Il nuoto mondiale ritrova una delle sue icone. Il sudafricano Cameron Van Der Burgh, campione olimpico nei 100 rana a Londra 2012, ha annunciato il proprio ritorno alle competizioni a quasi sette anni dal ritiro. La notizia è arrivata nel primo episodio del suo nuovo podcast, Back To The Blocks, dove il 37enne ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a rimettersi in gioco.
«Sono in un momento della vita in cui, da padre e professionista, voglio tornare al mondo dell’alto livello sportivo – ha raccontato – ma con uno spirito completamente diverso: non più un approccio egocentrico, ma un percorso con un significato profondo, legato alla mia famiglia e al mio benessere».
Trasferitosi da poco a Dubai, Van Der Burgh ha sottolineato che il focus del suo rientro sarà sui 50 rana, specialità che entrerà per la prima volta nel programma olimpico a Los Angeles 2028. Una novità che apre un orizzonte più concreto per un atleta con il suo profilo: velocità pura, grandissima memoria muscolare, un’eredità tecnica che non parte certo da zero.
La tabella di marcia sarà costruita attorno ai nuovi equilibri della sua vita: allenamenti mirati, gestione del tempo tra famiglia, lavoro e vasca, un occhio alla qualità più che al volume. Il primo passo è già fissato: una gara Master in febbraio, utile per ritrovare il ritmo agonistico. Il fatto che sia stato recentemente sottoposto a controlli antidoping WADA conferma inoltre che la sua intenzione è quella di restare all’interno del sistema sportivo ufficiale e non di virare verso progetti alternativi come gli Enhanced Games.
Una carriera che ha segnato un’epoca
Van Der Burgh aveva annunciato il ritiro nel dicembre 2018, dopo i Mondiali in corta, anticipando il saluto definitivo inizialmente previsto dopo Tokyo. Le ragioni erano state familiari e professionali: matrimonio nel 2017 e un incarico nel settore finanziario a Londra lo avevano portato a chiudere in anticipo una carriera già completa.
Il suo palmarès resta tra i più prestigiosi nella storia della rana.
Oltre all’oro di Londra e all’argento a Rio 2016 nei 100 rana, vanta 18 medaglie iridate:
- in vasca lunga ha centrato il podio in ogni edizione dei Mondiali a cui ha partecipato nei 50 rana, con ori nel 2009 e nel 2013;
- in vasca corta ha vinto due titoli mondiali nei 50 rana (2016, 2018) e due nei 100 rana (2010, 2018).
Prestazioni che restano competitive ancora oggi: i suoi primati personali di 58.46 nei 100 rana e 26.54 nei 50 rana in lunga lo collocano ancora in zona top ten mondiale all-time.
Il ritorno di Cameron Van Der Burgh non nasce dalla ricerca di un’altra medaglia, ma dalla volontà di riscoprire un rapporto più maturo e sostenibile con il proprio sport. Una sfida diversa, forse più complessa, ma che porta con sé la leggerezza di chi non deve più dimostrare nulla a nessuno.
Eppure, quando un fuoriclasse rientra in acqua, una domanda sorge spontanea: quanto può ancora stupire?
