Il nuovo capitolo della carriera di Sara Curtis si è ufficialmente aperto negli Stati Uniti, dove l’azzurra ha iniziato gli allenamenti con la University of Virginia, sotto la guida del celebre tecnico Todd DeSorbo.
Nelle prime ore di lavoro, DeSorbo ha accolto la squadra con un discorso diretto e motivante:
Tutti prima o poi fanno fatica. Non puoi migliorarti se non soffri. Sono proprio i giorni difficili, quelli in cui sei stanco e ti senti sotto pressione, che ti fanno crescere davvero. La motivazione non c’è mai quando serve: bisogna saperla costruire.
Parole semplici, ma cariche di intensità, che hanno subito fissato il tono della stagione.
Accanto a lui, già pienamente integrata nel gruppo, c’era Sara Curtis, primatista italiana nei 50 e 100 stile libero, chiamata a mettersi alla prova in un contesto nuovo e stimolante. In un breve saluto sui social, la velocista piemontese ha scelto di rivolgersi al pubblico sia in italiano che in inglese, con la sincerità che la contraddistingue: “È dura, ma mii sto divertendo un sacco”. Una frase che racconta meglio di qualsiasi analisi la complessità di un inizio fatto di sacrifici, entusiasmo e voglia di crescere.
L’approdo negli Stati Uniti segna per Sara un passo decisivo: allenarsi in un ambiente altamente competitivo, con compagni e compagne di livello internazionale, e sotto un allenatore capace di forgiare campioni olimpici e mondiali. Una sfida che va oltre l’aspetto tecnico, toccando la dimensione personale e umana, quella dell’adattamento a una nuova cultura sportiva e accademica.
L’avventura americana di Sara Curtis è solo all’inizio, ma l’entusiasmo con cui è stata accolta dal team e la determinazione con cui ha affrontato i primi giorni lasciano intuire che sarà un percorso ricco di crescita. Le prime parole, tra italiano e inglese, hanno il sapore di un ponte tra due mondi: l’Italia che l’ha vista crescere e gli Stati Uniti che la spingono verso una nuova dimensione.
