l tre volte campione olimpico Sun Yang ha presentato una denuncia alla polizia di Hangzhou dopo essere stato oggetto di una campagna di cyberbullismo, secondo quanto comunicato dal suo team legale.
Alla base dell’esposto ci sarebbe la diffusione online di informazioni ritenute false e costruite ad arte, definite come “voci malevole” inserite in un contesto organizzato. I legali dell’atleta hanno dichiarato di aver già raccolto prove e di voler procedere in tutte le sedi previste, comprese quelle penali.
La vicenda si inserisce in un contesto mediatico complesso che accompagna da anni la carriera di Sun Yang, figura centrale ma controversa del nuoto internazionale. In vasca, il cinese ha costruito uno dei palmarès più rilevanti della storia recente: oro olimpico nei 400 e 1500 stile libero a Londra 2012, oro negli 800 stile a Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali nelle distanze del mezzofondo.
Parallelamente ai risultati, la sua carriera è stata segnata da vicende disciplinari. Nel 2014 fu sanzionato con una sospensione di tre mesi dopo una positività a un test effettuato ai campionati nazionali cinesi. Ancora più rilevante il caso legato alla gestione di un controllo antidoping fuori competizione, che portò inizialmente a una squalifica di otto anni, poi ridotta dal Tribunale Arbitrale dello Sport a quattro anni e tre mesi.
L’esposizione mediatica ha alimentato negli anni anche tensioni con altri atleti, in particolare con l’australiano Mack Horton. Il confronto tra i due, iniziato ai Giochi di Rio, ha avuto un seguito anche fuori dalla vasca, con episodi di forte pressione mediatica e reazioni del pubblico, culminati ai Mondiali di Gwangju 2019, quando Horton rifiutò di condividere il podio nei 400 stile libero.
Secondo il team di Sun Yang, l’attuale ondata di contenuti online si inserisce in questo clima e rappresenta un attacco coordinato. La denuncia alle autorità locali apre ora a possibili sviluppi giudiziari, in un contesto in cui le autorità cinesi stanno intensificando le azioni contro il cosiddetto “tifo tossico” legato agli atleti di alto profilo.
