World Aquatics ha pubblicato i dati relativi ai controlli antidoping effettuati nel primo trimestre del 2026, confermando un netto incremento dell’attività rispetto alla parte finale dello scorso anno.
Tra gennaio e marzo sono stati raccolti 1.102 campioni da 527 atleti appartenenti a 68 nazionalità differenti, in collaborazione con la International Testing Agency. I numeri comprendono soltanto i controlli coordinati direttamente da World Aquatics e non includono quelli effettuati da altre agenzie nazionali o internazionali autorizzate.
L’Europa è stata l’area geografica maggiormente interessata dai test, con il 60,6% dei campioni raccolti nel continente. Il dato arriva a poche settimane dall’annuncio della World Anti-Doping Agency relativo alle 302 sanzioni inflitte a 291 atleti russi sulla base dei dati del database di Mosca del 2019; tra questi figuravano anche sette atleti degli sport acquatici.
Il totale dei 1.102 campioni rappresenta quasi un raddoppio rispetto all’ultimo trimestre del 2025, quando erano stati effettuati 684 controlli. Restano comunque inferiori rispetto ai primi tre trimestri del 2025:
- Q1 2025: 1.413 campioni
- Q2 2025: 1.845 campioni
- Q3 2025: 1.403 campioni
- Q4 2025: 684 campioni
- Q1 2026: 1.102 campioni
World Aquatics ha inoltre reso noto il numero di richieste di TUE (Therapeutic Use Exemption), le esenzioni terapeutiche che consentono agli atleti di utilizzare determinate sostanze vietate per necessità mediche certificate.
Nel primo trimestre del 2026 sono state presentate 13 richieste: 10 sono state approvate o riconosciute, 2 sono state ritirate o considerate non necessarie, mentre una risulta ancora in fase di valutazione.
Le TUE rappresentano uno degli aspetti più delicati del sistema antidoping internazionale, soprattutto negli sport di alto livello dove alcune patologie croniche — come l’asma — richiedono trattamenti compatibili con i protocolli medici e regolamentari.
