L’olimpico svizzero si racconta in una lunga intervista a World Aquatics. Dal rammarico di Parigi al rilancio mondiale, con uno sguardo rilassato ma affilato verso Singapore.
“Il quarto posto di Parigi mi ha fatto male. Ma è anche ciò che mi ha fatto crescere.”
Parla così Noe Ponti, 23 anni, intervistato da World Aquatics, ripercorrendo un anno vissuto sulle montagne russe tra sogni olimpici infranti e apoteosi in vasca corta.
Dopo il bronzo olimpico a sorpresa conquistato a Tokyo nei 100 farfalla, Ponti arrivava ai Giochi di Parigi con ambizioni da podio sia nei 100 che nei 200. Secondo al mondo in stagione nel 100 con 50.16, e in forma scintillante, ha però chiuso quarto nei 100 e quinto nei 200: “A Parigi puntavo molto più in alto. Ma in fondo è quello che mi ha dato la fame per fare tutto ciò che è venuto dopo.”
E dopo, in effetti, è arrivato il meglio.
Rilancio Da Record
Sei settimane lontano dall’acqua, una breve ripresa in autunno, e poi la World Cup. A Shanghai, Ponti batte il record del mondo dei 50 farfalla in batteria. A Singapore, lo abbatte di nuovo e firma le sue prime triple crown nei 50 e 100.
Dopo i Giochi avevo bisogno di cambiare prospettiva. Ho fatto il mio servizio militare, riuscendo comunque ad allenarmi – magari meno spesso, ma con qualità.
E quella qualità l’ha portato fino a Budapest, dove ai Mondiali in vasca corta ha riscritto la storia. Record del mondo nei 50 farfalla portato fino a 21.32, e quello clamoroso nei 100: 47.71, cancellando il nome di Caeleb Dressel dai libri.
“Questa volta ho imparato a gestire la pressione. Per me era sempre stato difficile. Stavolta, invece, mi sentivo rilassato, tutto intorno andava bene e mentalmente stavo bene. Quando è così, è più facile fare grandi cose.”
Lo Sport In Svizzera E L’Eredità Di Tokyo
In una nazione più nota per lo sci che per il nuoto, Ponti ha cambiato il corso delle cose. Dopo il bronzo di Jérémy Desplanches e il suo a Tokyo, e quello di Roman Mityukov a Parigi, la Svizzera ha iniziato a guardare alle corsie con nuovi occhi.
Le persone mi riconoscono per strada. Forse guardano il nuoto anche grazie a noi. È ancora lontano dallo sci, certo, ma qualcosa si sta muovendo. E sono fiero di rappresentare la Svizzera al massimo livello.
Singapore Nel Mirino, Ma Con Leggerezza
Ora, a poche settimane dai Mondiali in lunga, Ponti si prepara per la sua nuova rincorsa. È secondo nel ranking mondiale dei 100 farfalla (50.27) e quarto nei 50 (22.77). Ma il focus non è solo sulla prestazione:
Quest’anno sto cercando di vivere con più leggerezza. Mi sono preso del tempo, ho viaggiato, ho mangiato bene, staccato la testa. Quando sei felice, nuoti meglio.
Il 200 farfalla è stato accantonato in questo ciclo olimpico. Il programma è più leggero, ma l’intensità resta:
Dieci sedute in acqua e quattro in palestra a settimana. Il volume è minore, ma l’intensità c’è tutta.
L’Oro Mancante
All’appello manca solo una medaglia mondiale in lunga.
Ho già un po’ di tutto: Europei, Olimpiadi, vasca corta… ma un podio mondiale in lunga mi manca. Vorrei tornare a casa con una medaglia, più che con un tempo. Il tempo lo tengo a mente, certo, ma a volte è meglio non pensarci troppo.
E sul record di Dressel in lunga?
Il 49 è possibile. Credo che l’anno scorso fosse fattibile, ma è andata come è andata. Penso che si possa fare. Ma più che il tempo, conta il risultato.
