Breakout Nello Stile Libero: Perché Si Rallenta (E Come Correggere)

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

January 29th, 2026 Italia, News

Articolo in inglese a cura di Olivier Poirier-Leroy

Le uscite (breakout) non sono un dettaglio estetico: sono un passaggio tecnico ad alta velocità che decide se l’energia generata da tuffo/virata viene trasferita alla nuotata di superficie oppure “si disperde” proprio nel momento più delicato della vasca. Nello stile libero la difficoltà è specifica: richiede una transizione pulita dalla delfinata subacquea alla battuta alternata di superficie e alla prima bracciata.

Perché L’Uscita A Stile Libero È Più “Fragile” Di Quanto Sembra

1) La battuta alternata è più lenta della delfinata (in subacquea)

Quando si confrontano delfinata e battuta alternata in condizioni controllate su nuotatori d’élite, la delfinata risulta mediamente più veloce. In uno studio recente (Yamakawa et al., 2025) i valori medi riportati sono:

  • Delfinata: 1.41 m/s
  • Battuta alternata: 1.21 m/s

Tradotto in pratica: molti atleti escono dall’ultima delfinata “forte”, poi inseriscono qualche battuta alternata per risalire e rallentano proprio nel breakout. È un freno nascosto, spesso non percepito dall’atleta.

2) Il cambio di coordinazione può interrompere la continuità

La delfinata è un movimento in-fase (arti inferiori lavorano insieme in una catena ondulatoria). La battuta alternata è anti-fase (alternanza su/giù). Il passaggio tra schemi motori diversi può creare un micro-“taglio” di continuità: perdita di fluidità, variazione d’assetto, incremento di resistenza, e quindi calo di velocità.

Un Confronto Utile: Stile Libero vs Farfalla Nelle Uscite

Un’analisi ampia sulle traiettorie di velocità tra subacquea, breakout e nuotata centrale (Gonjo et al., 2025; campione ~350 nuotatori) evidenzia un punto chiaro: una quota rilevante di stileliberisti non mantiene la velocità subacquea nella prima bracciata di superficie. Circa il 40% mostra un calo di velocità nel breakout rispetto alla velocità di nuotata “a metà vasca”.

Nei farfallisti sprinter, invece, il quadro tende a essere opposto: 60–70% risulta più veloce nel breakout rispetto alla nuotata centrale. Una spiegazione plausibile è la continuità: la delfinata “si innesta” naturalmente nella farfalla, senza cambio marcato di coordinazione.

Anche i tempi di transizione verso la prima bracciata, misurati su specialisti nazionali (Trinidad et al., 2020; n=74), confermano differenze nette:

  • Farfalla: 0.26 s
  • Stile libero: 0.47 s
  • Dorso: 0.88 s

La Soluzione Tecnica: “Breakout Con Ultima Delfinata”

Per ridurre la decelerazione, l’idea operativa è semplice: evitare la battuta alternata “di risalita” e usare invece una ultima delfinata ampia e temporizzata che accompagni l’inizio della prima bracciata.

In pratica:

  1. gambate a delfino subacquee efficaci e veloci
  2. ultima delfinata “di raccordo” mentre il corpo inizia a salire
  3. prima bracciata (e primo ciclo) senza “passaggio a vuoto”

Uno studio (Takeda et al., 2020) ha confrontato due strategie fino ai 15 m:

  • Delfinata che entra direttamente nella prima bracciata: 1.888 m/s
  • Delfinata seguita da battuta alternata prima di iniziare a nuotare: 1.575 m/s

Qui il dato chiave non è solo la differenza di velocità, ma il concetto: aggiungere battuta alternata in quella fase può produrre decelerazione marcata.

Cues Tecnici Essenziali

  • Continuità prima di tutto: l’uscita deve essere un ponte, non un “cambio marcia” brusco.
  • Assetto: l’ultima delfinata deve aiutare a mantenere linea e ridurre l’innalzamento eccessivo della testa (che aumenta resistenza).
  • Timing: l’ultima delfinata non è “un colpo in più” a caso: deve cadere mentre il braccio si prepara alla presa iniziale, così da trasferire impulso alla prima bracciata.

Esercizi Di Allenamento

Obiettivo: automatizzare timing e continuità.

  1. Braccia stile + gambe delfino (25 m)
    • Braccia stile libero completa, ma gambe sempre a delfino.
    • Focus: sentire l’innesto dell’ultima delfinata sul primo ciclo.
    • Progressione: prima con pinne, poi senza.

  2. Virata + 6–8 gambe delfino + 1 ciclo stile (ripetute brevi)

    • Si lavora sulla qualità dell’uscita, non sul volume.

    • Recupero ampio, esecuzione “da gara”.

  3. 15 m dal muro cronometrati (2 strategie a confronto)

    • A) delfinata + ultima delfinata di raccordo + prima bracciata

    • B) delfinata + 2–3 battute alternate + prima bracciata

    • Poi si confronta: tempo, velocità percepita, controllo assetto.

    • Utile anche per creare consapevolezza nell’atleta: spesso “B” sembra comoda ma è più lenta.

Sintesi Operativa

Per molti stileliberisti, la perdita di velocità non avviene “in nuotata”, ma nell’uscita: quando la delfinata subacquea (fase rapida) viene “spenta” da una transizione inefficiente (fase di freno). Lavorare su un breakout con ultima delfinata temporizzata è una soluzione concreta perché:

  • riduce l’uso di una fase mediamente più lenta (battuta alternata in risalita),
  • limita il costo del cambio di coordinazione,
  • aiuta a trasferire l’inerzia subacquea al primo ciclo di superficie.

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 GIUSY  CISALE A law graduate and practicing attorney for 15 years, Giusy Cisale balanced her professional career with her passion for swimming by founding and managing her swimming-focused blog, Scent of Chlorine. Her expertise in the sport led her to collaborate with Italian swimming news websites starting in 2015, before joining …

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