Il 2025 ha segnato un punto di svolta nella carriera di Marrit Steenbergen. Ai Campionati Mondiali di Singapore, la velocista olandese ha conquistato l’oro nei 100 metri stile libero, difendendo il titolo mondiale già vinto nel 2024. A chiudere l’anno è arrivato poi un Europeo in vasca corta di assoluto dominio a Lublino, con sei medaglie d’oro complessive e cinque record europei, quattro individuali e uno in staffetta.
Steenbergen ha ripercorso la sua stagione e le scelte tecniche che l’hanno accompagnata nel SwimSwam Podcast, ospite di Coleman Hodges e Mel Stewart, offrendo uno spaccato dettagliato del percorso che l’ha portata ai risultati più importanti della carriera.
Un Europeo Senza Aspettative, Ma Ricco Di Risposte
Arrivata a Lublino senza obiettivi cronometrici prefissati, Steenbergen ha utilizzato la competizione come test di rendimento.
“Non avevo aspettative particolari sui tempi o sui piazzamenti”, ha spiegato. “Sapevo di poter fare bene, ma non immaginavo fino a che punto”.
Il risultato è stato un Europeo costruito gara dopo gara, con una crescita costante culminata nei record continentali. “Dopo il primo doppio di gare ho capito che potevo gestire il programma. Da lì è cambiato tutto”, ha raccontato, riferendosi alle serate con impegni ravvicinati tra stile libero e misti.
Meno Vasca A Inizio Stagione, Più Forza A Secco
Uno degli aspetti centrali emersi dall’intervista riguarda la nuova impostazione dell’allenamento. Pur sostenendo carichi elevati nel corso della stagione — fino a otto o nove allenamenti in acqua a settimana — Steenbergen ha spiegato di aver cambiato l’approccio nella fase iniziale degli ultimi due anni.
“Abbiamo iniziato la stagione nuotando solo tre giorni a settimana”, ha raccontato. “Facevo cinque allenamenti in acqua concentrati in quei tre giorni, mentre il resto del lavoro era dedicato alla forza fuori dalla vasca”.
Una scelta mirata a costruire una base fisica più solida prima di aumentare il volume in acqua. “Mi ha aiutata a sentirmi più stabile e più potente quando abbiamo iniziato ad alzare i carichi”, ha aggiunto.
La Vasca Corta Come Banco Di Prova Tecnico
Dopo i Mondiali, il passaggio alla vasca corta ha rappresentato anche un test tecnico, soprattutto su partenze e virate. “Il mio start non è il mio punto di forza”, ha ammesso Steenbergen, “ma sappiamo che posso guadagnare molto sulle virate e sulle fasi subacquee. Ci abbiamo lavorato tanto nella prima parte della stagione”.
A Lublino, le sensazioni sono state nettamente diverse rispetto alle prime gare di Coppa del Mondo. “Durante la World Cup sentivo che le virate non funzionavano come volevo. Agli Europei, invece, colpivo bene i muri e mi sentivo molto più esplosiva”.
Un Percorso In Evoluzione
Il racconto restituisce l’immagine di un’atleta consapevole, che non associa il successo a un singolo momento ma a un processo. “È stato un anno intenso, c’è molto da assimilare”, ha spiegato. “Cerco di vivere il momento, ma so che è tutto parte di un percorso più lungo”.
Dopo una stagione chiusa con titoli mondiali, record europei e nuove certezze tecniche, Marrit Steenbergen guarda avanti forte di un metodo che ha già prodotto risultati concreti, confermando come l’equilibrio tra qualità del lavoro e gestione dei carichi sia diventato un elemento chiave nel nuoto di alto livello.
