La International Swimming League (ISL) è pronta a tornare in scena. Dopo quattro anni di inattività, la lega professionistica a squadre ha annunciato l’intenzione di rilanciarsi nel 2026, aprendo un nuovo capitolo dopo la cancellazione dell’ultima stagione nel 2022.
A confermarlo è stato il commissioner Ben Allen, che in un’intervista a Reuters ha dichiarato senza ambiguità: “La ISL sta tornando, e siamo davvero entusiasti delle prospettive di un rilancio”. L’ipotesi considerata ideale è una ripartenza nell’autunno 2026, in parallelo al debutto della nuova College Swimming League (CSL), con l’obiettivo comunque fissato al 2027 qualora i tempi dovessero slittare.
La ISL aveva sospeso le attività nel marzo 2022, cancellando la quarta stagione a causa delle conseguenze della pandemia di Covid-19 e dell’invasione russa dell’Ucraina. Un contesto che aveva colpito direttamente anche il fondatore e principale finanziatore della lega, l’oligarca ucraino Konstantin Grigorishin.
Dal 2019 al 2021, la ISL aveva disputato tre stagioni complete: una prima edizione itinerante e due successive concentrate a Budapest, con format progressivamente ampliati fino a 10 squadre e 18 match. Ora, però, il progetto guarda avanti con una struttura diversa.
Allen ha spiegato che il rilancio si baserà su un nuovo modello di business, meno dipendente da un singolo investitore e più orientato verso sponsorizzazioni e partnership mediatiche. Un passaggio ritenuto cruciale anche in vista del ciclo olimpico che porterà a Los Angeles 2028, con l’intento di mantenere i nuotatori sotto i riflettori anche lontano dai grandi eventi internazionali.
Dal punto di vista sportivo, la lega punta a recuperare il format da sette meeting, distribuiti tra Nord America ed Europa, con almeno una tappa in Asia e una possibile presenza in Medio Oriente. Allo studio anche un cambiamento strutturale: il passaggio da competizioni su due giorni a eventi concentrati in una sola giornata, soluzione che verrà testata nei prossimi mesi.
Restano sullo sfondo le tensioni con World Aquatics, con cui la ISL è coinvolta in contenziosi legali fin dal 2018. Nonostante ciò, Allen ha chiarito che il ritorno della lega non dipenderà dagli esiti giudiziari. World Aquatics ha recentemente raggiunto un accordo da 4,6 milioni di dollari con alcuni ex atleti ISL, mentre una causa separata intentata dalla lega è ancora in corso.
Il progetto ISL porta con sé anche le ombre del passato, in particolare le criticità legate ai pagamenti agli atleti: a dicembre 2024 risultavano ancora non saldati alcuni contributi di solidarietà relativi alla stagione 2021. Un nodo che il rilancio dovrà necessariamente affrontare per recuperare credibilità.
Dopo anni di silenzio, la ISL torna dunque a far parlare di sé. Il 2026 dirà se il nuoto professionistico a squadre è davvero pronto per una seconda vita.
