Anime da Bordo Vasca: Fotografi: i Maghi dell’Invisibile

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

October 31st, 2017 Italia

Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato né analizzato.
(Elliott Erwitt)

La fotografia è uno scacco matto alla morte.

Si rende immortale ciò che è destinato a perire, a lasciare la materia. Una foto ha la potenza di fermare una frazione di secondo e di vincere contro il tempo e lo spazio.

In uno sport come il nuoto, dove il centesimo di secondo può regalarti la gloria o trascinarti inesorabilmente verso l’oblìo, lo scatto di un fotografo si anima della persona fotografata, cogliendone non sono le forme ed i colori, ma soprattutto leggendo dentro la sua anima.

I fotografi diventano i poeti del tempo perché l’istante da tramutare in ricordo non viene catturato dall’attrezzatura, bensì dal cuore di chi scatta, dalla sua anima e soprattutto da ciò che i suoi occhi percepiscono in quel preciso momento.

Sono poeti invisibili anche si trascinano sulle spalle macchine ed accessori pesanti ed ingombranti e con le casacche fluorescenti li riconosci mentre attorcigliati su se stessi cercano l’angolazione e la visuale migliore.

Photographers waiting for Phelps

I gesti del nuoto sono rapidi, anche lo spettatore più attento non riesce a coglierne la vera essenza nell’immediato, le smorfie di labbra serrate, di fronti aggrottate, di acqua che scivola via attraverso le spalle e la schiena, in un movimento sinuoso ed impetuoso insieme, ripetitivo eppure sempre diverso.

Attimi invisibili mentre dietro il blocco di partenza la concentrazione ti fa abbassare lo sguardo e svuotare la mente; la mano a battere vicino al cuore, a comandargli inconsapevolmente di non abbandonare quelle braccia e quelle gambe pronte per un’altra sfida.

L’attimo in cui si tocca la piastra è momentaneo e sfuggente come la felicità oppure un sorriso. La magia della fotografia sta nell’insieme di intenti non espressi, che rimangono fissi anche oltre le intenzioni del protagonista.

Dinanzi allo stesso atleta, allo stesso momento di una gara, possono apparire centinaia di immagini diverse, perché ognuna di esse avrà dentro di sé la personalità ed i sentimenti della persona che ha scattato la foto.

Gli atleti sono sempre alla ricerca di foto che li ritraggono durante una gara per la forza che ha la foto di arrestare un momento che non sarà più ripetibile nel tempo, e farlo proprio per sempre.

Lo sguardo che l’ha percepita e l’evanescenza della memoria di quella percezione vengono trasposte nel ricordo e nell’illusione non solo di aver arrestato la fuga del tempo, ma di aver potuto effettuare un viaggio a ritroso nella memoria.

In un certo senso, la foto cristallizza il ricordo, restituisce esattamente quello che ha visto, anche quando anni sono passati trascinandosi con sé luoghi e persone.
Proprio perché ha immobilizzato un volto, colto un attimo, un gesto, una luce, una situazione, quella foto ripescata dai ricordi può far parlare il soggetto che raffigura.
La foto ti fa essere in luogo dove non sei mai stato.

Grazie ai fotografi abbiamo visto le lacrime di Michael Phelps durante le Olimpiadi di Rio, le abbiamo “sentite” sotto la pelle, ed ogni volta che riguardiamo quella immagine, veniamo travolti dal ricordo dell’emozione, veniamo trascinati fisicamente ed emotivamente in luogo o vicino ad una persona che non abbiamo mai conosciuto.

Michael Phelps durante premiacao do revezamento 4×100 medley durante final no OAS. Jogos Olimpicos Rio 2016. 13 de Agosto de 2016, Rio de Janeiro, RJ, Brasil. Foto: Satiro Sodré/SSPress

Per un atleta una foto può anche essere lo specchio inconsapevole di sentimenti che in quel momento non si pensava nemmeno di provare.

Vi è una foto, molto cara a noi Italiani, che ritrae Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti all’arrivo della gara dei 1500 stile libero alle Olimpiadi di Rio De Janeiro nel 2016.

Gregorio Paltrinieri – Gabriele Detti – courtesy of Simone Castrovillari

Appena conquistato la medaglia di bronzo, Gabriele salta le corsie per raggiungere il suo “gemello diverso”, che ha appena vinto l’oro Olimpico, la medaglia cui ogni atleta aspira durante tuta la vita.

Gregorio Paltrinieri di quella foto scriverà che ogni volta che la vede gli vengono i brividi, perchè gli balzano alla memoria “quei gelidi tremori che mi percorrevano la spina dorsale mentre la paura evaporava come acqua che si asciuga sulla pelle” (Da “Il peso dell’Acqua” – Gregorio Paltrinieri)

 

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Avvocato civilista con un'innata passione verso la scrittura. Dalla fobia dell'acqua all'amore incondizionato verso di essa. Dal 2015 scrittrice di nuoto, prediligendo le emozioni che l'acqua trasmette. Atleta Master stileliberista, Ufficiale di Gara nuoto della Federazione Italiana Nuoto,  ma soprattutto "Swim Mum".

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