2025 WORLD AQUATICS OPEN WATER SWIMMING CHAMPIONSHIP
- Palawan Beach Club – Sentosa, Singapore
- 15–20 luglio 2025
15 luglio 10 km femminile ore 2:00- 16 luglio 10 km maschile ore 7:00 – 10 km femminile ore 10:00
- 18 luglio 5 km femminile ore 1:30
- 18 luglio 5 km maschile ore 4:00
- 19 luglio 3 km sprint femminile ore 1:00
- 19 luglio 3 km sprint maschile ore 4:00
- 20 luglio Staffetta 4×1500 mista ore 1:00
- ANTEPRIMA SWIMSWAM ITALIA
- RISULTATI LIVE
RECAP
Non è un articolo tecnico. O almeno, non lo è del tutto. Perché oggi, più che analizzare tempi, parziali e strategie di gara, viene naturale raccontare con cuore aperto la grandezza di Gregorio Paltrinieri. Un gigante del nostro nuoto, che a quasi 31 anni continua a sfidare il tempo, gli avversari, le temperature tropicali e – diciamolo – anche l’incertezza organizzativa di un Mondiale che ha fatto di tutto per complicare le cose.
Ma lui no. Lui è sempre lì. Testa bassa, bracciata lunga, mente lucida. E quando la situazione si fa estrema, Greg non si ritira: rilancia.
Alla 22ª edizione dei Mondiali di Nuoto a Singapore, nella 10 km disputata tra le acque bollenti di Sentosa, l’olimpionico carpigiano conquista un argento sontuoso in 1:59:59.2, alle spalle solo del tedesco Florian Wellbrock(1:59:55.5), padrone assoluto della gara. Terzo l’australiano Kyle Lee (2:00:10.3). Un podio prestigioso, conquistato con forza, intelligenza tattica e una fame agonistica che nessuno riesce a spegnere.
Era una gara difficilissima
ha raccontato ai microfoni della RAI:
Io preferisco il caldo al freddo, ma questo era troppo. Secondo me abbiamo nuotato ai limiti dei 31°C, ma c’è un pezzo dove l’acqua è più ferma e sembravano 35°C. Una gara tostissima, talmente tanto che mentre nuotavo rimpiangevo l’acqua fredda degli Europei di Stari Grad.
Eppure, quando il gioco si fa duro, Paltrinieri è sempre tra i protagonisti.
La cosa più importante era tenere un po’ di energia per l’ultimo giro. Dopo ho passato Lee, mentre Klemet ha provato a contrastarmi, ma ne avevo. Bella gestione, sono molto contento. Una gara perfetta.
Un risultato che ha il sapore del riscatto e della determinazione.
Quest’anno mi sono dedicato solo a questo. L’anno scorso avevo sofferto per la bruttissima gara a Parigi, nella Senna. Sapevo che non rappresentava il mio valore. Io sono da gruppo di testa, per giocarmela all’ultimo giro.
Non solo prestazione. Gregorio ha affrontato anche il caos di una vigilia surreale. Due rinvii per la qualità dell’acqua, una partenza confermata solo poche ore prima, con gli atleti lasciati nell’incertezza fino a tarda sera.
Ieri sera siamo andati a dormire senza sapere se oggi avremmo gareggiato. Io ci sono passato sopra, ho dormito. Ma un Mondiale non dovrebbe funzionare cos».
Una medaglia che ripaga mesi di lavoro iniziati in ritardo per recuperare da un’operazione al gomito, ma affrontati con lucidità.
Ho dovuto rincorrere la preparazione, ma probabilmente ne ho beneficiato di testa. Sono davvero contento della prestazione e del risultato.
Il tutto, con un dito insaccato nei primissimi metri.
Credo non avessimo nuotato neanche 200 metri quando ho colpito il busto di un avversario, credo Olivier. Forte dolore per tutta la gara. Ma ciò che è stato più difficile affrontare, oltre al caldo, è stata la sete. Credo di avere bevuto tre litri d’acqua nella mezz’ora successiva alla gara.
E allora, vorrei chiudere con le parole che ritengo più giuste, quelle lette pochi minuti fa in una storia su Instagram della nostra collega Aglaia Pezzato:
«Fa pure, Greg, fa pure»
