Singapore 2025: Il Brasile Resta Fuori Dal Medagliere Mondiale Per La Prima Volta Dal 2007

Giusy Cisale
by Giusy Cisale 0

August 04th, 2025 Italia

La piscina olimpica di Singapore ha raccontato molte storie durante i Mondiali 2025. Tra nuovi record, medaglie inattese e protagonisti emergenti, ce n’è una che segna un punto di svolta doloroso per il nuoto sudamericano: il Brasile chiude la rassegna iridata senza medaglie, evento che non accadeva dal lontano 2007.

La Fine Di Una Lunga Striscia

Dal 2008, anno in cui Cesar Cielo cominciò a dominare le gare sprint nell’era dei costumi gommati, la presenza del Brasile sul podio mondiale era diventata una certezza. Il punto più alto fu raggiunto ai Mondiali di Barcellona 2013, quando la nazionale verdeoro conquistò 10 medaglie grazie a nomi come Cielo, Thiago Pereira, Poliana Okimoto e Felipe Lima.

Nel 2025, il conteggio è impietoso: zero.

Le Occasioni Mancate

L’occasione più concreta è arrivata nei 100 stile libero, dove Gui Caribe ha sfiorato la medaglia con un quarto posto in una delle finali più combattute dell’intera manifestazione. In acque libere, Ana Marcela Cunha ha chiuso nella top 8 sia nella 5 km che nella 10 km, ma un infortunio (una profonda ferita al braccio) ne ha condizionato il rendimento.

Nelle altre specialità, nessun altro brasiliano ha raggiunto la finale. I mezzofondisti Guilherme Costa e Maria Fernanda Costa, finalisti a Parigi 2024, non sono riusciti a ripetersi. Anche Stephanie Balduccini, attesa protagonista, ha nuotato al di sotto dei tempi ottenuti ai Nazionali brasiliani di aprile.

Un Trend Preoccupante

Il declino non è una sorpresa. Dopo l’Olimpiade di Parigi 2024, chiusa senza podi, anche le edizioni 2023 e 2024 dei Mondiali avevano visto Ana Marcela Cunha come unica medagliata del Paese. L’assenza totale dal medagliere in vasca si colloca quindi dentro un trend negativo già in atto.

A livello continentale, la situazione è altrettanto inedita: nessun nuotatore latinoamericano o caraibico è salito sul podio a Singapore. Un dato che non si registrava dai Mondiali 2005 a Montréal.

Le Difficoltà Logistiche Non Bastano A Spiegare

C’è chi ha ipotizzato che la distanza geografica – oltre 24 ore di viaggio tra il Sud America e Singapore – abbia influito, soprattutto nelle prime giornate. Ma non può essere l’unica causa. I segnali di crisi sono evidenti e strutturali.

Il Futuro: Speranze Giovani Ma Concrete

Non tutto, però, è perduto. Gui Caribe, classe 2002, ha nuotato 21.43 nei 50 e 47.10 nei 100 ai campionati nazionali: tempi che gli avrebbero garantito medaglia se replicati a Singapore. Balduccini, al secondo anno NCAA, ha nuotato 1:56.43 nei 200 stile, entrando nella ristretta cerchia della “club 1:56” insieme a Maria Fernanda Costa. La 4×200 femminile è oggi più competitiva che mai.

Con un biennio di lavoro e programmazione, il Brasile ha le carte in regola per tornare a dire la sua già nel 2027. Ma il campanello d’allarme suonato a Singapore è chiaro: la gloria del passato non basta più.

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 GIUSY  CISALE A law graduate and practicing attorney for 15 years, Giusy Cisale balanced her professional career with her passion for swimming by founding and managing her swimming-focused blog, Scent of Chlorine. Her expertise in the sport led her to collaborate with Italian swimming news websites starting in 2015, before joining …

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