2025 WORLD AQUATICS SWIMMING CHAMPIONSHIPS
- 27 Luglio/3 Agosto 2025
- Singapore
- Vasca Lunga 50 metri (LCM)
- sito web World Aquatics
- Indice delle Nazionali ufficializzate
- Nazionale Italiana per Singapore
- Iscrizioni aggiornate degli italiani
- Indice delle anteprime
- Entry List ufficiali
- PROGRAMMA GARE
- Risultati Live
- GUIDA COMPLETA
La conferenza stampa che ha aperto il nuoto in vasca ai Mondiali di Singapore 2025 si è trasformata in un vero e proprio racconto collettivo. Volti noti e amati del panorama internazionale hanno condiviso emozioni, svolte personali e prospettive tecniche, tratteggiando un quadro autentico della stagione post-olimpica. Tutte le dichiarazioni sono riportate per gentile concessione di World Aquatics.
Leon Marchand, il dopo Olimpiade e il ritorno all’essenza
Reduce da un’Olimpiade trionfale in casa, culminata con quattro ori individuali a Parigi, Leon Marchand ha scelto per Singapore un programma ridotto, limitato ai 200 e 400 misti. L’obiettivo, però, resta ambizioso.
“È un anno di transizione. Dopo Parigi ho avuto bisogno di tempo. Ora voglio tornare a divertirmi e nuotare il meglio possibile. Ho ancora molto da fare nel nuoto.”
Il campione francese, diventato un volto iconico nel proprio Paese, racconta anche la nuova notorietà con disarmante sincerità:
“Non posso più uscire a comprare il pane senza programmare tutto. Ma sto imparando a dire di no e a ritrovare i miei spazi. Allenarmi fuori dalla Francia mi ha aiutato.”
Florian Wellbrock, la rinascita dopo la delusione olimpica
A Parigi, Florian Wellbrock ha vissuto l’amarezza dell’ottavo posto nella 10 km di fondo. Una ferita profonda, che lo aveva spinto a riflettere persino sul ritiro.
“Mi sono fermato per otto settimane. Ero esausto. Ma poi ho sentito il bisogno di tornare. Con il supporto del mio coach e di un mental coach, ho ritrovato motivazione e fiducia.”
A Singapore ha già conquistato quattro ori nel fondo e si appresta ad affrontare i 1500 stile libero in vasca, dove guida il ranking stagionale.
Nicolò Martinenghi, il campione che ha scelto di cambiare
L’oro olimpico nei 100 rana ha preso una lunga pausa post-Parigi, e ha cambiato tutto: città, ambiente, allenatore.
“Dopo il sogno olimpico ho vissuto un momento difficile. Cinque mesi fuori dall’acqua, poi la decisione di trasferirmi a Verona. Una nuova vita, che mi ha fatto riscoprire il piacere di allenarmi.”
Pronto a difendere il titolo nei 100 e a inseguire la gloria anche nei 50 rana, ora nel programma olimpico, Martinenghiguarda a Los Angeles 2028 con nuovi stimoli.
“Il 50 non cambia il mio approccio. Nuotare da A a B nel minor tempo possibile, questo è il mio mestiere.”
Noè Ponti, una nuova chance olimpica nei 50 farfalla
Protagonista del finale 2024 con i record mondiali in vasca corta nei 50 e 100 farfalla, Noè Ponti vede nel debutto olimpico del 50 farfalla un’opportunità in più.
“Non ho mai allenato il 50, ma l’ho sempre saputo nuotare forte. Non so se farò ancora i 200, vedremo. Il 50 è un’occasione in più, e ora sarà rispettato di più.”
Cameron McEvoy, velocista e papà
Oro olimpico nei 50 stile, Cameron McEvoy affronterà a Singapore una sola gara. Ma lo fa con una nuova consapevolezza: è diventato padre.
“È stato un momento sfocato e nitido allo stesso tempo. Diventare papà mi ha cambiato la prospettiva. È intenso, ma bellissimo.”
Il campione australiano ha raccontato anche l’equilibrio tra paternità e passione:
“Sto imparando come mantenere tutto in equilibrio. Il mio obiettivo è continuare ad amare ciò che faccio.”
Lani Pallister, sfidare le regine del mezzofondo
Terza al mondo negli 800 stile, Lani Pallister sarà protagonista nella sfida con Katie Ledecky e Summer McIntosh, le due più veloci di sempre.
“Voglio vedere i frutti del lavoro fatto con Dean Boxall. È una gara che mi entusiasma. Katie ha cambiato il nostro sport, e Summer sta facendo cose incredibili.”
Ichika Kajimoto, la pioniera giapponese
Dopo due medaglie nel fondo, Ichika Kajimoto è pronta a cimentarsi anche in vasca negli 800 e 1500 stile libero.
“Vincere in acque libere mi ha dato fiducia. Voglio portare quella fiducia anche nelle gare in piscina. Non c’è alcun lato negativo, solo stimoli.”
Hubert Kos, da specialista a polivalente
Campione olimpico nei 200 dorso, Hubert Kos punta ora a lasciare il segno anche nei 100 dorso.
“Non voglio essere confinato a una sola gara. Il livello è altissimo, ma voglio dimostrare di poter competere anche qui.”
Con otto o nove nuotatori sotto i 52.2 quest’anno, la gara si preannuncia tra le più affollate e imprevedibili della rassegna.
La conferenza stampa ha offerto uno spaccato autentico e umano del nuoto d’élite. In un anno di passaggio, tra ciò che è stato e ciò che verrà, gli atleti mostrano il lato più vero: fragilità, cambiamenti, desiderio di riscatto e fame di futuro. A Singapore non si nuoterà solo per le medaglie, ma per ritrovare sé stessi.
Dichiarazioni per gentile concessione di World Aquatics.
