I Commonwealth Games 2026 segneranno la fine della carriera agonistica di Shayna Jack. La velocista australiana, due volte campionessa olimpica con le staffette, ha annunciato che lascerà il nuoto al termine della manifestazione di Glasgow, chiudendo un percorso che l’ha vista protagonista assoluta della velocità australiana negli ultimi dieci anni.
L’annuncio è arrivato attraverso un emozionante video pubblicato su Instagram insieme al suo storico allenatore Dean Boxall, con il quale lavora dal 2018. Jack ha spiegato di aver voluto condividere pubblicamente questa decisione proprio accanto al tecnico che l’ha accompagnata nei momenti più belli e in quelli più difficili della sua carriera.
«Voglio lasciare questo sport a testa alta, orgogliosa di chi sono, di ciò che ho rappresentato e di quello a cui sto dicendo addio», ha raccontato la ventisettenne australiana.
L’addio arriva dopo gli ottimi risultati ottenuti ai Trials australiani di giugno, dove Jack ha conquistato il secondo posto nei 50 stile libero in 24.37 e il terzo nei 100 stile libero in 52.96, guadagnandosi la convocazione per i Commonwealth Games. Aveva invece rinunciato ai Pan Pacific Championships, una scelta di cui ora è chiara la motivazione.
La carriera internazionale di Jack era iniziata prestissimo, con numerose medaglie ai Mondiali Juniores tra il 2013 e il 2015 e ai Junior Pan Pacific Championships del 2014. Il debutto tra i senior arrivò ai Mondiali di Budapest 2017, dove contribuì immediatamente alle staffette australiane conquistando tre medaglie.
Il primo grande momento arrivò però ai Commonwealth Games 2018, quando aprì la storica 4×100 stile libero australiana che stabilì il record del mondo in 3:30.05. Nello stesso anno entrò a far parte del gruppo di Dean Boxall, una collaborazione destinata a cambiare la sua carriera.
Pochi mesi più tardi, però, tutto si fermò. Nel 2019 risultò positiva al Ligandrol durante un controllo antidoping fuori competizione. Jack si è sempre dichiarata innocente e, dopo una lunga battaglia legale, il Tribunale Arbitrale dello Sport ridusse la squalifica da quattro a due anni, riconoscendo che non aveva assunto volontariamente la sostanza proibita. Anche il successivo ricorso della WADA e di Sport Integrity Australia venne respinto, consentendole di tornare definitivamente alle competizioni nel 2021.
Il ritorno fu immediato e vincente. Ai Mondiali di Budapest 2022 conquistò il suo primo titolo mondiale in vasca lunga con la 4×100 stile libero e aggiunse l’argento nella staffetta mista. Poche settimane dopo, ai Commonwealth Games di Birmingham, vinse l’oro con la 4×100 stile libero, l’argento individuale nei 100 stile libero e il bronzo nei 50 stile libero.
Il 2023 rappresentò probabilmente il punto più alto della sua carriera. Ai Mondiali di Fukuoka conquistò cinque medaglie, comprese tre d’oro nelle staffette. Nella finale della 4×100 stile libero lanciò l’Australia verso il record del mondo con una straordinaria frazione da 51.69, mentre in batteria firmò anche il personale di 52.28 nei 100 stile libero.
Dopo aver saltato i Giochi di Tokyo a causa della squalifica, Jack riuscì finalmente a qualificarsi per le Olimpiadi di Parigi 2024. In Francia conquistò due medaglie d’oro con le staffette 4×100 e 4×200 stile libero, oltre a disputare le finali individuali dei 50 e dei 100 stile libero, chiudendo rispettivamente all’ottavo e al quinto posto.
Il 2025 sembrava aver segnato un rallentamento, con la mancata qualificazione ai Mondiali, ma nel 2026 è riuscita a riconquistare un posto nella nazionale australiana. Ora i Commonwealth Games rappresenteranno l’ultimo palcoscenico di una carriera fatta di successi, record, cadute e rinascite.
Per l’Australia sarà il saluto a una delle protagoniste della generazione che ha riportato le staffette femminili ai vertici del nuoto mondiale.
