Quando L’Oro Non Basta A Renderti Felice, Qual É La Misura Del Successo?

C’è un momento, nei grandi campionati, in cui le parole rivelano più del tempo sul tabellone. Summer McIntosh ieri sera ha vinto il bronzo negli 800 stile libero, ma il podio le sta stretto. E anche un oro con record personale non le basta. A 18 anni, la giovane canadese sembra aver dimenticato come si gode una vittoria.

QUANDO IL PODIO NON BASTA

Dopo il bronzo negli 800 stile libero, niente lacrime, ma lucidità e frustrazione mescolate insieme. “Non è nemmeno vicino a quello che volevo”, ha detto. Né il tempo, né il piazzamento, né l’esecuzione della gara.

Eppure, era una medaglia mondiale. Eppure, aveva dato tutto.

“Ovviamente non è neanche lontanamente quello che volevo. Né come tempo, né come piazzamento, né per come ho gestito la gara. Sapevo che negli ultimi 150 metri ho dato tutto, ma è stata la gara più dura da quando sono qui.”

Il mio stile libero è stato altalenante negli ultimi anni. Ho ancora molto da imparare in questa gara, è solo la seconda volta che la nuoto a livello internazionale – la prima avevo 14 anni.

C’è rispetto per le avversarie, certo. Ma c’è soprattutto un’analisi chirurgica di ciò che non ha funzionato, con un’intensità che spiazza per la sua giovane età.

Pensavo troppo a Katie, a non lasciarla scappare. Avrei dovuto nuotare la mia gara. Sono andata più forte in primavera, ma qui sono molto più stanca. È una grande lezione per me. Odio perdere più di quanto ami vincere – ed è un sentimento che porto con me in allenamento, ogni giorno.

A leggerla così, si stenta a ricordare che stiamo parlando di un’atleta diciottenne, con al collo già 4 ori olimpici e una carriera che potrebbe portarla in cima a ogni record. E invece no: a Singapore, Summer McIntosh sembra sempre sul punto di rimproverarsi qualcosa. Anche quando arriva l’oro.

QUANDO L’ORO NON BASTA

Il punto è proprio lì. Non si tratta di vincere o perdere, ma di non raggiungere un obiettivo quasi mitico, quello che lei stessa si pone ogni volta che scende in acqua.

L’oro non basta.

Il podio non basta.

Serve la perfezione. O almeno l’illusione di esserci vicini.

E allora tutto trova un senso se si torna a tre giorni prima, alla finale dei 200 metri farfalla. McIntosh tocca la piastra, guarda il tabellone e la prima reazione – inequivocabile, umanissima – è un “fu*k!” sussurrato ma visibile.

Nonostante l’oro.

Nonostante il nuovo primato personale, nonostante quel 2:01.99 sia a 18 centesimi dal Record del Mondo. Nonostante una gara “forte dall’inizio alla fine”. Aveva mancato il record del mondo, rovinando secondo lei gli ultimi 15 metri.

Era quello il nostro obiettivo. È per questo che mi sto allenando. Quando ci arrivi così vicino e non lo prendi… beh, sono un po’ frustrata.

Due gare. Due medaglie. Due ottime prestazioni. Ma un unico filo conduttore: la sensazione di non aver fatto abbastanza.

A diciott’anni, Summer sembra già schiacciata dal peso di uno standard assoluto, quello che divide il talento normale dall’eccezionalità.

Non c’è nulla di sbagliato nell’essere ambiziosi. Ma c’è qualcosa di profondo da interrogarsi quando la linea tra eccellenza e frustrazione diventa così sottile da cancellare tutto il resto. Il percorso – quello che forgia, che insegna, che a volte consola – sembra non avere più spazio. E invece dovrebbe. Perché a diciott’anni il percorso dovrebbe contare ancora più del traguardo.

La scintilla che ha reso McIntosh una fuoriclasse già a 14 anni sta forse diventando una fiamma che sta bruciando troppo in fretta e la ricerca della perfezione rischia di offuscare la bellezza del viaggio.

Tra un 800 e un 200 farfalla, tra una medaglia mondiale e un record mancato, il vero margine di crescita per Summer McIntosh non è il cronometro. Ma il modo in cui imparare ad accettare che anche il quasi-perfetto ha un valore.

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stefano
10 months ago

La cattiveria agonistica é un atteggiamento positivo per un atleta, perché é sinomino di una forte determinazione e volgia di migliorare.
Dopo ovviamente deve imparare a gestire questa “rabbia” e non può, metaforicamente parlando “prendere a calci gli avversari che lo hanno battuto”, mandare affan i giornalisti, gli amici e tutti gli altri, deve semplicemente imparare ad ingoiare ed andare oltre, questo anche facendo dei sorrisi di circostanza.
@Stefano Tiozzi non preoccuparti di quello che faccio io nella vita.

Stefano
10 months ago

Non capisco il senso di questo articolo, fare un analisi sull’incaxxatura di una sportiva per non aver ottenuto quello che desiderava?
Mi pare una cosa normale, normalissima.
Chiedete alle varie medaglie d’argento o di legno se sono felici.
Si, forse riescono a mascherare meglio la rabbia e la delusione di una “ragazzina” solo 18enne, ma crescerà anche lei e imparerà a fare i sorrisi di circostanza poi quando sarà sola potrà prendere a calci gli armadi e tirare giù tutti i santi del paradiso

stefano tiozzi
Reply to  Stefano
10 months ago

Se questa ragazzina dovesse davvero imparare a fare i sorrisi di circostanza, allora le sue medaglie sarebbero la dimostrazione di quanto vacuo e nocivo sia questo modo di intendere l’agonismo.
Ma la cosa più assurda è che si riesca a dire una bestialità di questo genere senza rendersi conto che la tristezza non può misurare il successo, nemmeno quando è mascherata dietro un sorriso di circostanza.
Spero sinceramente che tu non faccia di mestiere l’allenatore.

Ed Roger
Reply to  stefano tiozzi
9 months ago

Lei non è contenta perchè stà vivendo una vita totalmente impostata, è entrata in un ingranaggio più grande di lei e non ne può uscire. Le aspettative che le mettono addosso sono dei macigni. Il fatto che dall’altra parte del mondo qualcuno la stia analizzando come una cavia ne è la testimonianza. La tristezza che traspare dal suo sguardo va oltre il nuoto, i risultati e i tempi. Spero, e le auguro, che crescendo riuscirà a vivere la vita che vuole davvero.

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

 GIUSY  CISALE A law graduate and practicing attorney for 15 years, Giusy Cisale balanced her professional career with her passion for swimming by founding and managing her swimming-focused blog, Scent of Chlorine. Her expertise in the sport led her to collaborate with Italian swimming news websites starting in 2015, before joining …

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