I membri della class action intentata contro World Aquatics (ex FINA) nell’ambito della lunga disputa legale legata alla International Swimming League hanno tempo fino al 30 dicembre 2025 per presentare eventuali obiezioni formali all’accordo di transazione raggiunto.
La causa, nota come Shields et al. v. Federation Internationale de Natation, si è chiusa con un accordo complessivo da 4,6 milioni di dollari, destinato agli atleti che avrebbero dovuto partecipare all’evento pilota ISL del 2018 (poi cancellato) e a quelli che hanno effettivamente gareggiato nella stagione inaugurale del 2019 .
Nel dettaglio, 1,127 milioni di dollari sono stati destinati agli atleti del cosiddetto 2018 Damages Settlement Class, mentre i restanti 3,5 milioni riguardano i nuotatori coinvolti nella stagione ISL 2019. La gestione della distribuzione dei fondi è stata affidata all’amministratore indipendente Verita Global.
La causa è stata formalmente guidata da Tom Shields e Katinka Hosszú, anche se l’azione legale è stata sostenuta economicamente e strategicamente dalla proprietà della ISL. Secondo quanto comunicato, circa 251 nuotatori risultano aver ottenuto punti nella stagione 2019, rendendoli potenzialmente idonei alla compensazione economica.
Oltre al risarcimento economico, l’accordo introduce un elemento di grande rilievo strutturale: World Aquatics si impegna a non utilizzare i propri regolamenti per limitare o penalizzare la partecipazione degli atleti a competizioni professionistiche indipendenti, purché conformi agli standard tecnici, antidoping e organizzativi richiesti. I risultati ottenuti in eventi non sanzionati potranno inoltre essere riconosciuti ufficialmente, senza precludere l’accesso a Mondiali e Giochi Olimpici, a patto che vengano rispettati i criteri di qualificazione .
Resta invece aperta un’ulteriore causa antitrust tra la ISL e World Aquatics, il cui processo con giuria è attualmente programmato per gennaio 2026, dopo numerosi rinvii. Proprio l’esito di quel procedimento potrebbe incidere sulla possibilità, annunciata di recente, di un ritorno operativo della ISL nel 2026 o 2027, nonostante le numerose segnalazioni di compensi ancora non versati agli atleti delle stagioni precedenti.
Per i nuotatori coinvolti, la scadenza del 30 dicembre rappresenta dunque un passaggio cruciale: entro quella data sarà possibile contestare i termini dell’accordo o accettarne formalmente le condizioni, aprendo la strada alla liquidazione dei compensi previsti.
