. A 25.06 chiudono anche Angelina Köhler e Roos Vanotterdijk, confermando una semifinale estremamente compatta nella lotta per le corsie centrali.
Molto vicina anche Maaike de Waard, che con 25.09 rientra agevolmente in finale, mentre Silvia Di Pietro centra la qualificazione con 25.10, migliorando ulteriormente la qualità mostrata nelle batterie (25.23). La romana costruisce una semifinale pulita, con una buona frequenza centrale e un arrivo efficace, assicurandosi la sesta posizione complessiva.
In settima piazza Louise Hansson (25.16), mentre l’ottavo tempo utile si chiude in coabitazione tra Anna Ntountounakie Neza Klancar, entrambe a 25.25.
Si ferma invece in semifinale la corsa di Sara Curtis, dodicesima in 25.58: una prestazione comunque solida nella sua continuità, dopo il personale siglato al mattino (25.39), insufficiente però per rientrare in una finale di altissimo livello.
50 FARFALLA MASCHILI – SEMIFINALI
- WR: 21.32 – Noe Ponti (SUI), 2024
- WJR: 22.28 – Ilya Kharun (CAN), 2022
- ER: 21.32 – Noe Ponti (SUI), 2024
- EJR: 22.34 – Andrei Minakov (RUS), 2020
CR: 21.75 – Szebasztian Szabo (HUN), 2021- RI 22″01 Michele Busa 11/12/2024 Budapest
FINALISTI
- Noe Ponti (SUI) – 21.51
- Maxime Grousset (FRA) – 21.95
- Daniel Zaitsev (EST) – 22.06
- Szebasztian Szabo (HUN) – 22.21
- Denis-Lauraen Popescu (ROU) – 22.26
- Daniel Gracik (CZE) – 22.38
- Simone Stefanì (ITA) – 22.42
- Michele Busa (ITA) – 22.45
Le semifinali dei 50 farfalla maschili confermano la leadership europea di Noe Ponti, che impone un ritmo superiore sin dai primi metri. Lo svizzero tocca in 21.51, una prestazione di altissimo profilo che migliora sensibilmente il tempo delle batterie (21.86) e che si avvicina alla parte bassa della sua gamma di eccellenza. Il crono rappresenta inoltre il nuovo Record dei Campionati, a testimonianza della qualità della nuotata.
Alle sue spalle risale con decisione Maxime Grousset, autore di 21.95, prestazione pulita e in pieno controllo nell’ultima fase. Il francese migliora il dato del mattino (22.32) e si conferma pienamente competitivo per le corsie centrali della finale.
In terza posizione il sorprendente estone Daniel Zaitsev (22.06), seguito da Szebasztian Szabo (22.21), capace di recuperare qualche centesimo nel ritorno rispetto alle batterie.
La buona notizia per l’Italia arriva dalla doppia qualificazione:
- Simone Stefanì entra come settimo finalista in 22.42, solidissimo nella parte centrale della vasca;
- Michele Busa conquista l’ottavo posto in 22.45, replicando un turno molto concreto dopo il 22.55 delle batterie del mattino.
100 RANA FEMMINILI – SEMIFINALI
- WR: 1:02.36 – Ruta Meilutyte (LTU), 2013 & Alia Atkinson (JAM), 2014/2016
- WJR: 1:02.36 – Ruta Meilutyte (LTU), 2013
- ER: 1:02.36 – Ruta Meilutyte (LTU), 2013
- EJR: 1:02.36 – Ruta Meilutyte (LTU), 2013
- CR: 1:02.92 – Ruta Meilutyte (LTU), 2013
- RI 1’03″55 Benedetta Pilato 15/11/2020 Budapest
FINALISTE
- Eneli Jefimova (EST) – 1:03.28
- Florine Gaspard (BEL) – 1:03.61
- Angharad Evans (GBR) – 1:03.97
- Anna Elendt (GER) – 1:04.06
- Anastasia Gorbenko (ISR) – 1:04.10
- Dominika Sztandera (POL) – 1:04.19
- Kotryna Teterevkova (LTU) – 1:04.73
- Ellie McCartney (IRL) – 1:04.75
(Irene Burato 16ª in 1:06.17)
Le semifinali dei 100 rana femminili offrono una lettura tecnica coerente con quanto emerso nelle batterie del mattino: un campo molto compatto, con diversi riferimenti internazionali pronti a contendere le corsie centrali.
A imporsi con decisione è Eneli Jefimova, che chiude in 1:03.28, tempo che migliora ulteriormente il suo 1:03.96 del mattino e che conferma lo stato di forma della giovanissima estone, impeccabile nell’accelerazione tra i 50 e i 75 metri.
In seconda posizione Florine Gaspard nuota 1:03.61, prestazione molto solida nella distribuzione e in linea con il 1:04.22 delle batterie. Segue la britannica Angharad Evans in 1:03.97, sempre regolare nella progressione centrale.
La tedesca Anna Elendt entra come quarta finalista con 1:04.06, davanti alla israeliana Anastasia Gorbenko (1:04.10), che conferma la continuità dopo un avvio più controllato.
Completano la top 8 Dominika Sztandera (1:04.19), Kotryna Teterevkova (1:04.73) ed Ellie McCartney (1:04.75), con un margine ridotto sulla zona eliminazione.
Per l’Italia Irene Burato chiude la sua semifinale al 16° posto con 1:06.17, un tempo superiore al personale siglato al mattino nelle batterie (1:05.24). La gara dell’azzurra si sviluppa su un primo 50 controllato e un ritorno regolare, ma insufficiente per rientrare in una finale di alto livello tecnico.
La finale si annuncia molto aperta, con quattro atlete entro 8 decimi e la sensazione che la medaglia d’oro si deciderà nel tratto centrale di gara.
100 RANA MASCHILI – SEMIFINALI
- WR: 55.28 – Ilya Shymanovich (BLR), 2021
- WJR: 56.66 – Simone Cerasuolo (ITA), 2021
- ER: 55.28 – Ilya Shymanovich (BLR), 2021
- EJR: 56.66 – Simone Cerasuolo (ITA), 2021
- CR: 55.45 – Ilya Shymanovich (BLR), 2021
- RI 55″63 Nicolò Martinenghi 04/12/2021 Kazan
FINALISTI
- Caspar Corbeau (NED) – 55.77
- Emre Sakci (TUR) – 56.31
- Simone Cerasuolo (ITA) – 56.32
- Carles Coll Marti (ESP) – 56.44
- Luka Mladenovic (AUT) – 56.65
- Nicolò Martinenghi (ITA) – 56.72
- Lucas Joachim Matzerath (GER) – 56.82
- Koen de Groot (NED) – 56.83
Le semifinali dei 100 rana maschili confermano un quadro tecnico estremamente competitivo, con cinque atleti racchiusi in poco più di mezzo secondo e una finale che si annuncia tra le più dense dell’intera rassegna.
Al comando c’è Caspar Corbeau, che dopo il nuovo record olandese stabilito al mattino (55.54), torna in acqua con un solido 55.77, ancora una volta l’unico in grado di scendere sotto i 56 secondi. La distribuzione ricalca il modello del turno precedente: subacquee efficaci, primo 50 molto aggressivo e ritorno controllato.
Alle sue spalle il turco Emre Sakci – uno dei migliori specialisti mondiali della rana sprint – timbra un convincente 56.31, capace di rifinire il passaggio pur restando distante dal ritmo dello olandese. Terzo tempo per Simone Cerasuolo, che con 56.32 NON migliora il dato del mattino (56.21), ma mostra una condizione estremamente solida: primo 50 reattivo e ritorno ben strutturato, segnale importante in vista della finale.
In chiave italiana, ottima risposta anche da Nicolò Martinenghi, sesto in 56.72. Il campione olimpico cresce sensibilmente rispetto al 57.08 delle batterie e centra l’accesso alla finale con una prestazione concreta, costruita su un primo 50 controllato e un buon innesto nella seconda metà gara.
Completano la lista dei qualificati Carles Coll Marti (56.44), in pieno miglioramento dopo il record spagnolo ottenuto al mattino nei 100 rana, Luka Mladenovic (56.65), Lucas Matzerath (56.82) e Koen de Groot (56.83).
La finale si preannuncia serratissima, con una prima linea internazionale guidata da Corbeau e seguita da un gruppo di atleti tutti capaci di entrare nell’area dei 56 netti: una gara da dettagli e da centesimi, dove la condizione serale degli azzurri potrebbe fare la differenza.
200 DORSO FEMMINILI – SEMIFINALI
- WR: 1:57.33 – Kaylee McKeown (AUS), 2025
- WJR: 1:59.96 – Summer McIntosh (CAN), 2024
- ER: 1:59.23 – Katinka Hosszu (HUN), 2014
- EJR: 2:02.25 – Benchmark
- CR: 1:59.84 – Katinka Hosszu (HUN), 2015
FINALISTE
- Pauline Mahieu (FRA) – 2:03.67
- Katie Shanahan (GBR) – 2:03.73
- Carmen Weiler Sastre (ESP) – 2:04.15
- Camila Rodrigues Rebelo (POR) – 2:04.72
- Lise Seidel (GER) – 2:05.19
- Eszter Szabo Feltohly (HUN) – 2:05.77
- Adela Piskorska (POL) – 2:05.85
- Hanna Rosvall (SWE) – 2:06.33
Le semifinali dei 200 dorso femminili confermano una struttura tecnica molto equilibrata, con quattro atlete racchiuse in poco più di un secondo e un ritmo che cresce sensibilmente rispetto alle batterie. A distinguersi con autorevolezza è Pauline Mahieu, che porta a casa il miglior tempo di qualificazione in 2:03.67, costruito su un primo 100 particolarmente efficace (1:00.11) e una progressione centrale fluida, che le consente di controllare gli ultimi 50 metri.
Alle sue spalle si conferma Katie Shanahan, seconda in 2:03.73, capace di mantenere una traiettoria regolare e di non perdere contatto nel tratto finale. La britannica migliora il riferimento del mattino e si presenta come la principale rivale della francese in vista della finale.
Terzo tempo per la spagnola Carmen Weiler Sastre, che con 2:04.15 conferma la qualità tecnica mostrata già nelle batterie: nuotata solida, parziale centrale costante e arrivo ben calibrato.
Segue la portoghese Camila Rodrigues Rebelo (2:04.72), molto reattiva nella parte centrale di gara e in crescita rispetto al turno del mattino.
Completano il quadro delle finaliste Lise Seidel (2:05.19), Eszter Szabo Feltohly (2:05.77), Adela Piskorska (2:05.85) e Hanna Rosvall (2:06.33), tutte autrici di semifinali positive e regolari nella distribuzione dei passaggi.
Il livello richiesto per accedere alla finale è aumentato rispetto al turno preliminare, con un taglio intorno ai 2:06 netti. La finale si preannuncia tatticamente complessa: Mahieu e Shanahan arrivano con i riferimenti più solidi, mentre Weiler Sastre e Rebelo si prospettano come possibili protagoniste nella gestione del ritmo.
200 DORSO MASCHILI – SEMIFINALI
- WR: 1:45.12 – Hubert Kos (HUN), 2025
- WJR: 1:48.02 – Kliment Kolesnikov (RUS), 2017
- ER: 1:45.12 – Hubert Kos (HUN), 2025
- EJR: 1:48.02 – Kliment Kolesnikov (RUS), 2017
- CR: 1:48.02 – Kliment Kolesnikov (RUS), 2017
- RI 1’47″49 Thomas Ceccon 23/10/2025 Toronto
FINALISTI
- John Shortt (IRL) – 1:48.84
- Mewen Tomac (FRA) – 1:49.11
- Luke Greenbank (GBR) – 1:49.37
- Jan Cejka (CZE) – 1:49.77
- Lorenzo Mora (ITA) – 1:50.39
- Apostolos Siskos (GRE) – 1:50.99
- Benedek Kovacs (HUN) – 1:51.08
- Ivan Martinez Sota (ESP) – 1:51.15
(Christian Bacico fuori, 16º in 1:52.81)
Le semifinali dei 200 dorso maschili confermano lo stato di forma eccezionale di John Shortt, autore del miglior tempo d’ingresso in finale con un eccellente 1:48.84. L’irlandese, già protagonista del nuovo record nazionale nelle batterie, costruisce una semifinale estremamente solida: passaggio controllato ai 100 metri (53.99) e ritorno progressivo, con una distribuzione dei 50 finali molto vicina ai riferimenti dei migliori specialisti europei.
Alle sue spalle Mewen Tomac nuota 1:49.11, migliorando il dato del mattino e confermando una meccanica pulita nelle subacquee, mentre Luke Greenbank chiude terzo in 1:49.37, con una gestione molto lineare e un ultimo 50 ben controllato.
Il ceco Jan Cejka firma un convincente 1:49.77, precedendo l’azzurro Lorenzo Mora, quinto in 1:50.39. Per Mora una semifinale concreta: passaggio ai 100 metri in 53.50, mantenimento del ritmo nella parte centrale e un ritorno sufficiente a garantirgli l’accesso alla finale con margine. Il crono è superiore al personale (1:48.43), ma competitivo in un contesto tecnico molto elevato.
Accedono in finale anche Apostolos Siskos (1:50.99), l’ungherese Benedek Kovacs (1:51.08) e lo spagnolo Ivan Martinez Sota (1:51.15), tutti autori di semifinali regolari.
Restano invece fuori nomi pesanti, tra cui Jack Skerry (1:51.59) e l’italiano Christian Bacico, sedicesimo in 1:52.81, lontano sia dal turno del mattino che dal personale (1:52.61). La sua gara si spegne dopo il passaggio ai 100 metri, con un ritorno meno incisivo rispetto ai valori richiesti per il taglio.
La finale si annuncia molto compatta: quattro atleti sotto 1:50 e un gruppo immediatamente dietro in grado di inserirsi nella zona medaglia. Per Mora sarà una gara da gestire sugli ultimi 75 metri, dove si deciderà gran parte del podio.
4×50 STILE LIBERO FEMMINILE – FINALE
- WR: 1:32.50 – Paesi Bassi (NED), 2020
- ER: 1:32.50 – Paesi Bassi (NED), 2020
- EJR: 1:41.14 – Russia (RUS), 2021
- CR: 1:33.25 – Paesi Bassi (NED), 2009
RI 1’35″61 Silvia Di Pietro, Erika Ferraioli, Aglaia Pezzato, Federica Pellegrini 11/12/2016 Windsor
PODIO
- ORO Paesi Bassi – 1:33.85
- ARGENTO Italia – 1:34.30 RI
- BRONZO Polonia – 1:35.75
La 4×50 stile libero femminile chiude la prima giornata con una finale di altissimo livello tecnico, dominata dall’Olanda e impreziosita da un risultato di peso per l’Italia.
Le olandesi si impongono in 1:33.85, costruendo il successo grazie a quattro frazioni estremamente regolari e subacquee sempre efficaci, con un secondo 50 particolarmente incisivo da parte di Marrit Steenbergen (22.89 lanciato).
Alle loro spalle un’Italia brillante conquista un prestigioso argento in 1:34.30, tempo che vale il nuovo Record Italiano, migliorando nettamente il precedente standard nazionale. La staffetta azzurra mostra equilibrio e aggressività, con quattro frazioni eseguite con notevole precisione tecnica.
L’avvio è travolgente: Silvia Di Pietro apre con 23.39, tempo che rappresenta il nuovo Record Italiano individuale nei 50 stile in prima frazione, confermando lo stato di forma già emerso nelle prove individuali del mattino.
Segue Sara Curtis, molto solida in 22.90, che consolida il posizionamento azzurro mantenendosi pienamente nel ritmo delle migliori lancianti europee.
In terza frazione Agata Maria Ambler risponde con un eccellente 23.73, confermando il salto di qualità mostrato in stagione. A chiudere Costanza Cocconcelli, precisa e regolare in 24.28, consolidando il margine necessario per mantenere la seconda posizione.
In terza piazza la Polonia in 1:35.75, a 1.90 secondi dall’Italia, grazie a un ottimo avvio di Katarzyna Wasick e una staffetta omogenea nelle quattro frazioni.
Per l’Italia, il risultato rappresenta un segnale importante: una squadra giovane, aggressiva e in crescita, capace non solo di competere per le medaglie ma anche di riscrivere i propri riferimenti cronometrici nel contesto europeo.
4×50 STILE LIBERO MASCHILE – FINALE
- WR: 1:21.80 – Stati Uniti (USA), 2018
- ER: 1:20.77 – Francia (FRA), 2008 non ratificato
- EJR: 1:27.92 – Benchmark
- CR: 1:20.77 – Francia (FRA), 2008 non ratificato
- RI 1’22″90 Santo Condorelli, Andrea Vergani, Lorenzo Zazzeri, Alessandro Miressi 14/12/2018 Hangzou
PODIO
La 4×50 stile libero maschile conferma la qualità e la profondità della velocità azzurra: l’Italia conquista l’oro in 1:22.90, eguagliando il Record Italiano e confermando una condizione complessiva di altissimo profilo.
Una gara solida, distribuita con precisione sulle quattro frazioni, dove ogni passaggio contribuisce a mantenere costante il margine costruito nei primi due cambi.
Leonardo Deplano apre in 20.88 (9.97 il 25m), con un’uscita reattiva e un ritorno efficace che porta l’Italia subito nella zona medaglia.
Segue Lorenzo Zazzeri, autore di una delle migliori frazioni della gara: 20.56, costruita su un primo tratto estremamente incisivo (9.64). Zazzeri consegna così la staffetta in testa alla metà gara.
La terza frazione di Giovanni Guatti (20.67) consolida il vantaggio, grazie a un ottimo tempo di reazione (0.03) e a una progressione controllata che permette all’Italia di affrontare l’ultimo cambio con margine.
Thomas Ceccon completa il lavoro con un solido 20.79 (9.75 al 25m), garantendo un arrivo sicuro e la conferma del crono che eguaglia il primato nazionale.
Alle spalle degli azzurri, la Polonia chiude in 1:23.63, migliorando la fase centrale grazie alle frazioni di Masíuk (20.62) e Sieradzki (20.71).
Terza la Croazia, che con 1:23.79 conferma la crescita del quartetto composto da Hribar, Miljenic, Puhalovic e Cvetko.
Per l’Italia è una vittoria di grande peso: una staffetta compatta, con quattro prove di alto livello e una gestione molto professionale dei cambi. Un risultato che ribadisce il ruolo della velocità italiana nel panorama europeo in vasca corta.
