Gli Enhanced Games continuano a far discutere e a scuotere il mondo dello sport. Dopo l’adesione di Ben Proud, che ha ufficializzato il proprio ingresso nella competizione “alternativa” alle Olimpiadi, anche Kyle Chalmers è stato avvicinato dagli organizzatori con una proposta allettante: un contratto triennale da 1,08 milioni di dollari (1,6 milioni australiani) con l’aggiunta di bonus che avrebbero potuto portare il guadagno complessivo a circa 2,54 milioni di dollari.
Secondo quanto riportato dal giornalista Tom Decent su The Age, l’offerta non prevedeva soltanto la partecipazione alla prima edizione dei Giochi, in programma a Las Vegas nell’estate 2026, ma anche un ruolo da ambasciatore per promuovere l’evento.
La risposta di Chalmers
Il campione olimpico nei 100 stile libero a Rio 2016 non ha avuto esitazioni. La sua manager, Phoebe Rothfield di W Sports & Media, ha chiarito:
È una cifra che può cambiare la vita a qualsiasi nuotatore – o atleta olimpico australiano – ma Kyle ha detto no sin dall’inizio. È stata una discussione breve. Ciò che lo guida è competere per il suo Paese, salire sul podio in verde e oro e fare questo sport perché lo ama.
Una scelta netta, che riflette non solo la fedeltà di Chalmers alla nazionale australiana, ma anche la sua visione a lungo termine.
L’obiettivo: Los Angeles e Brisbane
A 27 anni, Chalmers è appena diventato padre e non ha nascosto i suoi progetti futuri. Lo scorso giugno aveva dichiarato che l’introduzione dei 50 metri in tutti gli stili nel programma olimpico rappresenta per lui una spinta ulteriore a prolungare la carriera.
“Il nuovo formato dei 50 mi terrà in acqua fino a Brisbane 2032. Sono nella miglior condizione degli ultimi anni, il mio corpo sta bene e sto nuotando tempi molto veloci. Posso vedermi gareggiare fino a Brisbane… e allora mia figlia avrà sette anni, sarebbe davvero speciale.”
Già a Singapore, ai Mondiali 2025, Chalmers ha confermato la propria competitività conquistando l’argento nei 100 stile libero e trascinando l’Australia all’oro nella 4×100 stile libero maschile.
Un contrasto con Proud
Il caso di Chalmers si contrappone nettamente a quello di Ben Proud, che ha motivato la propria adesione agli Enhanced Games con le ragioni economiche: “Mi servirebbero 13 anni di titoli mondiali per guadagnare la stessa cifra”. L’evento, che mette in palio 500.000 dollari per ogni vittoria e 1 milione per un record mondiale nei 50 stile o nei 100 metri piani, ha già convinto anche Kristian Gkolomeev, James Magnussen, Andrii Govorov e Josif Miladinov, oltre all’americana Megan Romano.
Una questione di valori
Per Chalmers, però, l’aspetto economico non è sufficiente a giustificare una rinuncia al percorso olimpico. La sua decisione appare come una dichiarazione di principio, un segnale forte in difesa del valore della rappresentanza nazionale e della tradizione olimpica.
Mentre gli Enhanced Games continuano ad attirare consensi e critiche, il campione australiano ha scelto una strada chiara: restare fedele ai Giochi e alla maglia verde e oro, con lo sguardo già rivolto a Los Angeles 2028 e oltre.
