Grigorishin: “I Nuotatori Devono Guadagnare Quanto I Calciatori”

Konstantin Grigorishin, fondatore e proprietario della International Swimming League, esprime a “Il Sole 24 Ore”, in un’intervista pubblicata dall’autorevole quotidiano, la sua visione del nuoto del futuro.

I nuotatori devono guadagnare quanto i calciatori

Una visione che all’occhio italiano potrebbe sembrare folle.

Nel nostro modo di concepire lo sport i calciatori sono gli atleti super pagati. Hanno un mondo che ruota intorno a loro.

E’ proprio dalla popolarità di alcuni sport che Konstantin Grigorishin parte per spiegare la sua nuova visione del nuoto professionistico.

L’INTERVISTA

Nell’intervista afferma:

«La vita di un appassionato di calcio è molto bella: quando ha voglia di vedere una partita o di riguardarsi i gol degli ultimi giorni o magari vuole sentire commenti, aggiornamenti di mercato, persino gossip, basta che accenda la tv, la radio, il pc o si colleghi a internet dal suo smartphone o in altri modi. La vita di un appassionato di nuoto è molto diversa, frustrante, potremmo dire. Se ha voglia di seguire una gara o desidera un po’ di notizie sullo sport che ama, deve accontentarsi di Olimpiadi e Mondiali, cioè di eventi che si tengono ogni quattro e due anni. Ma vi sembra normale?». Fonte Il Sole 24 Ore (intervista intera qui).

Grigorishin punta molto l’attenzione sulla copertura mediatica degli eventi di nuoto.

Anche i Mondiali, che si celebrano ogni due anni, non offrono un servizio pieno ed onnicomprensivo per gli appassionati.

Soltanto le Olimpiadi, che si svolgono ogni 4 anni, danno allo spettatore una visione completa delle gare, con approfondimenti e giusta attenzione.

La International Swimming League vuole andare a coprire questo enorme vuoto. Vuole che chi ama il nuoto possa entusiasmarsi per i suoi idoli ogni anno. Tifare per una squadra, aspettare con ansia il prossimo evento.

Il modello a cui si ispira è proprio la Champions League del calcio.

Dichiara nell’intervista:

«Sogno, a occhi aperti e cervello ben collegato, di avere gli stessi ascolti, la stessa valutazione dei diritti tv e, forse ancora più importante, sogno che i nuotatori percepiscano gli stessi ingaggi e stipendi dei calciatori europei top o degli giocatori di football americano».

DETTAGLI FINANZIARI

I dettagli finanziari relativi agli ingaggi degli atleti finora sono stati scarsi.

Fonti hanno rivelato a SwimSwam che l’ingaggio massimo per gli atleti non ambasciatori è di 25.000 dollari per la prima stagione.

Per la prima volta, viene rivelato il compenso di un ambasciatore.

Nell’intervista si rivela che l’ingaggio per nuotatori come Caeleb Dressel, Katie Ledecky e l’italiana Federica Pellegrini ammonta a 40 mila euro.

Federica Pellegrini è uno dei 10 ambasciatori ufficiali del campionato. Gli altri sono: Nathan Adrian, Cate Campbell, Katinka Hosszu, Katie Ledecky, Florent Manaudou, Ryan Murphy, Adam Peaty e Caeleb Dressel.

La Chiave Sono I Diritti TV

Grigorishin sogna dunque nuotatori milionari.

Come raggiungere questo traguardo che oggi appare quando meno utopico?

La risposta risiede nei diritti TV.

“Eurosport ha pagato i diritti televisivi per l’Europa con esclusione della Russia di 4 edizioni delle Olimpiadi, da Pyeongchang 2018 a Parigi 2024 (2 invernali e 2 estive), 1,46 miliardi di euro.

Possiamo quindi stabilire che il costo di un’ora di Giochi Olimpici, comprese le cerimonie di apertura e chiusura, è di circa 1,66 milioni di euro.

L’importanza del nuoto nel contesto olimpico è indiscussa.

A Tokyo 2020 le finali sono previste la mattina per garantire il prime time alla Nbc, storico broadcaster americano dei Giochi”

Infine, parla anche della scelta di Napoli come sede di una delle tappe Europee:

«Napoli l’ho scelta perché è una città che fa impazzire gli americani. Noi puntiamo ad attrarre giornalisti e pubblico anche per il contesto in cui gareggiamo. Ma non escludo, per le prossime stagioni, di fare tappa a Roma, Milano e Torino. Ho conosciuto il sindaco Chiara Appendino e credo che potremo fare buone cose insieme».

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Luke

A questo punto credo che se si deve essere professionisti allora bisognerebbe anche che spariscano i gruppi sportivi visto che oggi molti fanno sport per arrivare ai gruppi sportivi e prendere il classico posto di lavoro! Solo pochi vi rinunciano e guarda caso sono quelli che nella loro vita privata hanno potenzialità da spendere oltre allo sport come la Comunicazione, la Cultura etc… Diciamolo chiaramente!

EVA

BLA BLA BLA. Big talking but the truth is that ISL teams offer charity appearance fees to the athletes.

About Giusy Cisale

Giusy Cisale

Ha frequentato il Liceo Classico "T.L. Caro" dove era impegnata nella redazione della rivista scolastica. Nel 2002 è tra le più giovani laureate in Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli (ITA). Inizia il percorso di Avvocato Civilista, conseguendo nel 2006 l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. Si avvicina al nuoto quasi per caso, …

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