C’è stato un tempo in cui nuotare significava farlo a occhi nudi.
Prima che la tecnologia diventasse parte integrante della prestazione, gli occhialini da nuoto erano un oggetto quasi inesistente, lasciato all’iniziativa dei singoli atleti. Le prime forme rudimentali risalgono agli anni ’30, quando alcuni nuotatori iniziarono a utilizzare maschere artigianali per proteggere gli occhi dall’acqua clorata e migliorare la visibilità sott’acqua.
Dalle Maschere Ai Primi Occhialini
Per decenni, le soluzioni restarono improvvisate.
Prima della fine degli anni ’60 quasi nessun nuotatore indossava occhialini sia in allenamento che in competizione.
Quelli che li usavano indossavano grandi occhiali di gomma a forma triangolare che possiamo vedere spesso nelle vecchie foto di nuotatori che attraversano il Canale della Manica .
Quei grandi occhiali di gomma davano però una visione doppia. Spesso il nuotatore doveva chiudere un occhio per evitare confusione. Erano anche ingombranti e spesso causavano più resistenza.
I nuotatori di quell’epoca ricordano quanto fosse doloroso per gli occhi nuotare nel cloro senza protezione alcuna.
Come si potesse anche solo pensare ad una virata con gli occhi offuscati dal cloro rimane un dubbio legittimo.
Nell’estate del 1965, Peter Frawley, un nuotatore Californiano della Sammy Lee Swim School, vide un inserto dietro una rivista. In Australia erano stati commercializzati dei piccoli occhiali di plastica.
Peter ordinò una scatola di una dozzina di occhiali per 40 centesimi a pezzo. Quando arrivarono in California qualche settimana dopo, ne vendette alcuni ai suoi compagni di squadra per 80 centesimi.
Più tardi, nei primi anni ’70, una società chiamata Malmsten AB in Svezia iniziò a produrre gli occhiali con lo stesso stile, usando lenti in plastica anziché in vetro. Erano di qualità superiore e così hanno reso popolare questo tipo di occhiali a livello mondiale. Lo stile alla fine divenne noto come lo Swedish Goggle. Molti nuotatori preferiscono ancora usare questo modello.
Il vero salto arriva negli anni ’80, quando diventano progressivamente uno standard nel nuoto competitivo. Da accessorio opzionale, si trasformano in elemento essenziale.
L’Evoluzione Tecnica
Negli ultimi trent’anni, l’evoluzione è stata costante:
- materiali sempre più leggeri e resistenti
- miglioramento dell’idrodinamica
- sviluppo di sistemi anti-appannamento
- maggiore attenzione al fit e alla stabilità
Oggi, gli occhialini non sono più semplicemente un supporto alla visione, ma uno strumento tecnico che incide sulla qualità della nuotata.
Non Tutti Gli Occhialini Sono Uguali
Il passaggio più recente è stato forse il più significativo: la segmentazione.
Non esiste più “l’occhialino”, ma l’occhialino giusto per uno specifico utilizzo:
- gara
- allenamento
- fitness
- junior
Un cambiamento che riflette l’evoluzione stessa del nuoto, sempre più specializzato.
Uno Sguardo Al Presente
Proprio in questa direzione si inseriscono le nuove collezioni dei principali brand del settore, sempre più orientate a rispondere a esigenze precise, dal racing al comfort.
Nei prossimi giorni entreremo nel dettaglio con una serie di approfondimenti dedicati agli occhialini da nuoto, partendo da alcuni modelli recentemente testati in acqua.
Tra questi, la nuova gamma proposta da arena, che abbiamo ricevuto e provato direttamente, con focus su:
Un percorso che ci porterà ad analizzare non solo le caratteristiche tecniche, ma soprattutto le sensazioni reali in acqua.
Perché, alla fine, è sempre lì che si decide tutto.
