Michael Andrew Guarda A LA28: “I 50M Sono Un’Opportunità. Gli Enhanced Games Sono Pericolosi”

l campione olimpico Michael Andrew ha delineato la sua strategia per il ciclo olimpico che porterà a Los Angeles 2028, affrontando anche temi più ampi che riguardano il futuro del nuoto professionistico.

Durante un’intervista al podcast Night Swim with Dax & Elvis, lo statunitense ha parlato del ritorno ad allenarsi con suo padre Peter Andrew, della sua visione sul movimento natatorio negli Stati Uniti e della crescente discussione attorno agli Enhanced Games.

I 50 Metri Olimpici: Nuovo Scenario Per I Velocisti

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda l’introduzione dei 50 metri di tutti gli stili nel programma olimpico, una modifica che potrebbe cambiare profondamente l’approccio di molti specialisti dello sprint.

Per Andrew, la prospettiva è chiara: costruire la preparazione intorno alle distanze brevi, in particolare nella rana.

“Con l’arrivo dei 50 metri alle Olimpiadi è una grande opportunità. Il mio focus sarà sui 50 metri negli stili, soprattutto rana, e sui 100 rana.”

Lo statunitense detiene ancora il record americano dei 100 rana con 58.14, stabilito nel 2021. Nella sua programmazione rimangono anche i 50 e 100 farfalla, mentre il dorso passerà in secondo piano.

Andrew non esclude del tutto il 100 farfalla, una gara nella quale ritiene di avere ancora margini di crescita dopo essere stato vicino alla qualificazione olimpica nel 2024.

Con il suo stile ironico ha invece chiuso definitivamente la porta ai 200 misti, la gara simbolo della sua esperienza olimpica a Tokyo.

“Vorrei avere il desiderio di tornare ai 200 misti… ma quella gara mi ha segnato. Sarò per sempre il nuotatore più veloce nei primi 150 metri.”

Il Ritorno Ad Allenarsi Con Il Padre

Un altro passaggio importante dell’intervista riguarda il percorso tecnico degli ultimi anni. Dopo aver mancato la qualificazione olimpica individuale per Parigi, Andrew ha vissuto un momento particolarmente difficile.

“Dopo Parigi sono stato emotivamente distrutto.”

In quel periodo ha deciso di trasferirsi a Orange County, tentando di gestire in autonomia il proprio allenamento. Una scelta che lui stesso oggi definisce poco efficace.

Da lì è nata la decisione di unirsi al gruppo di Arizona State, allenato da Herbie Behm, esperienza che Andrew ha comunque valutato positivamente.

“Quello che sta facendo Arizona State è incredibile. Ilya Kharun, Patrick Sammon e Jonny Kulow stanno nuotando fortissimo.”

Nonostante ciò, dopo un anno ha scelto di tornare ad allenarsi con il padre Peter Andrew, con cui aveva costruito il percorso verso Tokyo.

La motivazione principale non è stata tanto tecnica quanto ambientale.

“Non è stato solo per l’allenamento. È l’ambiente. Surfavo, ero al sole… e ho capito che odiavo vivere nel deserto.”

Gli Enhanced Games: “Pericolosi Per Gli Atleti”

Durante la conversazione Andrew ha commentato anche la crescente attenzione attorno agli Enhanced Games, la competizione che prevede l’uso di sostanze dopanti e che ha già attirato diversi nuotatori internazionali.

La sua posizione è netta.

“Non sono favorevole agli Enhanced Games. Le persone guarderanno, perché sono curiose. Ma è pericoloso quello che un atleta potrebbe fare al proprio corpo per soldi.”

Andrew ha chiarito che non prenderà in considerazione quella strada nel suo futuro sportivo.

Guardando oltre la carriera agonistica, il suo progetto di vita è decisamente diverso.

“Dopo il 2028 mi piacerebbe comprare una fattoria alle Hawaii, con galline, alberi da frutto e andare a fare surf.”

Il Futuro Di USA Swimming E Il Tema Dei Guadagni

L’intervista si è spostata anche sullo stato del movimento natatorio statunitense e sul rapporto con il nuovo CEO di USA Swimming, Kevin Ring.

Andrew ha espresso parole molto positive nei suoi confronti.

“Kevin Ring è una leggenda. Mi piace molto il suo approccio.”

Secondo Andrew, la federazione sta attraversando una fase di cambiamento e potrebbe beneficiare di una visione nuova.

“Mi chiedo spesso se USA Swimming abbia bisogno di qualcuno che conosca il nuoto o qualcuno che conosca il business.”

Il tema economico rimane centrale. Andrew ritiene che gli atleti debbano assumersi una parte della responsabilità nel costruire il proprio valore commerciale.

“Se vuoi guadagnare di più devi lavorare per il tuo brand. Fai contenuti, pubblica un reel, crea qualcosa.”

Lo stesso Andrew è molto attivo sui social e su YouTube, dove pubblica contenuti dal 2016 e ha superato 62.000 iscritti e oltre 6,5 milioni di visualizzazioni.

Per lui il futuro del nuoto professionistico passerà sempre più dalla capacità degli atleti di raccontarsi e costruire una presenza mediatica.

CLICCA QUI PER IL PODCAST COMPLETO

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Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE A law graduate and practicing attorney for 15 years, Giusy Cisale balanced her professional career with her passion for swimming by founding and managing her swimming-focused blog, Scent of Chlorine. Her expertise in the sport led her to collaborate with Italian swimming news websites starting in 2015, before joining …

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