Il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficialmente cancellato gli Olympic ESports Games, che avrebbero dovuto debuttare nel 2027 a Riad con un accordo di hosting della durata di 12 anni. La decisione segna una delle prime scelte strategiche rilevanti della nuova presidente del CIO, Kirsty Coventry, eletta nel marzo 2025.
Il progetto, avviato sotto la presidenza di Thomas Bach, nasceva con l’obiettivo di avvicinare una nuova generazione al movimento olimpico attraverso il mondo degli esport, un settore in forte espansione e stimato in oltre 2 miliardi di dollari a livello globale nel 2024. Tuttavia, secondo Coventry, la cancellazione non è legata a questioni politiche o di opportunità geografica, bensì a una fase di riconsiderazione interna.
Durante una conferenza stampa, la presidente ha spiegato che la decisione rientra nel processo di “Pause and Reflect”, avviato dal CIO per valutare la reale coerenza del progetto con la visione futura del movimento olimpico. Le opinioni divergenti all’interno delle federazioni internazionali – alcune già molto attive nel settore gaming, altre decisamente più distanti – hanno evidenziato la necessità di maggiore chiarezza strategica prima di entrare stabilmente in questo ambito.
Coventry ha inoltre precisato che la cancellazione è avvenuta di comune accordo con l’Arabia Saudita, sottolineando come i rapporti tra le parti restino positivi e aperti a future collaborazioni.
Nel corso dell’intervento, la presidente del CIO ha affrontato anche le voci riguardanti possibili interferenze politiche sui Giochi di Los Angeles 2028. Coventry ha confermato che non ci sono stati contatti formali con la Casa Bianca, ribadendo però che il ruolo del CIO resta esclusivamente sportivo e orientato a garantire la partecipazione di tutti i Comitati Olimpici Nazionali, indipendentemente dal contesto geopolitico.
Ex nuotatrice dello Zimbabwe, sette volte medagliata olimpica, Coventry porta con sé una lunga esperienza sia agonistica che istituzionale. La cancellazione degli Olympic ESports Games rappresenta il primo segnale concreto di una presidenza orientata a ridefinire priorità e strumenti del movimento olimpico nel medio-lungo periodo.
