Il 28 gennaio ricorrono 60 anni dalla tragedia di Brema, il lutto più grave nella storia del nuoto italiano. Era il 1966 quando il volo Lufthansa 405, un Convair CV-440 partito da Francoforte e diretto a Brema, precipitò durante la fase di atterraggio: non ci furono superstiti. Tra le 46 vittime c’era una selezione della nazionale italiana di nuoto, in viaggio verso il meeting di Brema, allora una delle manifestazioni più prestigiose della stagione invernale, trasmessa in eurovisione e capace di riunire anche atleti extraeuropei.
Su quell’aereo viaggiavano Bruno Bianchi (22), Amedeo Chimisso (19), Sergio De Gregorio (19), Carmen Longo(18), Luciana Massenzi (20), Chiaffredo “Dino” Rora (20), Daniela Samuele (17), accompagnati dal tecnico Paolo Costoli (55) e dal giornalista e telecronista RAI Nico Sapio (36), voce storica del nuoto italiano. La tragedia colpì profondamente il Paese: venne proclamato il lutto nazionale e ai funerali parteciparono, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Aldo Moro e il Ministro della Difesa Giulio Andreotti. Per il movimento natatorio italiano fu uno strappo generazionale difficile da colmare, perché quei ragazzi rappresentavano una parte rilevante della nazionale dell’epoca.
A sessant’anni di distanza, la Federazione Italiana Nuoto ha annunciato una serie di iniziative per onorare la memoria degli Azzurri e di chi li accompagnava in quella trasferta.
Le Iniziative FIN Per Il 60° Anniversario
Alla Camera dei Deputati, alle 13:30, il presidente FIN Paolo Barelli ricorderà i caduti di Brema in un intervento istituzionale.
Nelle piscine di tutta Italia, la Federazione ha invitato le società affiliate a interrompere le attività per un minuto alle 18:50, l’ora dell’incidente, prevedendo anche la lettura di un testo di ricordo negli impianti.
A Brema, alle 14:00, in Nordelander Strasse (dove sorgono due stele in memoria dei caduti italiani e tedeschi), si terrà un momento commemorativo con una delegazione federale guidata dal direttore tecnico Cesare Butini e dal plurimedagliato azzurro Luca Dotto. Prevista la partecipazione del Console Generale d’Italia ad Hannover Piero Vaira, di una delegazione del Comites, di un rappresentante della comunità ecclesiale locale, oltre a familiari e cittadini.
A Trieste, al Centro Federale intitolato a Bruno Bianchi, alle 10:30, è prevista una cerimonia organizzata dal comitato regionale presieduto da Sergio Pasquali, insieme al direttore Franco Del Campo e a Laura Sterni, presidente della sezione triestina dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia.
A Bologna, presso la piscina “Carmen Longo”, alle 10:30, la SO.GE.SE. (gestore dell’impianto) promuoverà una celebrazione con il patrocinio del Comune di Bologna, CONI e FIN Emilia-Romagna. Annunciata la presenza del presidente del comitato Pietro Speziali e dell’assessora allo sport Roberta Li Calzi, oltre alla sezione locale ANAOOI.
A Firenze, alle 12:00, il vicepresidente vicario FIN Andrea Pieri, l’assessora allo sport Letizia Perini, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il presidente del comitato regionale Roberto Bresci deporranno una corona all’ingresso della piscina Costoli, intitolata all’allenatore scomparso. Nel pomeriggio, Pieri ricorderà i caduti anche durante un evento nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, dedicato allo sport fiorentino.
Il Docufilm Su Sky E La Memoria Che Continua
A partire dalle 8:00, Sky trasmetterà il docufilm di 30 minuti “La fatale coincidenza. Il nuoto azzurro nel cielo di Brema ’66”, a cura di Riccardo Re e Silvia Vallini, con regia e montaggio di Flavio Chioda, dedicato alle vittime e alla ricostruzione della tragedia, con contributi e testimonianze.
Il ricordo di Brema, per la FIN, non si esaurisce nella ricorrenza. Dal 1981 il campionato a squadre è legato alla Coppa Caduti di Brema, e ogni anno la Federazione partecipa con una selezione nazionale al Trofeo Nico Sapio di Genova, diventato tappa significativa della stagione invernale. Nel 2016, in occasione del 50° anniversario, la FIN ha affisso targhe commemorative in diversi impianti intitolati alle vittime, tra Genova, Firenze, Trieste, Torino, Milano, Venezia, Bologna e Roma. Gli Azzurri sono ricordati anche da una stele allo Stadio del Nuoto di Roma e al Tempio Sacrario degli sport acquatici e nautici sulla strada verso Brunate.
Sessant’anni dopo, Brema resta una ferita aperta e un punto fermo della memoria sportiva italiana. Il gesto più semplice — fermarsi, in silenzio, tutti insieme — è anche quello che somiglia di più al rispetto: quello che lo sport, quando sa essere comunità, non dimentica.
