Perchè e Come Uscire dalla Propria COMFORT ZONE nel Nuoto

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

January 02nd, 2018 Italia

Nuotare ci fa stare bene. In acqua ci sentiamo al sicuro, tranquilli, come se fosse un impostazione predefinita.

Nulla in acqua può ferirci, sia mentalmente che fisicamente.

L’immobilismo però non crea evoluzioni. Il nuoto non è solo uno sport tranquillo e ad impatto zero.

Il nuoto è avventura. E’ essere disposti a fare ciò che non siamo mai stati in grado di fare prima. Se guardi il nuoto da questo punto di vista, ogni giorno vedrai la piscina come un’opportunità per fare qualcosa che non hai mai fatto prima.

Ripensa allora all’ultima volta che ti sei sorpreso di te stesso. Ripensa a quando hai mantenuto un ritmo che non avevi mai auto prima.  Oppure a quando in allenamento hai ottenuto un tempo migliore rispetto alla tua ultima gara.

Quei momenti, quei sussulti viscerali e ad alta capacità sono esaltanti, no? Per i giorni successivi hai pensato a quella performance, desiderando di poterla afferrare e trattenerla per sempre.

Non c’è motivo per cui tu non possa manipolare questi sentimenti e mantenerli costanti.

Ogni giorno vai in piscina e fai qualcosa che non hai mai fatto prima. Vivi sull’orlo dell’ignoto e osa raggiungere ogni giorno qualcosa di grande, nuovo e sconosciuto.

Ecco 5 consigli per aiutarti a liberarti dalla tua zona di comfort:

1. Le sfide con sè stessi sono le migliori .

Certo, può essere gratificante superare le aspettative che qualcun altro ha di te (es. Allenatore, genitori, compagni di squadra e così via), ma i momenti più gratificanti sono soprattutto quando ti butti fuori da una zona di comfort che hai creato per te stesso. Nulla è gratificante come avere un piano per ottenere qualcosa e metterlo in pratica completamente.

Identifica le cose che limitano il tuo modo di pensare, che ti tengono bloccato mentalmente, e quindi crea sfide basate soprattutto su di loro.

2. Cambia il tuo ambiente.

La nostra zona di comfort è di familiarità e sicurezza. Sono le persone con le quali ci circondiamo. Le abitudini che abbiamo. Le attitudini e i comportamenti che portiamo con noi nel corso della giornata.

Cerca amici e compagni di squadra che condividono il desiderio di dare la caccia all’eccellenza ovunque si trovi. Cerca le influenze positive ed infine migliora le tue abitudini.

3. Affronta le tue paure a piccoli passi .

Spesso siamo parcheggiati nella nostra zona di comfort perché quello che si nasconde dall’altra parte ci fa sentire ansiosi e spaventati. Cosa succede se le nostre capacità non corrispondono a ciò che sogniamo per noi stessi?

Identifica cos’è che ti ha chiuso in quella zona, cosa ti blocca. Dopo, fai piccoli passi per sbloccarti. Non devono essere passi tali da scuotere il terreno, ma abbastanza sostanziosi da diventare energici e sentirsi abbastanza fiduciosi da continuare ad andare avanti.

4. Non farà tanto male come pensi.

Tendiamo a costruire l’ignoto nelle nostre menti.

Quando ho iniziato, ogni volta che il mio allenatore mi proponeva qualcosa di nuovo io gli domandavo “Posso morire se lo faccio”?

Tutto mi spaventava: serie veloci, esercizi o lavoro di resistenza. Ad ogni novità sentivo panico e disagio.

Eppure, ogni volta accadeva qualcosa di incredibile. A parte la sopravvivenza, ogni volta mi chiedevo perchè mi torturavo mentalmente ad anticipare un’esperienza che giudicavo come impossibile da superare.

Quando senti di non potercela fare, ripensa a tutte le volte in cui ti sei preoccupato fino al punto di non agire, lo hai comunque fatto e ne sei uscito dall’altra parte relativamente incolume.

Il mio allenatore mi diceva sempre “Non preoccuparti che non muori ed in ogni caso abbiamo il defibrillatore!”

Abbi fede nel fatto che sei molto più duro – sia mentalmente che fisicamente – di quanto tu non ti dia credito.

5. Sii irragionevole.

Chi rimane nella propria comfort zone pensa di non essere in grado di potere fare di più di quello che già fa.

Si ha paura di testare i propri limiti perchè si teme il fallimento. Eppure abbiamo imparato a camminare cadendo. Da piccoli una caduta anche rovinosa dalla bicicletta ci ha forse tolto l’entusiasmo di tornare in sella il giorno dopo?

Quando cresciamo tendiamo a mettere da parte l’irragionevolezza e la voglia di superare i limiti. Ogni volta ripensiamo ai fallimenti del passato, alle vecchie ferite. Spesso ci facciamo condizionare dal giudizio degli altri.

Tutto questo crea un muro nella nostra mente che ci fa percepire come pericoloso ed irrazionale qualcosa che in realtà non solo non lo è, ma potrebbe essere la nostra routine di domani.

Un pizzico di pazzia nel nuoto, di completa irrazionalità, può aprire la mente e creare una forza fisica mai avuta prima.

Ti dicono che non potrai mai finire un 400mx? Ti sei convinto anche tu di non esserne in grado?

Provalo. Lavoraci. E’ una follia? Sii folle allora, ma non crogiolarti nella comfort zone se senti di poter essere di più.

 

Ispirata da Your Swim Book di Olivier Poirier Leroy

YourSwimBook è una guida per la registrazione degli obiettivi e degli allenamenti progettata appositamente per i nuotatori professionisti. Comprende un diario di dieci mesi, una sezione completa degli obiettivi, valutazioni mensili da completare con il tuo coach e molto altro. 

NOVITÀ: ora abbiamo poster di nuoto motivazionali . Cinque  in realtà.

Unisciti al gruppo della newsletter settimanale YourSwimBook e ricevi suggerimenti motivazionali e più direttamente nella tua casella di posta. Registrati gratis qui .

Leave a Reply

Be the First to Comment!

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Avvocato civilista con un'innata passione verso la scrittura. Dalla fobia dell'acqua all'amore incondizionato verso di essa. Dal 2015 scrittrice di nuoto, prediligendo le emozioni che l'acqua trasmette. Atleta Master stileliberista, Ufficiale di Gara nuoto della Federazione Italiana Nuoto,  ma soprattutto "Swim Mum".

Read More »