TAPERING – Le cose da Ricordare quando inizia la fase di SCARICO

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 1

January 30th, 2018 Italia

In teoria, il tapering dovrebbe essere la fase più semplice per i nuotatori.

Il chilometraggio diminuisce, si affinano gli aspetti tecnici in allenamento e poi si stampano i migliori tempi personali in gara.

Sebbene il carico di lavoro fisiologico diminuisca, per molti inizia una battaglia mentale. Si riducono gli allenamenti, ma si accresce l’aspettativa. Cerchiamo un “miracolo” dallo scarico!

Durante lo scarico, arriviamo a pensare che i nostri corpi debbano essere innescati. Dovremmo sentirci fantastici nell’acqua. Tutto dentro e fuori la piscina deve essere perfetto. Abbiamo grandi aspettative per la gara e non vogliamo che qualcosa vada storto.

Una volta iniziato lo scarico, ci sono delle cose che dobbiamo ricordare. Eccone 10

1. IL MODO IN CUI IL TUO CORPO RISPONDE AL RIPOSO NON È SEMPRE COMPLETAMENTE CHIARO.

A volte ti sentirai riposato e pronto anche con un paio di giorni di scarico.

Altre volte ti faranno scaricare anche due settimane e non ti sentirai completamente pronto. Bisogna affidarsi al processo anche quando i risultati non sono immediatamente evidenti.

Ricorda che stai affrontando un processo di consolidamento di mesi di allenamento.

2. NON GUARDARE ALTROVE PER COMPENSARE LA MANCANZA DI ATTIVITÀ.

Senti di avere una vera eccedenza di energia. Sarebbe sbagliato però cercare altrove uno sfogo. Se non tiri su un bilanciere da tre mesi, lascia perdere una seduta in palestra!  Prendi lo scarico come un momento per ascoltare il tuo corpo. Se proprio non sai come sfogare l’energia in eccedenza, vai in palestra per fare esercizi di allungamento. Stesso discorso per la classica “partita di calcetto”. Ho visto compagni di squadra giocare a calcio tre giorni prima delle gare ed arrivare al blocco zoppicando!

3. PROVA LA TUA ATTREZZATURA DA COMPETIZIONE.

Prova il nuovissimo costume da gara, i costosi occhialini appena comprati. La gara non è il momento migliore per provare l’attrezzatura. Il costumone, specie se è nuovo, ti porterà via molto tempo per indossarlo. Provarlo prima ti permetterà di capire come indossarlo più velocemente prima della gara. Medesimo discorso per gli occhialini. Provali, soprattutto testa la loro tenuta al tuffo, regola bene le stringhe. Così ti sentirai più sicuro in gara e non dovrai preoccuparti di perderli appena ti tuffi in acqua

4. PROVA LA GARA.

Un paio di giorni prima prova la gara in allenamento, senza però dare il massimo che daresti nella competizione.

Preparati anche mentalmente. Focalizza l’obiettivo e crea la tua routine pre gara

Preparati in anticipo la playlist che vorrai ascoltare nei minuti prima della chiamata e cerca di allontanare fonti inutili di stress.

5. SCARICO SIGNIFICA RIPOSO, MA NON COMPLETO RIPOSO.

Hai già fatto un sacco di lavoro, non sprecarlo arrestando tutto il tuo allenamento nelle due settimane precedenti il ​​grande incontro. Lo scarico è un momento in cui il tuo corpo si riprende. Soprattutto è un momento in cui puoi mettere a punto i dettagli della tua nuotata. Se ti fermi o rallenti troppo arriverai pigro alla gara.

6. PROVA PARTENZE E VIRATE.

Lo scarico è il momento migliore per affinare questi importantissimi momenti della tua gara.

Molti allenatori utilizzano proprio il momento dello scarico per provare e riprovare tuffi e virate. Dal centro della vasca nuota fino al muro a massima velocità e prova la virata.

Una buona virata ed un buon tuffo possono cambiare le sorti della tua gara!

7. EVITA LA NECESSITÀ DI DIVENTARE UN MEDICO DI GOOGLE.

Affrontiamo mesi di durissimi allenamenti con il corpo pieno di dolori. Appena inizia lo scarico vorremmo che tutto fosse perfetto.

Ogni piccolo dolore viene visto come patologico. Ora, cercare la diagnosi dei vostri sintomi su google farà di voi un soggetto con al massimo sei mesi di vita.

Lasciate perdere le ricerche e soprattutto lasciate perdere il dott. Google!

Qualche dolore qui e là è naturale.

8. NON SPERIMENTATE TECNICHE NUOVE.

Qualsiasi tecnica di nuotata va sperimentata accuratamente durante gli allenamenti. Nulla si improvvisa in gara e nemmeno nel periodo di scarico! Se vuoi tenere il braccio dritto durante la fase di ripresa nello stile libero, perché hai visto alcuni nuotatori veloci farlo su YouTube, hai tutti i mezzi per farlo dopo la gara. In gara non si sperimenta, lo si fa durante l’allenamento.

9. NUOTA PIÙ VELOCEMENTE DORMENDO DI PIÙ.

Solo perché stiamo tagliando metri in piscina non significa che dovremmo stare svegli tutta la notte con quella nuova energia.

Dovresti concentrarti sul dormire di più la notte per massimizzare il recupero durante il periodo di scarico. Gli effetti di un’ora extra di sonno a notte hanno dimostrato di migliorare drasticamente le prestazioni, quindi non sottovalutare i benefici di trascorrere del tempo di qualità con il cuscino. Otterrai benefici sulle prestazioni.

10. NON IMPAZZIRE, IL TAPERING FUNZIONA.

Non importa quanto stressati o ansiosi si arrivi alla gara, lo scarico funziona. Una ricerca completa ha dimostrato che la maggior parte degli atleti può aspettarsi un miglioramento delle prestazioni del 2-3% in seguito al tapering (con un aumento del 6% in alcuni casi). Se questo è il tuo primo scarico, fai un respiro e ricorda che il nervosismo e il dubbio sono praticamente parte del processo. E per coloro che stanno attraversando il loro ennesimo scarico, beh…sapete già che funziona. Siediti, riposati e goditi i frutti del tuo duro lavoro!

 

Ispirata da Olivier Leroy, autore del YourSwimBook. Puoi iscriverti alla newsletter motivazionale di Olivier per nuotatori professionisti qui .

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nuotofan

Il tapering, cioè quando iniziarlo, quanto diminuire l’intensità del lavoro rispetto all’ultimo periodo di carico, con che velocità etc, resta una sorta di mistero natatorio anche per i coach più affermati. Bowman, anche in prossimità di Rio2016 disse: “spero di averlo indovinato (il tapering); non penso che mi sia accaduto più di un paio di volte in passato..”
Finalizzare nel modo migliore tutto il lavoro fatto durante la stagione dipende dalle caratteristiche del singolo nuotatore e dalla particolare condizione psico-fisica di quel nuotatore: una sorta di equazione a più variabili.
Anche in uno sport di prestazione, in cui esistono tante certezze, come è il caso del nuoto, resta qualche casualità: il tapering è una di queste.

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per caso, …

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