Il contenzioso tra International Swimming League e World Aquatics è entrato nel vivo questa settimana in un tribunale federale della California, dove ha preso il via il processo con giuria su una causa avviata originariamente nel 2018.
La ISL accusa World Aquatics di aver ostacolato la nascita e lo sviluppo della lega, impedendo nel 2018 l’organizzazione di eventi e scoraggiando sponsor e atleti attraverso la minaccia di sanzioni nei confronti dei nuotatori che avessero preso parte a competizioni non autorizzate. Secondo l’accusa, questo comportamento avrebbe violato le norme antitrust statunitensi, causando alla lega danni economici superiori ai 40 milioni di dollari.
World Aquatics respinge le accuse, sostenendo che la ISL abbia avuto piena possibilità di operare sul mercato e che il fallimento del progetto sia dovuto a problemi interni di gestione e credibilità. La difesa ha inoltre ricordato i tentativi, mai andati a buon fine, di raggiungere un accordo commerciale tra le parti.
Il processo, che ha visto tra i primi testimoni il tesoriere di World Aquatics Dale Neuburger, proseguirà nelle prossime settimane ed è previsto che si concluda il 26 gennaio. In gioco c’è non solo una richiesta di risarcimento milionaria, ma anche una rilettura dei rapporti di forza tra federazione internazionale e circuiti professionistici indipendenti.
