La Federazione Italiana Nuoto ha ufficializzato la decisione nel procedimento aperto dopo i fatti avvenuti a Singapore, riconoscendo l’atteggiamento collaborativo delle due atlete.
La Federazione Italiana Nuoto (FIN) ha reso noto di aver accolto la proposta sanzionatoria della Procura Federale, relativa alla richiesta di patteggiamento presentata dalle atlete Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, in merito al procedimento scaturito dai fatti di Singapore.
Il provvedimento, ratificato dopo il nulla osta del Procuratore Generale del CONI, prevede una sospensione di 90 giorni da tutte le attività sociali e federali, a partire dalla data odierna.
Nella nota ufficiale, la FIN precisa che la decisione è stata assunta “tenuto conto dei fatti emersi dall’inchiesta e dell’atteggiamento collaborativo delle atlete, che hanno ammesso le proprie responsabilità”.
Il caso trae origine dall’episodio verificatosi a Singapore dopo i Campionati Mondiali di Nuoto 2025, quando le due azzurre erano state coinvolte in un furto in aeroporto al termine di una vacanza, al di fuori delle attività federali. Le autorità locali avevano disposto un breve fermo, seguito dal rientro immediato in Italia sotto la tutela della Federazione.
La Procura Federale ha quindi valutato gli elementi raccolti e, anche in considerazione della condotta successiva delle atlete — improntata alla collaborazione e all’assunzione di responsabilità — ha ritenuto congrua la sospensione di tre mesi dalle attività agonistiche.
Con questo provvedimento, la vicenda si chiude sul piano disciplinare federale, permettendo alle due nuotatrici di concentrarsi sul percorso di rientro sportivo una volta terminato il periodo di sospensione.
