Gli Enhanced Games continuano a scuotere il panorama internazionale dello sport. Dopo l’annuncio clamoroso di Ben Proud, argento olimpico e tre volte campione del mondo, che ha scelto di unirsi alla manifestazione di Las Vegas, emergono ora dettagli sui compensi riservati agli atleti che decidono di partecipare.
Secondo quanto riportato da una fonte a SwimSwam, un nuotatore ha dichiarato di essere stato contattato da Brett Hawke, coach ufficiale dei Giochi, con una proposta da 250.000 dollari come base di ingaggio, oltre a un pacchetto di supervisione medica. Una cifra che si aggiungerebbe ai ricchi premi previsti per il 2026: 500.000 dollari ai vincitori di ciascun evento e un bonus da 1 milione di dollari per chi riuscirà a battere il record del mondo nei 50 metri stile libero o nei 100 metri piani (per l’atletica) .
Per la stragrande maggioranza dei nuotatori professionisti, che normalmente non raggiungono compensi di questa portata attraverso sponsor o premi gara, si tratta di un’opportunità economica senza precedenti. È anche per questo che la scelta di Proud, che ha virtualmente posto fine alla propria carriera internazionale, viene letta come una decisione motivata non solo dal desiderio di sfida ma anche dall’aspetto finanziario.
La cornice legale
Il quadro si arricchisce di un ulteriore elemento: a fine agosto gli organizzatori degli Enhanced Games hanno intentato una causa da 800 milioni di dollari contro World Aquatics, USA Swimming e WADA, accusandoli di comportamento anticoncorrenziale e di una strategia mirata a ostacolare il nuovo evento. Una causa che, se vinta, potrebbe garantire ulteriori benefici economici agli atleti coinvolti.
Tra opportunità e incognite
Il modello degli Enhanced Games continua a dividere. Se da un lato l’aspetto economico rappresenta un richiamo fortissimo per molti sportivi, dall’altro le federazioni internazionali hanno già chiarito che la partecipazione comporta l’esclusione dalle competizioni ufficiali. Resta da capire quanti altri campioni seguiranno l’esempio di Proud e quanti, invece, preferiranno preservare la propria carriera nel circuito tradizionale.
