Un Fisioterapista In Corsia: L’Importanza Della Fisio In Età Adolescenziale

“Un fisioterapista in corsia” nasce per dare un supporto ai nuotatori, alle loro famiglie, ai tecnici e a tutti coloro che vivono dentro e fuori le corsie. Grazie al contributo di Enzo Iodice scopriremo l’importanza della prevenzione degli infortuni e di come costruire un percorso agonistico che tenga conto dell’atleta a 360 gradi.

Il nuoto è per definizione l’esercizio che permette il galleggiamento e la progressione nell’acqua del proprio corpo.

Da taluni è stata definito

”L’ARTE“ di traslocare nell’acqua.

Paradossalmente questo elemento, seppur tanto naturale, non rappresenta l’atto più idoneo alla traslocazione locomotoria umana.

Basti parametrare i tempi minimi occorrenti per percorrere lo stesso tragitto, con appoggi stabili e terrestri come nella corsa, con quelli acquatici, instabili e fortemente resistenti del nuoto.

Una falsa quanto vetusta credenza è che ogni disturbo fisico possa derivare da un problema tecnico. Ciò, a mio modo di vedere, è assolutamente sbagliato e fuorviante.

Si deve partire da un concetto base:

L’uomo, contrariamente a quanto sostiene l’idioma popolare, non è un animale “acquatico”. Nonostante le sue antropologiche discendenze marine e nonostante le naturali e spiccate attitudini all’acquaticità, il suo habitat è assolutamente terrestre.

La nuotata tecnica, quale che essa sia, altro non è che il prodotto finale di un lungo processo di acquisizione di capacità di ambientamento al mezzo e capacità tecniche, tutte basate su insegnamenti e percezione di sensazioni precise e razionali sviluppabili sulla base di idonee metodiche tecnico – didattico – pedagogiche.

Nell’atleta evoluto, la ricerca continua, l’affinamento del gesto tecnico e l’utilizzo di metodiche di allenamento sempre più innovative rappresentano la chiave di volta che contribuisce al miglioramento della performance agonistica ed a guadagnare secondi, decimi o centesimi capaci di abbattere qualsiasi record.
Tale chiave ha mille facce tra le quali possiamo inserire senz’ombra di dubbio
  • la fisioterapia sportiva
  • Posturologia
  • Osteopatia

PASSAGGIO DALLA QUADRUPEDIA AL BIPEDISMO

Dietro questa evoluzione si celano le origini delle maggiori problematiche a carico della spalla del nuotatore.

Questo sviluppo ha fatto sí che il comparto rotatorio interno dell’arto superiore sia di gran lunga predominante su quello extrarotatorio.

Ciò può sembrare un bene visto che sono proprio i muscoli intrarotatori i principali propulsori in vasca.

Tuttavia, stressandoli all’estremo, anche con carichi di 20 km al giorno, si rischia seriamente di mettere a repentaglio la salute di un’articolazione fragile come la spalla.

Dopo questo rapido preambolo antropologico, si deduce che

allenare “a secco” gli stessi muscoli che stressiamo con i nostri carichi in acqua, è decisamente controproducente.

Piuttosto è importante puntare a preservare due fattori che sono imprescindibili sia per la nostra salute che per la ricerca della performance e sono in ordine di importanza:

  • Range of Motion (Corretta articolarità)

  • Motor control (Corretto controllo motorio)

Il fisioterapista sportivo conosce bene test e valutazioni per esaminare queste qualità e per scorgere eventuali deficit che si traducono in ciò che la fisioterapia classifica come disfunzione di movimento.

C’è da sapere che le connessioni delle strutture muscolari e connettivali corporee sono praticamente “infinite”.

Ecco perché ogni minima parte è direttamente o indirettamente legata con tutto il resto del corpo e tutte le strutture si influenzano a vicenda.

Ad esempio in un ranista una particolare connessione che potrebbe essere alla base di uno squilibrio della bassa schiena (con spesso annesso dolore funzionale)  che evidenzia un ipotrofismo o mancanza di attivazione/controllo di un gluteo, è la famosa connessione “spalla-gluteo controlaterale”.

Attraverso il collegamento della fascia toraco-lombare, non solo strutturalmente ma anche e soprattutto funzionalmente, si mettono in relazione le due parti apparentemente separate.

Tuttavia se si considera la dinamica del cammino si vede che quando “attiviamo i glutei” per portare la coscia indietro, la spalla opposta fa lo stesso per portare il braccio indietro.

Fenomeno ancora più evidente in uno sprint a terra.

CROSS CRAWL

Questa connessione funzionale è stata osservata da diversi studiosi per capire e integrare il concetto di “cross crawl” o schema crociato.

Un meccanismo che permette al nostro corpo di coordinare le due parti, destra e sinistra,  in modo sincrono grazie all’attivazione delle catene crociate.

Il ragionamento sulla “globalità del corpo” dovrebbe sempre essere presente quando si considera il movimento umano.

Poco importa dove si verifica lo squilibrio se non se ne comprende la causa che lo ha generato.

In questo esempio un gluteo “poco funzionale” (debole o ipotonico) potrebbe essere il risultato del fatto che la spalla opposta è in disfunzione e l’intero sistema di estensione crociata è deficitario.

Quindi il saggio fisioterapista si concentrerá sulla valutazione e trattamento della spalla controlaterale oltre che del gluteo ipotrofico.

Il mio consiglio, alla luce di quanto esposto, è di condividere quanto più è possibile l’attività a bordovasca con un fisioterapista. Lui effettuerà check up e periodici follow up su tutti i nuotatori (anche giovanissimi) coadiutavatamente con l’intero staff.

INTERCETTARE PROBLEMATICHE POSTURALI IN ETÀ’ ADOLESCENZIALE

Intercettare problematiche posturali in fase pre adolescenziale (11-13 anni) ed adolescenziale (14-18 anni) è importante per:

  • riuscire ad orientare i giovani atleti alla correzione tecnica
  • introdurli ad un iter di auto trattamento
  • intervenire con protocolli di rieducazione e/o trattamenti manuali fisioterapici.

CONSIGLI PRATICI

Un consiglio pratico, particolarmente indicato per la fascia di età puberale, è di dedicare a fine allenamento sessioni di autoposture di circa 10-20 min.

Queste aiutano il detensionamento dei muscoli in sovraccarico. Particolare attenzione deve essere dedicata alla catena cinetica miofasciale posteriore che fungerebbe come una sorta di “reset”.

Le posture da proporre sono varie. Si svolgono in decubito supino, in piedi spalle al muro o in quadrupedica. Il loro scopo è di preservare i giovani nuotatori da adattamenti posturali che col tempo possono sfociare in paramorfismi e/o disformismi disfunzionali.

Un ulteriore compito che innalzerebbe la qualità dell’intervento qualitativo del fisioterapista è di soggettivizzare e differenziare le posture per ogni atleta a seconda delle proprie caratteristiche fisiche e debolezze.

BREATH TRAINING

Altro aspetto che ritengo essere di grande importanza è il breath training.

Periodiche sessioni di gruppo mono o bisettimanali possono essere di grandissimo aiuto per:

  •  Rieducare e rilassare il diaframma
  • Rilassare i muscoli accessori respiratori (Scaleni, Sternocleidomastoidei, Piccoli pettorali, Dentati postero superiori ed inferiori, Intercostali, Dentati anteriori etc. etc.)
  • Rilasciare/risolvere i blocchi e le tensioni somato-emozionali e gestire al meglio lo stress
  • Migliorare le funzioni del nostro organismo

Se avete ulteriori domande, non esitate a porle, commentando questo articolo!

DOTT. FT. ENZO IODICE

Enzo Iodice

Courtesy of Giusy Cisale with

  • Fisioterapista, Posturologo e Terapista Manuale Osteopatico di Caserta
  • Responsabile prevenzione ed infortuni Energy Standard Paris
  • Co-Founder Studio “iPhisio 3.0” Fisioterapia – Osteopatia – Posturologia
  • Cultore della Materia Università di Cassino e del Basso Lazio in “Anatomia Umana”
  • Già Fisioterapista Ufficiale Juvecaserta Basket Caserta serie A – Ita
  • Fisioterapista Ufficiale Dike Basket Napoli – serie A femminile – Ita
  • Responsabile prevenzione ed infortuni ADN Swim Project

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE Giusy Cisale ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto …

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