Tra le voci più autorevoli che si sono espresse contro gli Enhanced Games si aggiunge ora quella di Ariarne Titmus. La campionessa olimpica australiana, ritiratasi dalle competizioni nell’ottobre 2025, ha commentato senza mezzi termini il progetto che consente agli atleti di gareggiare senza le tradizionali restrizioni antidoping.
Ospite del Will & Woody Podcast,, Titmus ha dichiarato che l’iniziativa le provoca letteralmente rabbia.
“Francamente, mi fanno ribollire il sangue. Detesto quello che stanno facendo. Penso che stiano minando tutto ciò che rappresenta lo sport”.
L’australiana ha spiegato che la sua opposizione non riguarda soltanto l’aspetto regolamentare, ma soprattutto i principi che, a suo avviso, sono alla base dell’attività sportiva.
“I valori che insegniamo ai ragazzi attraverso lo sport, il senso di comunità, la determinazione, l’inseguire i propri sogni, il lavoro duro. E soprattutto il fatto che i nostri corpi non sono un esperimento scientifico”.
Nonostante i premi economici milionari promessi dagli organizzatori, Titmus ha escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento personale.
“Possono offrirmi una quantità illimitata di denaro, ma non parteciperei mai. Credo che i valori dello sport finiranno per prevalere”.
Secondo la quattro volte campionessa olimpica, il rischio maggiore è che alcuni atleti vengano attratti esclusivamente dagli incentivi finanziari. Tuttavia, resta convinta che il modello non abbia un futuro duraturo.
“Lo sport offre opportunità a persone di tutto il mondo. Questo è il vero spirito olimpico. Gli Enhanced Games sono sostenuti da persone molto ricche, ma non credo che un’emittente seria voglia davvero dare loro lo spazio che cercano. Spero sinceramente che questa iniziativa scompaia”.
Nel corso dell’intervista è inevitabilmente emerso anche il nome di James Magnussen, ex velocista australiano diventato uno dei volti simbolo degli Enhanced Games. Magnussen aveva attirato l’attenzione internazionale dichiarando pubblicamente di essere disposto a utilizzare ogni mezzo consentito dal regolamento della manifestazione per inseguire il record mondiale dei 50 stile libero.
Titmus ha riconosciuto la coerenza dell’ex collega, pur mantenendo una posizione nettamente contraria.
“Gli va riconosciuto che aveva detto: se qualcuno mi offre un milione di dollari per provare a battere il record del mondo, lo farò. E lo ha fatto davvero. Non si è tirato indietro”.
L’australiana, però, non è rimasta impressionata dal livello tecnico mostrato durante l’evento.
“Francamente, credo che la qualità delle prestazioni sia stata piuttosto mediocre”.
Nella parte finale dell’intervista, Titmus ha usato anche una punta di sarcasmo per criticare le condizioni offerte agli atleti.
“A questo punto tanto vale mettere pinne e palette. Si comportano come se avessero rivoluzionato il mondo, ma hanno a disposizione ogni tipo di aiuto possibile”.
La campionessa australiana ha poi citato il connazionale Cameron McEvoy, attuale primatista mondiale dei 50 stile libero, dichiarando di non vedere l’ora di rivederlo gareggiare secondo le regole tradizionali.
“Sono molto amica di Cam McEvoy e non vedo l’ora di vederlo tornare in gara e dimostrare che può battere quel record in modo legittimo”.
Le dichiarazioni di Titmus si aggiungono a una lista sempre più lunga di atleti e protagonisti del nuoto internazionale che hanno espresso forti perplessità sul progetto Enhanced Games, alimentando un dibattito che continua a dividere il mondo dello sport.
