Siobhan Haughey continua a mandare segnali importanti in vista della seconda parte della stagione internazionale. Dopo i risultati ottenuti al Bergen Swim Festival, la quattro volte medagliata olimpica ha confermato a SwimSwam che il percorso verso Los Angeles 2028 resta l’obiettivo principale, anche se una decisione definitiva arriverà soltanto dopo gli Asian Games del 2026.
In Norvegia, Haughey ha nuotato uno dei migliori weekend della sua stagione. Nei 200 stile libero ha vinto in 1:54.31, nuovo record della manifestazione e tempo addirittura più veloce rispetto all’1:54.55 che le era valso il bronzo olimpico a Parigi. Il giorno successivo, nei 100 stile libero, ha chiuso seconda in 52.40 alle spalle della campionessa mondiale Marrit Steenbergen, vincitrice in 52.33. Entrambe le prestazioni sarebbero bastate per conquistare l’oro mondiale a Singapore 2025.
L’ex atleta della University of Michigan ha spiegato di essere ancora nel pieno del lavoro in altura e di non aver alleggerito particolarmente il carico di allenamento nelle ultime settimane. Proprio per questo considera i risultati ottenuti tra Stoccolma e Bergen un’indicazione molto positiva.
Haughey ha raccontato di apprezzare molto il calendario europeo di inizio stagione, sottolineando come meeting ravvicinati come Stoccolma, Bergen e Mare Nostrum rappresentino una preparazione utile in vista dei grandi appuntamenti internazionali, simulando il ritmo di gare consecutive tipico di Mondiali e Olimpiadi.
Dopo il ritorno a Hong Kong per un nuovo blocco di allenamento, la campionessa asiatica tornerà infatti in Europa per il circuito Mare Nostrum e resterà nel continente fino al Trofeo Settecolli di Roma, uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate internazionale.
Nel programma stagionale di Haughey ci sono poi gli Asian Games, la possibile partecipazione alla World Cup e anche i Mondiali in vasca corta. La priorità, ha spiegato, sarà però gestire il calendario senza arrivare scarica mentalmente e fisicamente agli appuntamenti principali.
A quasi due anni dai Giochi di Los Angeles, il quadro non è ancora definitivo, ma le indicazioni cronometriche delle ultime settimane confermano che Haughey resta pienamente competitiva ai massimi livelli internazionali.
