Il primatista mondiale dei 50 stile libero Cameron McEvoy ha scelto di rinunciare ai Pan Pacific Championships 2026 per concentrare la propria stagione sui Commonwealth Games di Glasgow, senza però chiudere definitivamente la porta a un possibile ritorno nella staffetta australiana in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
L’australiano, reduce dal record del mondo di 20.88 nuotato al China Open, ha spiegato al Sydney Morning Herald di voler costruire il prossimo quadriennio mantenendo come priorità assoluta la gara individuale dei 50 stile libero.
“Il mio obiettivo principale è proteggere e preparare i 50 stile libero per Los Angeles”, ha dichiarato McEvoy, che a Glasgow inseguirà un titolo individuale dei Commonwealth Games mai conquistato in carriera.
Nel 2014 aveva ottenuto tre argenti nelle gare veloci dello stile libero, mentre nel 2018 non era riuscito a salire sul gradino più alto del podio individuale. Proprio questo aspetto ha inciso sulla scelta di privilegiare l’appuntamento scozzese rispetto ai Pan Pacs, programmati successivamente.
Alla decisione contribuisce anche il nuovo sistema di premi economici introdotto dai Commonwealth Games: 20mila dollari per l’oro individuale, 15mila per l’argento e 10mila per il bronzo, oltre a bonus per staffette e record del mondo.
La rinuncia ai Pan Pacific Championships segue quella annunciata nei mesi scorsi da Kyle Chalmers, che ha scelto un programma simile.
Negli ultimi mesi il nome di McEvoy è tornato inoltre al centro delle discussioni legate alla staffetta australiana 4×100 stile libero. Dopo il record mondiale nei 50, molti osservatori hanno ipotizzato un possibile inserimento del velocista nella formazione olimpica australiana per Los Angeles 2028, nonostante il suo modello di allenamento sia ormai totalmente orientato alle gare sprint.
Lo stesso McEvoy ha ammesso di stare valutando l’ipotesi.
“È qualcosa che mi incuriosisce. Mi interessa capire cosa potrebbe succedere tornando a lavorare anche sui 100 metri”, ha spiegato.
L’Australia continua a inseguire una nuova epoca d’oro nella 4×100 stile libero maschile, staffetta entrata nella storia olimpica con il successo di Sydney 2000 contro gli Stati Uniti, la celebre “air guitar relay”. Da Rio 2016 in avanti, però, l’oro olimpico è sempre rimasto agli americani.
McEvoy, che a Los Angeles avrebbe 34 anni, mantiene comunque un approccio prudente: “Ci sono molti aspetti da considerare. Non ho ancora dati reali su come potrebbe funzionare il mio attuale modello di allenamento sui 100 metri”.
A pesare nella programmazione c’è anche la dimensione familiare. Il campione australiano ha spiegato di non voler affrontare trasferte troppo lunghe lontano dalla moglie Maddi e dal figlio Hartley, motivo che ha contribuito ulteriormente alla scelta di ridurre il calendario internazionale estivo.
