La carriera di Bronte Campbell non è chiusa. La velocista australiana ha chiarito la propria posizione nel primo episodio del podcast Campbells & Co., condotto insieme alla sorella Cate Campbell, spiegando di non aver mai annunciato il ritiro e di avere intenzione di tornare ad allenarsi.
Le parole segnano un cambio di prospettiva rispetto a quanto dichiarato prima dei Trials australiani del 2024, quando aveva escluso un orizzonte a lungo termine verso Olimpiadi di Los Angeles 2028. Una posizione maturata in un periodo complicato, segnato da problemi fisici prolungati: dopo Tokyo ha affrontato dolori cronici a spalle, collo, anca e gomiti, restando fuori dall’acqua per oltre un anno. Alla vigilia dei Trials 2024 si era aggiunto anche uno strappo al polpaccio, senza però impedirle di nuotare 52.95 nei 100 stile libero, primo tempo sotto i 53 secondi dal 2019.
Non è ancora definito il contesto tecnico del possibile rientro. In preparazione a Parigi aveva lavorato con Shannon Rollason, dopo una lunga collaborazione con Simon Cusack, e resta da capire quale sarà la scelta per il prossimo ciclo.
Il profilo internazionale di Campbell resta di primo piano: tre ori olimpici nelle staffette e undici medaglie mondiali, con il picco ai Mondiali di Kazan 2015, dove vinse 50 e 100 stile libero. Il rientro, se confermato, si inserirebbe in un contesto nazionale estremamente competitivo, con nomi come Mollie O’Callaghan e Meg Harris già stabilmente ai vertici e una nuova generazione in crescita.
L’ipotesi di un ritorno apre uno scenario interessante anche sul piano storico: nessuna nuotatrice australiana ha mai partecipato a cinque edizioni olimpiche.
