World Aquatics annuncia la partnership con lo storico marchio di birra per i Mondiali e i Mondiali Master di Singapore. Un cambio di rotta che strizza l’occhio ai grandi modelli dello sport globale.
Nel pieno del conto alla rovescia verso i Mondiali di Nuoto 2025, in programma dall’11 luglio al 3 agosto a Singapore, arriva un annuncio destinato a far discutere: Corona sarà il fornitore ufficiale di birra per l’evento iridato e per i World Aquatics Masters Championships, che si svolgeranno in contemporanea.
La birra messicana, amatissima negli Stati Uniti dove è leader tra i marchi importati e in forte espansione a livello globale, non ha ancora una presenza significativa sul mercato di Singapore. Ma la scelta, evidentemente, non punta solo al ritorno locale. Anzi: è una mossa che guarda all’internazionalizzazione e alla visibilità globale di uno sport che da troppo tempo fatica ad attrarre nuovi investimenti.
Un Segnale Chiaro: Il Nuoto Vuole Crescere
Storicamente, il nuoto e gli sport acquatici hanno sempre mantenuto una certa distanza dalle sponsorizzazioni legate ad alcol e gioco d’azzardo, privilegiando un’immagine più “family-friendly”. Ma i tempi cambiano. E, come già accade in sport di primo piano – pensiamo a Heineken nella Champions League, a Peroni 0.0 in Formula 1 o alle storiche partnership tra la Guinness e il Sei Nazioni di rugby – anche il mondo del nuoto sembra pronto a entrare in una nuova fase della sua evoluzione commerciale.
È inevitabile: in un ecosistema sportivo sempre più competitivo e affollato, mantenere lo status quo non basta più. Serve osare. Serve attrarre nuovi sponsor e nuovi pubblici. E se oggi una birra può diventare motore di engagement, visibilità e branding, allora è un investimento da considerare.
Il Paradosso Di Al Musallam
A rendere ancora più curioso l’annuncio è il fatto che l’accordo sia stato firmato sotto la presidenza di Captain Husain Al Musallam, dirigente kuwaitiano a capo di World Aquatics, proveniente da un Paese dove l’alcol è vietato per legge. Un ulteriore esempio della complessità di un curriculum internazionale fatto di contraddizioni e scelte strategiche.
«L’entusiasmo cresce nella grande famiglia degli sport acquatici per i Campionati Mondiali di Singapore – ha dichiarato Al Musallam – e siamo entusiasti che Corona faccia parte di questo evento spettacolare. Non vediamo l’ora di collaborare per offrire esperienze memorabili ad atleti, tifosi e stakeholder».
Un’Evoluzione Necessaria
L’introduzione di sponsor legati all’alcol non rappresenta uno “strappo” con il passato, ma piuttosto un adattamento a un contesto che evolve. Basti pensare alla Serie A, dove marchi come Moretti, Ichnusa o Nastro Azzurro sono stati compagni abituali di panchina. Oppure alla MotoGP e alla F1, dove la presenza di sponsor beverage è ormai la regola.
Il vero rischio per il nuoto, oggi, non è quello di “perdere la purezza”, ma di restare fermo. Se vogliamo vedere le tribune piene, l’atmosfera viva, e un pubblico adulto realmente coinvolto – come accade nei grandi eventi sportivi internazionali – bisogna iniziare a parlare anche il linguaggio del mercato.
Perché no, la birra non è per bambini. Ma i bambini non smetteranno di seguire il nuoto perché c’è una sponsorizzazione di una birra. Piuttosto, cresceranno in un contesto dove lo sport è vissuto anche come spettacolo, con passione e partecipazione trasversale. Come accade nel calcio, nel basket, e in tutti gli sport che hanno saputo crescere senza rinunciare alla propria anima.
È il momento che anche il nuoto impari a farlo. Con misura, certo. Ma senza più paura di sembrare troppo “adulti”.
