2025 WORLD JUNIOR SWIMMING CHAMPIONSHIPS
- August 19-24, 2025
- Otopeni, Romania
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I Campionati Mondiali Juniores di Otopeni hanno offerto sei giornate di nuoto ad altissimo livello, tra record, exploit inattesi e conferme di giovani già proiettati verso la ribalta assoluta. Abbiamo scelto dieci prestazioni che resteranno impresse come simboli di questa edizione (l’ordine è casuale).
1. DANIELE DEL SIGNORE ORO E RECORD ITALIANO DI CATEGORIA NEI 50 DORSO
Daniele Del Signore è pronto al salto nel mondo senior e questi Mondiali Juniores hanno confermato il continuo miglioramento del dorsista, non solo a livello individuale e tecnico, ma come traino della squadra. L’oro nei 50 metri dorso con il tempo di 24.91, lo ha consacrato non solo Campione del Mondo, ma primo azzurro juniores capace di infrangere la barriera dei 25 secondi. All’oro individuale sono poi seguiti: l’argento nei 200 metri dorso e con la staffetta 4×100 metri stile libero maschili e la medaglia di bronzo con la staffetta 4×100 misti.
2. Storia Per La Nigeria: Adama Argento Nei 50 Farfalla
Il 17enne Abdul Jabar Adama ha scritto una pagina di storia, conquistando l’argento nei 50 farfalla con 23.64, alle spalle del britannico Dean Fearn (23.54). È la prima medaglia nigeriana in una rassegna mondiale targata World Aquatics.
Un risultato che va oltre il valore cronometrico: segna infatti l’ingresso della Nigeria e, simbolicamente, di molti Paesi emergenti nella geografia internazionale del nuoto. È il frutto di un lavoro che unisce lo sforzo delle federazioni, i programmi di sviluppo lanciati da World Aquatics e le opportunità offerte da borse di studio e percorsi accademici all’estero.
Allenato nel Regno Unito, Adama ha riscritto più volte il record nazionale durante la competizione, trasformandosi in un simbolo di come il nuoto possa diventare accessibile e competitivo anche al di fuori delle tradizionali potenze acquatiche. Una medaglia che parla di futuro e di un movimento globale in continua espansione.
3. Grafe Abbatte Il Record Junior Di Martinenghi Nei 50 Rana
Il quinto giorno di gare a Otopeni si è aperto con un colpo di scena: il tedesco Jan Malte Grafe ha nuotato 26.95 nei 50 rana, cancellando il World Junior Record di Nicolò Martinenghi (26.97), che resisteva dal 2017. Un primato storico, appartenuto a uno dei grandi interpreti mondiali della rana, è caduto per la prima volta in otto anni.
In finale, Grafe ha conquistato l’argento con 26.99, alle spalle del turco Nusrat Allahverdi (oro in 26.98) e davanti al giapponese Shin Ohashi (bronzo in 27.12). Ma resterà soprattutto la forza del segnale lanciato dalle batterie, con quel 26.95 che entra di diritto nella memoria di questi Mondiali giovanili.
4. Le sette medaglie di YANG PEIQI
La diciottenne Yang Peiqi ha dominato la rassegna conquistando sette medaglie complessive, cinque delle quali d’oro. La sua avventura è iniziata con la vittoria nella 4×200 stile libero femminile (frazione conclusiva da 1:55.54), seguita dal successo nei 400 stile libero con il tempo di 4:05.38, nuovo record dei Campionati che ha cancellato lo storico 4:05.42 di Lani Pallister (2019).
Il giorno successivo ha offerto un vero capolavoro negli 800 stile libero, vinti in solitaria grazie a un ritmo costante e regolare: passaggio a metà gara in 4:11.10 e ritorno in 4:11.83, per un totale che ha frantumato il suo precedente personale di 8:26.06.
Nel penultimo giorno di gare ha aggiunto il titolo nei 1500 stile libero (16:08.37), mentre nella giornata conclusiva ha abbattuto un altro record dei Campionati: quello dei 200 stile libero con 1:56.25, cancellando il 1:57.08 di Taylor Ruck (2017).
Alle medaglie individuali si sono sommate l’argento nella 4×100 mista e il bronzo nella 4×100 stile libero.
5. Rylee Erisman Si Presenta Al Mondo
La 16enne statunitense Rylee Erisman è stata una delle grandi protagoniste di Otopeni: 5 ori e 3 argenti che ne certificano la statura già da veterana e la rendono l’atleta che è partita da Otopeni con il bottino più pesante di medaglie. Il sigillo più importante è arrivato nei 100 stile libero, chiusi in 52.79, nuovo Record dei Campionati. Un tempo che non solo la colloca tra le migliori junior della storia, ma che manda un segnale forte al nuoto assoluto: presto la vedremo confrontarsi con le big. In più, il suo contributo nelle staffette senior sarà determinante, in particolare nella 4×100 stile libero USA, una formazione che già oggi può schierare più atlete sotto i 53 secondi.
6. FILIP NOWACKI, LA NUOVA FRONTIERA DELLA RANA BRITANNICA
Con il titolo già in tasca nei 100 rana, Filip Nowacki si è presentato ai blocchi dei 200 con tutte le aspettative puntate addosso. Il britannico non ha tremato: vittoria in 2:07.32, nuovo Championship Record, Record Europeo Juniores e terza prestazione all-time tra gli junior, alle spalle soltanto di Shin Ohashi (2:06.91) e Akihiro Yamaguchi (2:07.01).
Un crono che avrebbe garantito l’oro persino agli ultimi Mondiali assoluti, dove Qin Haiyang ha vinto in 2:07.41. Nowacki ha così ribadito la sua supremazia battendo nuovamente il giapponese Ohashi, già superato nei 100.
Classe 2007, ha limato oltre un secondo al personale (2:08.32 agli Europei Junior) e migliorato ancora una volta il primato nazionale britannico di categoria. In stagione è sceso sotto il minuto nei 100 (59.96) e qui a Otopeni ha chiuso con due ori e un argento, impreziositi dal 59.20 nei 100 rana che lo proietta tra i nomi da seguire in ottica assoluta.
7. NIKITA SHEREMET EGUAGLIA IL WORLD JUNIOR RECORD nei 50 stile
La terza serata a Otopeni ha regalato un momento storico: Nikita Sheremet, 18 anni, ha nuotato 21.75 in semifinale dei 50 stile libero, eguagliando il World Junior Record di Michael Andrew del 2017.
Dopo aver impressionato già al mattino con 21.82, il giovane ucraino ha completato l’impresa in finale conquistando l’oro in 21.99, entrando così nell’élite della velocità mondiale. Cresciuto passo dopo passo – dai 22.89 del 2023 fino al 22.16 di giugno – Sheremet è ora il terzo ucraino più veloce della storia e si prepara a scrivere nuove pagine del suo percorso con l’ingresso alla University of Louisville negli Stati Uniti.
8. Agostina HEIN RACCOGLIE L’EREDITÀ DEL NUOTO ARGENTINO
In un Paese che ha visto l’ultima sua grande promessa, Delfina Pignatiello, ritirarsi a soli 22 anni per intraprendere altre strade lontane dalle corsie, il successo di Agostina Hein segna un nuovo inizio.
La 17enne ha illuminato la prima giornata dei Mondiali Juniores di Otopeni vincendo i 400 misti in 4:34.34, un tempo che vale tre primati: record del campionato, sudamericano e argentino. Non solo: ha cancellato un limite nazionale che resisteva da 19 anni, quello di Georgina Bardach, bronzo olimpico ad Atene 2004, ancora oggi l’unica medaglia olimpica del nuoto argentino negli ultimi 89 anni.
La vittoria di Hein non è soltanto un trionfo personale, ma un segnale di rinascita per tutto il movimento: dopo gli anni difficili e il silenzio seguito al ritiro di Pignatiello, il nuoto argentino ritrova una protagonista capace di proiettare il Paese di nuovo sulla scena internazionale.
9. La Consacrazione Di D’Ambrosio
L’azzurro Carlos D’Ambrosio, classe 2007, ha illuminato Otopeni con prestazioni di livello assoluto. Ha iniziato la sua avventura nella 4×100 stile libero, portata al secondo posto grazie a un’ancora da 47.20.
Il giorno successivo ha scritto una pagina di storia: oro nei 200 stile libero in 1:45.15, nuovo record italiano assoluto, e record dei Campionati strappato a David Popovici (1:46.18, 2022). Un crono che migliora anche il suo recente limite personale stabilito ai Mondiali di Singapore (1:45.23), confermando la crescita costante di un talento destinato a durare.
Nei giorni seguenti è arrivata la consacrazione definitiva:
- bronzo nei 50 stile libero (22.14), dopo un 22.10 in semifinale;
- bronzo nella 4×100 stile libero mista, con una frazione da 47.40;
- oro nei 100 stile libero (47.88), preceduto dal 47.76 in semifinale;
- bronzo nella 4×100 mista maschile, chiusa da un ancora da 47.27.
Ma oltre al bottino di medaglie, ciò che colpisce è l’immagine che D’Ambrosio ha consegnato di sé in queste settimane. Un ragazzo che, a soli 18 anni, si è mostrato al top della forma sia a Singapore che a Otopeni, capace di non risparmiarsi mai per le staffette, di dare tutto in acqua, qualunque sia il contesto. Non solo un percorso tecnico di primissimo piano, ma anche un cammino personale fatto di generosità e determinazione.
In lui si intravede uno dei nomi più interessanti del futuro del nuoto italiano: un talento che ha già imparato a trasformare la velocità in responsabilità, pronto a diventare leader in corsia e a trascinare una nuova generazione di azzurri.
10. Alessandra Mao tra le grandi del nuoto
Ad Otopeni, Alessandra Mao ha firmato una delle imprese più luminose di questi Mondiali Juniores: bronzo nei 200 stile libero con 1:57.00, tempo che la consacra come seconda italiana di sempre sulla distanza dietro solo a Federica Pellegrini. Con questa gara ha demolito i record italiani Ragazze, Juniores e Cadette, entrando di diritto tra le 14enni più veloci della storia mondiale.
Un risultato che conferma quanto fosse giusta la scelta di non bruciare le tappe portandola già a Singapore: a 14 anni, Alessandra è ancora in una fase delicata, sospesa tra infanzia e adolescenza, e i prossimi anni saranno decisivi tanto per l’atleta quanto per la persona.
Tre medaglie, una progressione dirompente e un talento che in Italia non si vedeva da un decennio. Ma più della cronaca contano le basi: la serenità, la protezione e la guida di chi le sta vicino ogni giorno. Saranno questi i veri pilastri per accompagnarla verso il futuro.
