Dopo i mesi più complessi della sua carriera, Chiara Tarantino ha scelto di raccontarsi in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dell Mezzogiorno e firmata da Stefano Palazzo, tornando sulla vicenda del furto all’aeroporto di Singapore e sulla successiva squalifica che l’ha costretta a fermarsi.
La 23enne pugliese, protagonista della storica finale olimpica della staffetta 4×100 stile libero a Parigi 2024, ha attraversato un periodo segnato dalla sospensione e da una lunga fase di riflessione personale. Un’esperienza che, come sottolineato dalla stessa atleta, ha inciso profondamente sulla sua maturazione.
“Questa esperienza, seppur veramente brutta, mi ha fatto crescere tanto come persona e mi ha fatto mettere la testa a posto. Ho capito che il nuoto è veramente una parte di me”, ha spiegato Tarantino, evidenziando quanto la lontananza dalla piscina abbia rafforzato la consapevolezza del proprio legame con lo sport.
Il distacco dalla routine agonistica ha rappresentato uno degli aspetti più difficili da gestire, soprattutto nella fase iniziale della sospensione. La mancanza dell’allenamento quotidiano e del contesto di squadra ha imposto un processo di adattamento che l’atleta ha affrontato progressivamente, accettando le conseguenze e concentrandosi sulla ripartenza.
Parallelamente, Tarantino ha scelto di allontanarsi dai social network per proteggere il proprio equilibrio emotivo durante il periodo più delicato, privilegiando la tranquillità e il confronto con il proprio ambiente più vicino.
Determinante, in questo percorso, è stato il sostegno ricevuto da compagne, staff tecnico e struttura federale. In particolare, l’atleta ha sottolineato la vicinanza del proprio allenatore Alberto Burlina, della Federazione e del gruppo sportivo Fiamme Gialle, evidenziando il valore del supporto umano oltre che tecnico.
Sul piano personale, Tarantino ha riconosciuto le proprie responsabilità rispetto all’episodio che ha portato alla sospensione, mantenendo una linea di piena consapevolezza e guardando al futuro con maggiore maturità.
“Errare è umano, nessuno è perfetto. Oggi mi sento una persona più responsabile. So quanto valgo e non vedo l’ora di tornare sul piano vasca per dimostrarlo”, ha dichiarato.
Il ritorno alle gare è stato vissuto soprattutto come un passaggio simbolico, utile per ritrovare le sensazioni della competizione senza l’ossessione del risultato cronometrico. In questa direzione si inserisce anche la convocazione al collegiale velocisti di Ostia, occasione per reinserirsi pienamente nel gruppo e riprendere il percorso tecnico.
La ripartenza di Tarantino si colloca così in una fase della stagione in cui la costruzione della condizione e la stabilità personale assumono un peso determinante. Più che un punto di arrivo, il rientro rappresenta l’inizio di una nuova fase, caratterizzata da maggiore consapevolezza e dalla volontà di riconquistare spazio competitivo all’interno del panorama della velocità azzurra.
