Un anno negli Stati Uniti può cambiare una carriera.
Per Sara Curtis, però, ha cambiato molto di più.
La ventenne piemontese si presenta ai Campionati Europei di Parigi da una prospettiva completamente diversa rispetto a dodici mesi fa. Nel frattempo è diventata la matricola più veloce della storia NCAA, ha stabilito il record europeo nei 50 dorso al Trofeo Settecolli e ha riscritto i primati italiani dei 50 e 100 stile libero. Ma, ascoltando le sue parole in un’intervista rilasciata a Lia Capizzi per Il Corriere della Sera, il cambiamento che considera più importante non riguarda il cronometro.
“Nell’ultimo anno ho cambiato la mia prospettiva sullo sport e sulla vita. Ho intensificato parecchio gli allenamenti e i risultati si sono visti.”
La Sfida Americana
Il trasferimento negli Stati Uniti non ha significato soltanto allenarsi con alcune delle migliori velociste del mondo sotto la guida di Todd DeSorbo. Curtis ha deciso di affrontare anche un percorso universitario impegnativo, scegliendo Psicologia e anticipando esami complessi come statistica e neuroscienze.
“Mi sono complicata la vita.”
Una scelta che ha reso il primo anno particolarmente intenso, tanto da metterla in difficoltà anche fuori dall’acqua. Emblematico l’episodio raccontato dalla stessa Curtis, quando, sopraffatta dalla preparazione di un esame, arrivò in ritardo all’allenamento.
“Todd mi vede nel panico, mi apro, gli racconto la paura dell’esame. Il giorno dopo mi ha esentato dall’allenamento.”
Per la nuotatrice italiana è stato il segno di un ambiente estremamente esigente, ma capace anche di comprendere il lato umano degli atleti.
Lo Switch Mentale
Se i risultati cronometrici sono sotto gli occhi di tutti, Curtis identifica il vero cambiamento nella crescita emotiva.
L’esperienza americana le ha insegnato ad affrontare le difficoltà con un approccio completamente diverso, lasciandosi alle spalle un atteggiamento che lei stessa riconosceva come un limite.
“Lamentarsi sempre: non voglio, non posso, non ce la faccio. In America le lamentele non esistono… Lo fai e basta. È stato un miglioramento emotivo per me.”
Lo stesso vale per il modo di elaborare una gara o un allenamento non riusciti.
“Non rimugino più sulle cose… Ho eliminato tutti quei pensieri negativi che pesano.”
È un cambiamento che si è riflesso anche in gara.
Al Settecolli di Roma, davanti al pubblico di casa, Curtis ha firmato il record europeo nei 50 dorso e migliorato i record italiani dei 50 e dei 100 stile libero, confermando la crescita mostrata durante la stagione NCAA.
Il Rapporto Con Virginia
Il meeting romano ha rappresentato anche un momento speciale sul piano personale.
Per la prima volta Todd DeSorbo, Gretchen Walsh e Alex Walsh hanno vissuto il Settecolli insieme a lei.
Curtis racconta di aver vissuto quei giorni con un’emozione particolare, desiderosa di far conoscere al meglio Roma e l’Italia alle persone con cui condivide gran parte dell’anno.
Ma soprattutto ribadisce il motivo che l’ha spinta a scegliere Charlottesville.
“Proprio per allenarmi insieme a lei mi sono trasferita in Virginia. È un esempio.”
Il riferimento è a Gretchen Walsh, oggi compagna di allenamento e una delle figure che più l’hanno ispirata nel suo percorso.
Parallelamente continua il rapporto con il suo storico tecnico Thomas Maggiora, che coordina il lavoro svolto in Italia con quello programmato da DeSorbo negli Stati Uniti.
Obiettivo Europei
Dal 10 al 16 agosto, agli Europei di Parigi, Curtis sarà una delle atlete più attese della spedizione azzurra.
Per la prima volta affronta una grande manifestazione continentale con la consapevolezza di essere tra le favorite.
“A livello europeo sono una delle atlete da battere… è un segno di crescita.”
Grande fiducia anche nelle staffette, soprattutto dopo l’esplosione della quindicenne Alessandra Mao, protagonista agli Europei Juniores.
“Alessandra è andata forte, super contenta per lei e per noi. Ci divertiremo, siamo pronte a fare un bel botto.”
“Mai Più”
Tra i ricordi più forti dell’ultimo anno resta la finale dei 100 stile libero ai Mondiali di Singapore.
Curtis diventò la prima italiana della storia a qualificarsi per una finale mondiale nella distanza, ma ammette di aver vissuto quel momento con un carico emotivo eccessivo.
“Piangevo di disperazione… Mai più.”
Oggi guarda a quell’esperienza come a un punto di svolta.
“So il duro lavoro che ho fatto per arrivare a dove sono, perché devo avere paura? È uno switch mentale importante.”
La Disciplina Prima Del Talento
Alla domanda su quale insegnamento porti con sé da questo anno negli Stati Uniti, Curtis non cita record o medaglie.
Parla di disciplina.
Sta leggendo Niente può fermarti di David Goggins, un libro che considera fonte di ispirazione.
“Sono dell’idea che la disciplina batterà sempre il talento. Se il talento non si allena, diventa nullo.”
È probabilmente questa frase a sintetizzare meglio la trasformazione di Sara Curtis.
I record ottenuti nell’ultimo anno raccontano la crescita dell’atleta.
Le sue parole raccontano quella della persona.
