Articolo in inglese a cura di Olivier Poirier-Leroy
Le uscite (breakout) non sono un dettaglio estetico: sono un passaggio tecnico ad alta velocità che decide se l’energia generata da tuffo/virata viene trasferita alla nuotata di superficie oppure “si disperde” proprio nel momento più delicato della vasca. Nello stile libero la difficoltà è specifica: richiede una transizione pulita dalla delfinata subacquea alla battuta alternata di superficie e alla prima bracciata.
Perché L’Uscita A Stile Libero È Più “Fragile” Di Quanto Sembra
1) La battuta alternata è più lenta della delfinata (in subacquea)
Quando si confrontano delfinata e battuta alternata in condizioni controllate su nuotatori d’élite, la delfinata risulta mediamente più veloce. In uno studio recente (Yamakawa et al., 2025) i valori medi riportati sono:
- Delfinata: 1.41 m/s
- Battuta alternata: 1.21 m/s
Tradotto in pratica: molti atleti escono dall’ultima delfinata “forte”, poi inseriscono qualche battuta alternata per risalire e rallentano proprio nel breakout. È un freno nascosto, spesso non percepito dall’atleta.
2) Il cambio di coordinazione può interrompere la continuità
La delfinata è un movimento in-fase (arti inferiori lavorano insieme in una catena ondulatoria). La battuta alternata è anti-fase (alternanza su/giù). Il passaggio tra schemi motori diversi può creare un micro-“taglio” di continuità: perdita di fluidità, variazione d’assetto, incremento di resistenza, e quindi calo di velocità.
Un Confronto Utile: Stile Libero vs Farfalla Nelle Uscite
Un’analisi ampia sulle traiettorie di velocità tra subacquea, breakout e nuotata centrale (Gonjo et al., 2025; campione ~350 nuotatori) evidenzia un punto chiaro: una quota rilevante di stileliberisti non mantiene la velocità subacquea nella prima bracciata di superficie. Circa il 40% mostra un calo di velocità nel breakout rispetto alla velocità di nuotata “a metà vasca”.
Nei farfallisti sprinter, invece, il quadro tende a essere opposto: 60–70% risulta più veloce nel breakout rispetto alla nuotata centrale. Una spiegazione plausibile è la continuità: la delfinata “si innesta” naturalmente nella farfalla, senza cambio marcato di coordinazione.
Anche i tempi di transizione verso la prima bracciata, misurati su specialisti nazionali (Trinidad et al., 2020; n=74), confermano differenze nette:
- Farfalla: 0.26 s
- Stile libero: 0.47 s
- Dorso: 0.88 s
La Soluzione Tecnica: “Breakout Con Ultima Delfinata”
Per ridurre la decelerazione, l’idea operativa è semplice: evitare la battuta alternata “di risalita” e usare invece una ultima delfinata ampia e temporizzata che accompagni l’inizio della prima bracciata.
In pratica:
- gambate a delfino subacquee efficaci e veloci
- ultima delfinata “di raccordo” mentre il corpo inizia a salire
- prima bracciata (e primo ciclo) senza “passaggio a vuoto”
Uno studio (Takeda et al., 2020) ha confrontato due strategie fino ai 15 m:
- Delfinata che entra direttamente nella prima bracciata: 1.888 m/s
- Delfinata seguita da battuta alternata prima di iniziare a nuotare: 1.575 m/s
Qui il dato chiave non è solo la differenza di velocità, ma il concetto: aggiungere battuta alternata in quella fase può produrre decelerazione marcata.
Cues Tecnici Essenziali
- Continuità prima di tutto: l’uscita deve essere un ponte, non un “cambio marcia” brusco.
- Assetto: l’ultima delfinata deve aiutare a mantenere linea e ridurre l’innalzamento eccessivo della testa (che aumenta resistenza).
- Timing: l’ultima delfinata non è “un colpo in più” a caso: deve cadere mentre il braccio si prepara alla presa iniziale, così da trasferire impulso alla prima bracciata.
Esercizi Di Allenamento
Obiettivo: automatizzare timing e continuità.
- Braccia stile + gambe delfino (25 m)
- Braccia stile libero completa, ma gambe sempre a delfino.
- Focus: sentire l’innesto dell’ultima delfinata sul primo ciclo.
- Progressione: prima con pinne, poi senza.
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Virata + 6–8 gambe delfino + 1 ciclo stile (ripetute brevi)
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Si lavora sulla qualità dell’uscita, non sul volume.
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Recupero ampio, esecuzione “da gara”.
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15 m dal muro cronometrati (2 strategie a confronto)
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A) delfinata + ultima delfinata di raccordo + prima bracciata
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B) delfinata + 2–3 battute alternate + prima bracciata
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Poi si confronta: tempo, velocità percepita, controllo assetto.
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Utile anche per creare consapevolezza nell’atleta: spesso “B” sembra comoda ma è più lenta.
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Sintesi Operativa
Per molti stileliberisti, la perdita di velocità non avviene “in nuotata”, ma nell’uscita: quando la delfinata subacquea (fase rapida) viene “spenta” da una transizione inefficiente (fase di freno). Lavorare su un breakout con ultima delfinata temporizzata è una soluzione concreta perché:
- riduce l’uso di una fase mediamente più lenta (battuta alternata in risalita),
- limita il costo del cambio di coordinazione,
- aiuta a trasferire l’inerzia subacquea al primo ciclo di superficie.
