La giuria federale ha dato ragione all’International Swimming League nella causa antitrust intentata contro World Aquatics (ex FINA), ma ha riconosciuto un risarcimento simbolico pari a 1 dollaro, a fronte dei 41 milioni richiesti dalla lega.
Il verdetto è arrivato al termine di un processo durato otto giorni. La giuria ha deliberato per circa tre ore il giovedì e per altre due ore e quarantacinque minuti nella mattinata di venerdì, pronunciandosi a favore dell’ISL su tutte le questioni principali, ad eccezione di una.
Il Contesto Della Causa
Il procedimento, avviato nel 2018, ruotava attorno all’accusa secondo cui l’allora FINA avrebbe orchestrato un boicottaggio nei confronti di un evento ISL previsto nello stesso anno (Energy For Swim)— considerato un test preliminare della lega poi lanciata ufficialmente la stagione successiva — inducendo le federazioni affiliate a non partecipare e costringendo di fatto alla cancellazione dell’evento.
Secondo la giuria, l’ISL è riuscita a dimostrare l’esistenza di un comportamento anticoncorrenziale e un danno subito sul piano del principio, ma non è stata in grado di quantificare in modo concreto e non speculativo l’ammontare economico delle perdite direttamente attribuibili a tali condotte.
Le Reazioni
Il presidente di World Aquatics, Husain Al Musallam, ha commentato il verdetto sottolineando l’impatto del contenzioso sull’intero movimento:
“Questo caso ha assorbito risorse che sarebbero state meglio impiegate a favore dello sport e degli atleti. Ringraziamo la giuria e il giudice Corley per la risoluzione della vicenda.”
Al Musallam ha inoltre evidenziato come, nel corso del processo, sia emerso che numerosi atleti e fornitori di servizi non sarebbero ancora stati pagati dall’ISL, accogliendo con favore l’impegno della lega a saldare i 7 milioni di dollari ancora dovuti agli atleti prima di un eventuale rilancio.
Le Ombre Sul Rilancio ISL
L’ISL ha annunciato a fine 2025 l’intenzione di tornare nel 2026, dopo uno stop di quattro anni attribuito ufficialmente alle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Tuttavia, restano forti interrogativi sulla sostenibilità finanziaria del progetto.
Diversi atleti hanno infatti dichiarato di vantare ancora crediti nei confronti della lega. Tra questi anche l’irlandese Shane Ryan, che ha parlato di circa 50.000 dollari mai incassati:
“Amo l’ISL, ma ho perso molto rispetto per la lega. I pagamenti della seconda stagione sono arrivati in ritardo e quelli della terza non sono mai arrivati. L’unica somma ricevuta è stata di 7.500 dollari, uguale per tutti.”
Alla luce del risarcimento simbolico stabilito dalla giuria, resta poco chiaro da dove l’ISL potrà reperire le risorse necessarie sia per saldare i debiti pregressi sia per rilanciare il progetto nel medio termine.
Il Significato Del Verdetto
Dal punto di vista legale, il verdetto riconosce che l’ISL ha dimostrato responsabilità e danno sul piano antitrust, ma non un danno economico quantificabile. Una dinamica non rara nei contenziosi sportivi, soprattutto in assenza di prove solide su come il progetto avrebbe performato in uno scenario alternativo privo delle presunte restrizioni.
La decisione consente comunque all’ISL di richiedere il rimborso delle spese legali e di ottenere eventuali ingiunzioni contro futuri comportamenti anticoncorrenziali da parte di World Aquatics, pur lasciando aperti molti interrogativi sul futuro concreto della lega.
