Caso Sun Yang: Le Richieste Di WADA E La Difesa Finale Di Sun

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

November 15th, 2019 Italia

PROCEDIMENTO CONTRO SUN YANG

Inizia l’avvocato del WADA Richard Young:

Young innanzitutto, fa riferimento ad un precedete giuridico: Acevedo contro FINA.

In quel caso citato, il CAS aveva statuito che un atleta deve in ogni caso fornire i campioni richiesti, anche se ritiene che vi siano irregolarità nella procedura. Ogni riserva va poi esposta in un giudizio legale.

L’unica eccezione alla regola, secondo l’avvocato, è quando l’atleta è impossibilitato a fornire il campione “fisicamente, igienicamente o moralmente”.

Richard Young, inoltre, eccepisce una traduzione non autentica delle parole di Sun ed annuncia che entrambe le parti faranno ricorso a propri interpreti per esaminare le testimonianze.

Secondo l’avvocato del WADA, il punto è chiaro.

Se si da ragione a Sun Yang si apre un pericoloso precedente.

La strategia di Sun potrebbe essere in futuro adoperata da altri atleti per sottrarsi ai controlli antidoping.

Richard Young contesta anche la richiesta di Sun di aspettare fino al mattino che arrivasse qualcuno di idoneo. Richiesta che secondo Young non poteva essere accolta in quanto l’uso del bagno da parte di Sun poteva alterare la legittimità del test.

LE ARGOMENTAZIONI DI FINA

E’ il momento della FINA, difesa dall’avvocato Serge Vittoz.

La FINA afferma di affidarsi alla decisione del suo panel indipendente sul doping, che considera completa e corretta.

Sostiene inoltre che l’accreditamento si riferisce alle persone, non alle organizzazioni. Ciò significa che i documenti di accreditamento dovrebbero dimostrare che i singoli agenti sono adeguatamente formati.

L’arbitro del CAS chiede anche al consulente della FINA se il caso di Sun potrebbe inficiare migliaia di test eseguiti nello stesso modo.

La FINA replica che non sa quanti test sono stati eseguiti in questo modo. Serge Vittoz sostiene che la carta di identità del DCA da sola non è sufficiente a legittimare la partecipazione ad un test anti doping. Mostra allora la sua carta di identità e dice che se quella fosse sufficiente, allora anche lui potrebbe eseguire un test anti doping senza che nessun atleta potesse obiettare.

DIFESA FINALE AVVOCATO DI SUN YANG

L’avvocato Fabrice Robert-Tissot prende la parola.

La difesa di Sun Yang punta l’attenzione sui seguenti punti:

  1. l’accertatore stava scattando foto a Sun Yang
  2. Sun Yang non ha ma rifiutato di sottoporsi ad un test anti-doping
  3. il suo cliente voleva procedere, ma con tester qualificati a farlo
  4. la prova video dimostra che Sun non ha sottratto i campioni di sangue

Un arbitro del CAS interviene ed afferma che se ciò fosse vero, allora migliaia di test sono a rischio nullità.

L’avvocato di Sun replica che il caso specifico è diverso ed unico.

Interviene infine Sun che sottolinea di aver voluto l’udienza pubblica perchè lui dice la verità. Chiede perchè il video dei fatti non sia stato riprodotto in aula, suggerendo che forse qualcuno non ha avuto il “coraggio” di farlo vedere.

Sun si auspica che il video venga reso pubblico perchè è una importante prova a suo favore.

Nella parte finale Sun Yang discute con l’interprete chiedendo che venga introdotto uno indicato da lui. Questa possibilità gli viene negata poiché doveva eventualmente essere autorizzato prima dell’udienza.

L’intervento di Sun Yang si conclude con il nuotatore che afferma di essere stato danneggiato nella sua reputazione poiché i fatti sono trapelati ed usati dai media.

 

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Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per …

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