Dal 2028 Stop Agli Atleti Internazionali All’USOPC: Cosa Cambia Nel Nuoto Mondiale

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

December 27th, 2025 Italia

A partire dal 2028, gli atleti internazionali non potranno più allenarsi presso le strutture del United States Olympic and Paralympic Committee, in particolare al celebre United States Olympic Training Center di Colorado Springs. La misura, rivelata dal CEO di USA Swimming Kevin Ring durante il podcast di SwimSwam e successivamente chiarita come valida esclusivamente per l’anno olimpico di Los Angeles, rappresenta un passaggio destinato ad avere un impatto profondo sul nuoto mondiale.

Negli ultimi due decenni, il sistema statunitense – tra NCAA, club professionistici e centri federali – è diventato un polo di attrazione globale. Allenatori, strutture, competizione quotidiana ad altissimo livello: per molti campioni non americani, allenarsi negli Stati Uniti è stato un acceleratore decisivo. I casi più evidenti sono quelli di Léon Marchand e Summer McIntosh, due dei protagonisti assoluti del nuoto contemporaneo, cresciuti tecnicamente all’interno di gruppi statunitensi pur rappresentando Francia e Canada.

Il blocco agli atleti stranieri, seppur limitato al solo 2028, introduce una frattura simbolica e pratica. Da un lato, l’USOPC intende proteggere la preparazione degli atleti americani in vista dei Giochi “di casa”, evitando commistioni che – nel dibattito pubblico – vengono talvolta lette come un vantaggio competitivo concesso agli avversari. Dall’altro, si interrompe temporaneamente quella circolazione di talento che ha storicamente innalzato il livello medio dell’allenamento, anche per gli stessi statunitensi.

L’impatto sui nuotatori internazionali non è marginale. Colorado Springs non è solo una sede iconica: è una delle strutture in altura più accessibili e complete al mondo, con costi relativamente contenuti rispetto ad altre destinazioni e un pacchetto che include alloggio, pasti e allenamento. Molti gruppi universitari e professionali – spesso misti per nazionalità – basano su questi camp la loro periodizzazione stagionale. Nel 2028, tutto questo dovrà essere ripensato.

La reazione di Michael Phelps ha sintetizzato il disagio di una parte consistente della comunità natatoria: “Io sono cresciuto allenandomi con tutti, senza distinzioni”. Un richiamo non nostalgico, ma culturale. Il nuoto moderno è sempre più globale, interconnesso, e fondato su scambi continui di competenze e stimoli. Limitare questi spazi, anche solo per un anno, significa forzare una separazione che va oltre la logistica e tocca la filosofia stessa dell’alto livello.

Resta da capire se il 2028 sarà davvero un’eccezione o un precedente. Formalmente, dal 2029 gli atleti internazionali dovrebbero tornare ad accedere al centro pagando tariffe più elevate. Ma il segnale lanciato è chiaro: nell’anno olimpico di Los Angeles, la priorità sarà esclusivamente americana. Una scelta legittima dal punto di vista strategico, ma che potrebbe spingere federazioni e atleti stranieri a investire con maggiore decisione in alternative europee, australiane o asiatiche.

In un’epoca in cui i margini si misurano in centesimi e la qualità dell’ambiente di allenamento fa spesso la differenza, anche una decisione temporanea può lasciare tracce durature. Il 2028 non sarà solo l’Olimpiade di casa degli Stati Uniti: rischia di diventare anche un anno spartiacque nei rapporti tra il sistema americano e il nuoto internazionale.

In This Story

0
Leave a Reply

Subscribe
Notify of

0 Comments
newest
oldest most voted

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE A law graduate and practicing attorney for 15 years, Giusy Cisale balanced her professional career with her passion for swimming by founding and managing her swimming-focused blog, Scent of Chlorine. Her expertise in the sport led her to collaborate with Italian swimming news websites starting in 2015, before joining …

Read More »