Ervin Rimarrà Accanto Ai Suoi Successori Verso Le Olimpiadi 2020

Anthony Ervin ha 37 anni ed è uno dei più grandi velocisti che la storia di questo sport ci ha consegnato.

Ieri ha gareggiato ai Campionati Nazionali USA nei 50 stile libero.

Capelli grigi, barba lunga. Si era fatto già vedere in tribuna nei primi giorni, ad osservare la nuova generazione che strappava tempi e record.

Domenica ha nuotato 22.74 nei preliminari. E’ entrato in Finale B, ma poi vi ha rinunciato.

La reazione immediata è stata che quella fosse l’ultima gara della lunga carriera di Ervin.

Ma non è così.

Queste le parole del bi-campione olimpico:

“ Volevo rompere il muro dei 23 e l’ho fatto. Due volte”.

Mentre la rottura dei 23″ potrebbe sembrare irrilevante per qualcuno che ha fatto 21,40, per Ervin era l’obiettivo dei campionati.

Non voglio andare troppo nei dettagli, perché non è davvero parte della mia vita pubblica, ma la vita è una cosa complessa. Il sogno olimpico deve trovare un modo per adeguarsi a ciò che è tutto il resto. Solo così ti puoi concentrare in un percorso. Ma, una volta che è stato fatto – e ho ricevuto una quantità immensa di supporto nel farlo – ho avuto alcuni debiti che volevo andare pagare. Così ho lavorato su questo. E non sempre ciò significa che riesco ad essere concentrato”

La vita al di fuori del tempo

La vita di Ervin va ben al di là dei tempi. E’ un padre per sua figlia, ed un mentore e consigliere per la nuova generazione del Team USA. E ‘un passaggio difficile per qualsiasi atleta.  “E ‘difficile” ha detto. “Ma ancora ho un buon supporto e c’è ancora un percorso da fare”.

Parte di questo percorso include il sostegno per la prossima generazione di atleti. Lui è irremovibile. Questo percorso lo vuole fare accanto a loro.

Voglio fare la mia strada fino alla fine del quadriennio (olimpico), solo così posso vedere quei ragazzi realizzarsi. Penso che sia una cosa speciale se posso essere in finale a dare loro la mano…chiunque ci vorrebbe essere [alle Olimpiadi] “, ha spiegato Ervin.

“Sono convinto che posso ancora contribuire. Non necessariamente essendo il più veloce, ma forse solo come essere umano ed a livello umano. Forse posso contribuire nel senso di leadership. Quindi, stando in acqua posso fare cose che non puoi fare se sei un allenatore o sei fuori dall’epicentro. In realtà essere in piscina o sul blocco è insostituibile “.

Come si può passare dall’obiettivo di scendere otto i 23″ a quello di essere un finalista dei Trials Olimpici? Basta organizzarsi.

“Questo [stato attuale] è sicuramente un momento basso per mettere a fuoco. Ma una volta che le cose al di fuori sono al loro posto, avrò il morale per mettere a fuoco nuovi obiettivi”

Ervin si è spostato dal focalizzarsi su un obiettivo a focalizzarsi sul processo.

“Mi sento come se avessi un occhio attento su quello che sono capace di fare in un dato momento. Quando si tratta di 2020, ovviamente avrò una migliore lettura su quello che ho fatto e quello che credo di essere in grado di fare. Non voglio rinunciare a queste cose, ma farle a modo mio”.

E ‘difficile immaginare l’esistenza di un ostacolo che potrebbe impedire ad Ervin di non raggiungere un obiettivo. Ne ha passate già tante e chiude: “Cerchiamo di non invocare demoni”.

Per ora, Ervin si gode le gare e guarda i suoi eredi.

Gli eredi di Ervin

“La vita è un processo continuo di arrivo. E ’emozionante vedere quello che stanno facendo. Insomma l’estate scorsa, ho visto solo da Internet, e ciò che ha fatto Caeleb è stato fenomenale. Michael Andrew si sta finalmente mostrando anche se non definitivamente. Quindi è un periodo entusiasmante”.

Forse non sapremo dove sarà Ervin nei prossimi due anni, ma difficilmente lo si può pensare lontano dal nuoto.

Per ora mantiene la sua base a San Diego con il Team Elite.

“David [Marsh] è il mio allenatore, e parlo con lui, anche se non sono a San Diego. E così, parlo con Dave Durden ed anche con Mike Bottom. Ho rapporti profondamente personali con questi ragazzi. Non vedo perché cambiare. L’intenzione è di essere radicati a San Diego.”

A Cura di Torrey Hart. Puoi leggere l’articolo in inglese qui

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About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per caso, …

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