Il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficializzato calendario e sedi delle Olimpiadi Giovanili 2026, che si disputeranno in Senegal tra Dakar, Saly e Diamniadio dal 31 ottobre al 13 novembre 2026. L’edizione africana rappresenta il recupero dei Giochi originariamente previsti nel 2022 e rinviati a causa della pandemia.
Saranno 25 gli sport in programma per un totale di 153 eventi a medaglia (73 maschili, 73 femminili e 7 mixed), mentre il nuoto si svolgerà dall’1 al 6 novembre presso l’Egg Tower Complex di Dakar, struttura completamente ricostruita dopo la decisione delle autorità senegalesi di intervenire sui difetti progettuali dell’impianto originario.
Il complesso comprenderà una vasca gara da 10 corsie con 562 posti a sedere, una vasca di allenamento da 6 corsiecon capienza di 800 spettatori e una piscina dedicata ai tuffi con 688 posti. Il cronometraggio sarà affidato al sistema Omega. Nonostante la presenza dell’impianto, i tuffi non saranno inseriti nel programma, rendendo il nuoto l’unica disciplina acquatica dell’edizione 2026.
Il format tecnico resterà quello tradizionale delle Olimpiadi Giovanili: ogni nazione potrà schierare quattro atleti maschi e quattro femmine, con età compresa tra 14 e 17 anni, garantendo la partecipazione alle staffette ma mantenendo roster ridotti. Oltre alle qualificazioni basate sui risultati cronometrici, saranno assegnati anche posti di universalità per favorire la presenza di nuovi Paesi nel movimento olimpico.
Nel corso delle precedenti edizioni, la manifestazione si è rivelata un importante trampolino di lancio per numerosi futuri protagonisti del nuoto mondiale, tra cui Kristóf Milák, Kaylee McKeown, Kliment Kolesnikov, Andrei Minakov, Thomas Ceccon, Anastasia Gorbenko e Barbora Seemanová, molti dei quali sono poi saliti sul podio olimpico nelle edizioni successive dei Giochi.
L’edizione di Dakar rappresenterà inoltre un passaggio simbolico per il movimento olimpico, sempre più orientato a coinvolgere nuove aree geografiche e a sviluppare infrastrutture sportive in continenti emergenti, consolidando il ruolo delle Olimpiadi Giovanili come piattaforma di crescita sportiva e culturale globale.
