2025 WORLD AQUATICS SWIMMING CHAMPIONSHIPS
- 27 Luglio/3 Agosto 2025
- Singapore
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RECAP
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La bellezza di arrivare tardi è che hai il tempo di capire quanto vale davvero ciò che conquisti. A 31 anni, dopo una carriera costruita tra record, staffette e ripartenze, Silvia Di Pietro si è guadagnata oggi la sua prima finale mondiale individuale in vasca lunga, nei 50 farfalla.
Lo ha fatto con la naturalezza di chi ha imparato a non aspettarsi niente, ma con l’istinto integro della sprinter: una nuotata da 25.58 che, a poche ore dal record italiano del mattino (25.49), le consegna un posto tra le migliori otto al mondo.
Una finale iridata, la prima.
Dopo oltre quindici anni di nuoto ad alto livello.
Dopo tutto.
Il Ritorno Tra Le Grandi
La semifinale è stata un banco di maturità tecnica e mentale. Silvia Di Pietro, forte della spinta emotiva del mattino, ha gestito la prova con intelligenza, senza ansia da prestazione. Reattiva al via, efficace nella subacquea, precisa nell’uscita: ha toccato il muretto in 25.58, tempo sufficiente a garantirle il sesto tempo di accesso alla finale.
Davanti a tutte ancora una volta Gretchen Walsh (25.09), seguita da Roos Vanotterdijk (25.32), Erin Gallagher (25.39) e Alexandria Perkins (25.52). Ma per Silvia, oggi, non si contano i centesimi. Si misura solo la portata del momento.
Le Parole Di Silvia: “Un’altra possibilità”
Dopo la semifinale, Di Pietro ha parlato con lucidità e sincerità:
“Penso di aver preso un po’ la gara perfetta. Un 25 e mezzo… sono soddisfatta, sono in finale ed ho un’altra possibilità domani. Prima di partire non mi aspettavo niente di particolare, sono davvero molto contenta di essere qui.”
E poi il passaggio più forte, forse il più vero:
“Sono felicissima ma forse più stupita dal tempo di stamattina. Sono davvero soddisfatta perché quest’anno è stato difficile, volevo quasi uscire da questo mondo.”
È il volto più umano dell’agonismo: quello che si sporca di dubbi e fatica, ma che sa ancora sorprenderti.
Nel palmarès di Silvia Di Pietro c’erano già medaglie mondiali ed europee, soprattutto in vasca corta, e una lunga fedeltà alla maglia azzurra. Ma mancava questo: una finale individuale in un Mondiale di vasca lunga.
Ci è arrivata con pazienza e determinazione, attraversando infortuni, stagioni interlocutorie, e anche esclusioni cocenti. L’ha fatto con il suo stile unico: elegante fuori dall’acqua, aggressiva in corsia. E domani, per la prima volta, sarà in gara tra le otto più veloci del mondo.
