Si sono aperte ieri le vendite dei biglietti per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, con l’accesso esteso al pubblico generale dopo la fase di prevendita riservata ai residenti di Los Angeles e Oklahoma City. Ma il dato più rilevante riguarda il nuoto: non sono più disponibili biglietti per le finali, già esauriti nella prima finestra di vendita.
La situazione si è definita già lunedì 6 aprile, quando la forte domanda nella fase “locals presale” ha esaurito l’intera disponibilità per le sessioni più ambite. Inizialmente si pensava che solo una parte dei biglietti fosse stata messa in vendita in anticipo, lasciando margine per il pubblico internazionale. In realtà, il sistema adottato dagli organizzatori si basa su una distribuzione per “drop”, e non per tipologia di acquirente.
Il comitato organizzatore ha chiarito sui propri canali ufficiali:
“A causa dell’elevata domanda durante la prevendita locale, alcuni sport non hanno più disponibilità nel primo drop. Se una sessione non appare, significa che non è più disponibile in questa fase. Nuovi biglietti saranno rilasciati nei prossimi drop, il prossimo entro fine anno.”
Tradotto: chi non è riuscito ad acquistare nella prima finestra dovrà attendere le successive tranche, senza garanzie sulla disponibilità per il nuoto. In assenza di nuovi biglietti nel secondo drop, l’unica alternativa potrebbe diventare il mercato secondario, la cui apertura ufficiale è prevista nel 2027, ma senza indicazioni chiare su eventuali limiti ai prezzi.
Al momento, per il nuoto restano disponibili solo biglietti per le batterie, esclusivamente nella categoria più alta. Secondo le prime segnalazioni, il prezzo per una sessione preliminare raggiunge i 1.116 dollari, una cifra che fotografa bene il livello della domanda.
A spiegare la dinamica è anche l’economista dello sport Victor Matheson, che ha sottolineato come:
“Ci sono più persone che mai disposte e in grado di pagare per eventi sportivi e musicali.”
Una pressione della domanda che, a fronte di un’offerta invariata, ha inevitabilmente spinto i prezzi verso l’alto.
Per il nuoto, disciplina centrale nel programma olimpico, il quadro è già chiaro a oltre due anni dall’evento: accesso limitato, domanda altissima e una competizione che si sposta, almeno in parte, anche fuori dalla vasca.
